La storia del vermont



Secondo i reperti archeologici rinvenuti nella valle del fiume Otter, la regione che oggi occupa lo stato del Vermont era abitata da almeno 12000 anni. Tribù del gruppo algonquino, (Abenaki, Mahican e Penacook), native di questa zona, furono scacciate dagli Irochesi verso il secolo XIII, che abitarono nel territorio fino all'arrivo degli europei nel secolo XVII.

I primi europei che esplorarono questa regione furono i francesi. Nel 1609, Samuel di Champlain percorse il nord-ovest del Vermont e reclamò questo territorio in nome del re della Francia. I francesi fondarono alcuni insediamenti vicino al lago Champlain, ma nessuno ebbe carattere permanente fin quasi la fine de secolo XVIII. Anche se marginale, come via di transito commerciale tra Montreal e la colonia del Massachusetts, il Vermont fu esplorato e percorso da inglesi, francesi ed olandesi. Nel 1724, coloni inglesi del Massachusetts costruirono Fort Drummer, vicino a Brattleboro, con l'intenzione di proteggersi dall'attacco degli indiani, alleati dei francesi in questa zona. Le dispute per il controllo delle colonie in America tra inglesi e francesi sfociarono nella Guerra dei 7 anni (1756-1763) la cui conclusione ha avuto conseguenze gravi per la Francia, che perse con il Trattato di Parigi (1763), il controllo del Vermont (ceduto alla Gran Bretagna) e della Louisiana, che passò nelle mani della Spagna.

Dopo il Trattato di Parigi, il Vermont rimase incorporato nella colonia di New York, benché precedentemente la colonia del New Hampshire avesse reclamato il territorio come proprio ed aveva ottenuto concessioni di terre per i suoi coloni. Il conflitto esplose quando ai coloni del New Hampshire furono obbligati nel 1770 a pagare a New York per le terre che avevano occupato dal 1764. La rivolta fu guidata da Ethan Allen assieme ad un gruppo chiamato Green Mountains Boys. Allen ed il suo gruppo cominciarono a molestare quelli che avevano accettato la giurisdizione della colonia di New York, e per questo riconoscere i pagamenti a New York per continuare ad occupare le loro terre. Alcuni anni più tardi, quando questo conflitto non era ancora risolto, si ebbe la dichiarazione d'indipendenza da parte delle tredici colonie. Il gruppo capeggiato da Allen aderì al movimento indipendentista e prese nel 1775 Fort Ticonderoga, considerata la prima offensiva contro gli inglesi nella rivoluzione americana. Nel 1777, i coloni del Vermont si dichiararono indipendenti come Repubblica del New Connecticut, anche se poco dopo l'adozione della sua costituzione, adottò il nome attuale. Nel 1791, il Vermont fu ammesso nell'Unione, il primo a farlo fuori dalle tredici colonie originali. Per poter compiere questo passo, il Vermont chiese che New York rinunciasse all'antica pretesa sul territorio.

Il Vermont partecipò attivamente alla Guerra del 1812 contro la Gran Bretagna, malgrado l'embargo dettato da Jefferson contro le merci britanniche pregiudicasse l'economia di questo stato, fortemente dipendente dalle relazioni commerciali col Canada, in mano ai britannici. Una volta consolidata l'indipendenza degli Stati Uniti, lo stato del Vermont continuò lentamente con la colonizzazione di queste terre, e allo stesso tempo miglioravano le comunicazioni, attraverso la costruzione di un canale tra il lago Champlain ed il fiume Hudson, che permise lo sfruttamento delle risorse del Vermont per la città di New York ed ad altre città della costa. L'economia del Vermont durante questi anni era legata all'industria della lana, grazie all'allevamento di pecore di razza merina, ma con l'avanzare del secolo, l'importazione di questa materia a prezzi più bassi ha causato il graduale il declino di questo settore tradizionale. Quindi, gli agricoltori del Vermont cominciarono a specializzarsi in prodotti agricoli, principalmente latticini.

Durante la Guerra Civile (1860-1865), i soldati del Vermont lottarono nell'Unione, ma non si ebbe nessuna battaglia sul suo territorio. L'unica azione legata alla guerra fu il furto di una banca in St. Albans, nel 1864, ad opera dei soldati confederati che riuscirono a fuggire in Canada. Dopo la guerra, l'economia del Vermont continuò la trasformazione, e si diede maggiore enfasi allo sfruttamento delle risorse forestali. Per esempio, la città di Burlington si specializzò nella lavorazione del legno importato in parte dal Canada, che dalle sue fabbriche veniva trasferito attraverso il canale di Champlain-Hudson a New York ed in altre città dove la domanda per via delle costruzioni sembrava illimitata. Accanto al legno, che era legato all'edilizia , il Vermont cominciò a sfruttare le sue miniere di marmo e granito.

L'industria tradizionale del Vermont, il tessile, ha avuto sempre meno importanza nella produzione statale, poiché dopo la Guerra Mondiale venne avviato un processo di riconversione industriale, che riuscì ad attrarre piccole industrie, mentre si scommetteva sul turismo come pilastro fondamentale per l'economia di questo piccolo stato.

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aggiornato il 4-12-2011
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