storia della carolina del sud



Francisco Gordillo e Pedro di Quexós navigarono lungo le coste degli stati attuali della Carolina del Sud e del Nord nel 1521. Alcuni anni più tardi, nel 1526, Lucas Vázquez di Ayllón che aveva organizzato la spedizione di Gordillo, formò una nuova flotta per esplorare le coste che Pedro di Quexós, aveva esplorato assieme a 500 uomini. La spedizione sbarcò vicino al fiume Pee Dee, in Carolina del Sud. L'insediamento che Ayllón fondò prese il nome di San Miguel de Guadalupe. La colonia fallì quello stesso anno per effetto delle epidemie e per dissapori nel gruppo, dopo la morte di Ayllón. Il nord-ovest dello stato attuale della Carolina del Sud è stato esplorato da Hernando de Soto, durante la spedizione del 1540. Nel 1561, il vicere Luis de Velasco incaricò Angelo de Villafane affinché navigasse dalla Florida lungo la costa nord dell'Atlantico. Le due navi di Villafane che navigarono fino alla costa della Virginia, sbarcarono vicino a Port Royal, in Carolina del Sud, dove prese possesso del territorio in nome della Spagna. Alcuni anni dopo fu il francese Jean Ribaut che navigò lungo la costa, sbarcò, prese possesso e diede il nome a questa regione in onore del re francese, Carlo IX. Nonostante ciò, gli spagnoli continuarono ad esplorare la regione con le spedizioni di Menendez de Avilés (1566) e quelle di Juan Pardo e Hernando Boyano (1566-1567). Come risultato delle spedizioni, nel 1569 si costruì un forte e una missione alla quale si diede il nome di Santa Elena.

La colonizzazione degli inglesi iniziò nel 1585 quando Walter Raleigh riuscì a fondare un insediamento sull'isola Roanoke, in Carolina del Nord. Nel 1629 il re d'Inghilterra, Carlo I, determinò i confini della colonia della Carolina, che chiamò ufficialmente Carolana, e concesse il suo sfruttamento a Sir Robert Heath. I primi coloni arrivarono dalla vicina colonia della Virginia a metà del secolo XVII. Questa colonia non aveva limiti definiti a ovest, poiché teoricamente arrivava fino alla costa dal Pacifico. Il limite settentrionale era il confine con la colonia della Virginia, ed a sud confinava con possedimenti spagnoli.

Nel 1680, gli inglesi che si erano stabiliti dieci anni prima nelle vicinanze del fiume Ashley, fondarono Charleston in Carolina del Sud. Durante il secolo XVIII la colonia della Carolina cominciò a prosperare, questo incoraggiò l'immigrazione di gallesi, scozzesi, irlandesi e tedeschi, che cominciarono ad occupare l'interno del territorio. Allora, Charleston era già il centro più importante della costa meridionale, nonostante la grande instabilità che caratterizzò la vita del territorio durante il secolo XVII, causata dalla corruzione dei proprietari che amministravano il territorio per concessione reale e per le attività dei pirati sulla costa. Verso il 1731, il controllo della Corona sulla colonia della Carolina del Nord si consolidò quando il re riprese il potere che aveva ceduto nel secolo precedente ai proprietari per lo sfruttamento e l'amministrazione della regione. Da allora, la Corona incoraggiò ancora di più l'emigrazione di nuovi coloni. Ha inoltre autorizzato la divisione della Carolina in due Colonie, quella del Sud e quella del Nord. La riorganizzazione delle colonie continuò con la creazione, nel 1732, della colonia della Georgia che segnò, ( non senza contestazioni da parte dei coloni della Carolina del Sud), i confini meridionali ed occidentali della Carolina del Sud.

Anche se le relazioni tra i coloni della costa e dell'interno furono frequentemente conflittuali, quando nacque il movimento d'indipendenza la maggioranza dei coloni della Carolina del Sud fece fronte comune contro gli abusi britannici. Dopo l'occupazione di Charleston da parte degli Inglesi, nel 1780, in Carolina di Sud si ebbero numerose battaglie, tra esse quella di Kings Mountain e quella di Cowpens. La vittoria degli indipendentisti, guidati dal Generale Nathanael Greene, riuscì a cacciare nel 1781 gli inglesi dell'interno della Carolina del Sud. Alcuni anni più tardi, abbandonarono il porto di Chaleston. Nel 1788, la Carolina del Sud ratificò la costituzione degli Stati Uniti, così diventò l'ottavo stato ad entrare nell'Unione. Dopo l'indipendenza, si ebbero grandi disaccordi tra i piccoli proprietari dell'interno ed i grandi proprietari terrieri della costa. Lo squilibrio tra queste due regioni, si cercò di risolvere col trasferimanto della capitale a Columbia, nell'interno dello stato, dove vivevano agli inizi del secolo XIX l'80% della popolazione in seguito all'emigrazione massiccia verso queste terre.

I dissapori col governo federale furono costanti dai primi anni di esistenza, dovuto ai disaccordi sulla politica doganale. Infatti, dato che la Carolina del Sud dipendeva in larga misura dal commercio con l'Europa, le barriere doganali dettate dal governo federale erano enormemente impopolari così da mettere in dubbio, perfino già tra il 1847 e il 1852, la permanenza nell'Unione. D'altra parte, le attività tradizionali dello stato, la produzione di pelli, e riso , furono colpite dalla concorrenza dei prodotti che cominciavano ad arrivare dai territori dell'ovest. Come conseguenza, molti piccoli agricoltori dovettero emigrare, e poi cercare lavoro nelle fabbriche della Carolina del Nord. La secessione si ebbe finalmente, nel 1860 per le divergenze sulla schiavitú. Nel dicembre del 1861, con il confronto nel porto di Charleston con le truppe federali iniziò la Guerra Civile (1860-1865). L'esercito dell'Unione si impadronì rapidamente del controllo delle isole Sea, un'enclave strategica da cui si poteva effettuare il blocco del porto di Charleston fino al fine della guerra. Nel frattempo, nell'interno, il generale Sherman devastò al suo passaggio i campi e le proprietà della Carolina del Sud. La Carolina fu riammessa negli Stati Uniti nel 1868 ma soffrì per decenni gli effetti della guerra.

La Prima Guerra Mondiale (1914-1918) ebbe effetti positivi sull'economia della Carolina del Sud grazie alle sue fattorie ed industrie del settore tessile, che beneficiarono dell'enorme domanda dell'esercito. Per contro, la depressione economica che iniziò nel 1929, causò gravi problemi alla sua economia, costringendo il governo federale a finanziare progetti di opere pubbliche per alleviare l'enorme disoccupazione. In questo senso, si costruirono strade, dighe e canali sui fiumi Santee e Cooper, questo ha permesso di migliorare le comunicazioni dello stato e fornito energia elettrica alle sue industrie, fattori che aiutarono a riattivare la malconcia economia della Carolina del Sud. La Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) produsse effetti simili a quelli descritti durante la prima guerra mondiale. Inoltre, in Carolina del Sud si costruirono varie basi militari che ebbero un effetto positivo sullo sviluppo dello stato.

Attualmente, la Carolina del Sud si trova ad affrontare nuovi piani di ristrutturazione per la sua dipendenza da alcuni settori, come quello del tabacco, il tessile ed il militare. Infatti, l'industria del tabacco sta soffrendo un duro attacco negli Stati Uniti per i rischi sulla salute, l'industria tessile non può competere facilmente con i produttori di paesi in via di sviluppo e l'industria militare ha tagliato i finanziamenti durante gli ultimi anni come conseguenza della fine della Guerra Fredda.

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aggiornato il 3-12-2011
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