NELLA NOTTE del 16 dicembre 1773 alcuni uomini travestiti
da indiani salirono a bordo di tre navi inglesi ancorate
nel porto di Boston. Dopo avere immobilizzato gli equipaggi,
si avvicinarono alle, casse ammucchiate sulle tolde e
ad una ad una le gettarono in mare. Erano casse piene
di te. Innumerevoli tonfi si susseguirono nella notte
finché tutte le casse furono scomparse nelle onde.
Questa strana spedizione notturna era stata organizzata da
alcuni giovani cittadini di Boston. Era una protesta contro
l'Inghilterra che aveva imposto alle sue colonie d'America
una nuova tassa sul te. Fu questo uno dei tanti gesti di
rivolta che accaddero in quegli anni nelle colonie inglesi
dell'America settentrionale. Poco dopo la ribellione sarebbe
divenuta completa e avrebbe portato finalmente alla proclamazione
dell'indipendenza degli Stati Uniti.
LE PRIME COLONIE
La colonizzazione dell'America settentrionale era cominciata
nella seconda metà del '500. I primi a stabilirsi
in quelle terre erano stati gli Spagnoli e i Francesi, che
avevano occupato vasti territori. Vennero poi gli Olandesi,
i quali fondarono la città di Nuova Amsterdam (chiamata
in seguito New York) in una baia sull'Oceano Atlantico. Ultimi
furono gli Inglesi i quali però, a poco a poco, fondarono
colonie lungo tutta la costa bagnata dall'Atlantico.
I primi Inglesi giunti in America furono 89 uomini e 17 donne,
che sbarcarono nel 1585 nella Virginia. Negli anni successivi
vennero altre spedizioni isolate, ma fu solo dopo il 1600
che molti Inglesi lasciarono la loro patria per stabilirsi
in America. In quegli anni erano frequenti in Inghilterra
i contrasti tra cittadini di religione diversa, e molti,
per sfuggire alle persecuzioni, avevano cercato nel nuovo
mondo « una terra nella quale vi fosse la libertà di
pregare in pace, senza timore, il Signore». Una setta
di protestanti, i « Padri Pellegrini », fondò nel
1620 la colonia del Massachusetts. Erano partiti con un vecchio
veliero, il « Mayflower » ed avevano attraversato
l'oceano continuamente sbattuti dalle onde. Nel 1632 un gruppo
di cattolici fondò la colonia del Maryland e nel 1681
i protestanti quaccheri si stabilirono in Pennsylvania.
Con il passare degli anni i discendenti di questi coloni
occuparono il Connecticut, il New Hampshire, il Rhode Island
ed altri territori. Così le colonie nordamericane
dell'Inghilterra raggiunsero il numero di tredici. Esse erano
tutte sotto il diretto dominio del re d'Inghilterra, che
nominava i governatori e vi mandava le sue truppe. Nel 1664
le truppe inglesi avevano strappato agli Olandesi la zona
di Nuova Amsterdam, e fu allora che la città fu chiamata
New York. Per tutto questo periodo i rapporti fra i colonizzatori
dell'America e l'Inghilterra furono abbastanza buoni. I rapporti
peggiorarono dopo la pace di Parigi del 1763, con la quale
la Francia cedeva all' Inghilterra tutti i suoi possedimenti
americani.
LA PROTESTA DEI COLONI
Era allora re d'Inghilterra l'autoritario Giorgio III. Egli
si era prefisso un programma ben preciso: limitare man mano
nelle colonie ogni autonomia per sottometterle sempre più al
governo della madrepatria. Nel 1764, senza consultare l'« Assemblea » locale
delle colonie, Giorgio III impose ai coloni forti tasse.
Con tale provvedimento, egli intendeva togliere alle colonie
l'autonomia amministrativa, ossia privare i coloni del diritto
di decidere per mezzo dei loro rappresentanti le imposte
da pagarsi. Allora i coloni decisero di protestare energicamente.
Inviarono a Londra un loro rappresentante, il giornalista
Beniamino Franklin, col compito di riferire al re che essi
si rifiutavano di pagare le imposte. Inoltre essi chiedevano
al governo di Londra di poter avere nel Parlamento inglese
dei propri rappresentanti, perché difendessero i loro
diritti. Sebbene alcuni ministri inglesi sostenessero la
causa dei coloni, Giorgio III continuò ad opporsi
alle loro rivendicazioni. Il contrasto tra le colonie e la
madrepatria si fece allora più grave: molti coloni
pensarono di organizzarsi militarmente per far valere con
la forza i loro diritti.
DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA
Tuttavia i coloni tentarono ancora di giungere ad un accordo
con la madrepatria.
Nel 1774, i rappresentanti di tutte le colonie si radunarono
a Filadelfia e formularono una « Dichiarazione dei
diritti », con la speranza che venisse accettata dal
governo di Londra.
La « Dichiarazione » si basava sul principio
che ogni popolo ha il diritto di prendere parte alla elaborazione
delle leggi che lo riguardano.
In nome di questo diritto, i coloni chiesero nuovamente di
poter essere rappresentati presso il
Parlamento inglese. Ma anche questa volta il re non volle
accettare la loro richiesta. Allora essi
decisero di troncare per sempre i rapporti con la madrepatria.
Poiché il governo inglese aveva ripetutamente violato
i diritti dei popoli, i coloni si sentirono in diritto di
organizzare nuovo governo e di formare uno stato per conto
loro.
Cosi, il 4 luglio 1776, in un altro congresso tenuto a Filadelfia,
le 13 colonie vennero proclamate indipendenti, col nome di
Stati Uniti d'America. Ecco come termina la dichiarazione
d'indipendenza degli Stati Uniti:
« Noi, rappresentanti degli Stati Uniti d'America,
riuniti in Congresso generale, invocando il Supremo Giudice
del-
l'Universo (Dio) e chiamandolo a testimone della rettitudine
delle nostre intenzioni, pubblichiamo e dichiariamo solennemente,
a nome e per autorità del buon popolo di queste Colonie,
che queste Colonie Unite sono,e per diritto devono essere,
Stati liberi e indipendenti; che esse sono svincolate da
qualsiasi soggezione verso la Corona britannica, e che qualsiasi
legame politico fra esse e lo Stato della Gran Bretagna è e
deve essere assolutamente sciolto; e che nella loro qualità di
Stati liberi e indipendenti hanno piena facoltà di
muovere guerra, concludere pace, contrarre alleanze, stabilire
commerci e compiere tutti gli altri atti e cose che hanno
diritto di compiere tutti gli Stati indipendenti. In sostegno
di tale dichiarazione, fidando fortemente nella protezione
della Divina Provvidenza, impegnamo reciprocamente l'un l'altro
le nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore ».
LA GUERRA D'INDIPENDENZA
Per domare i ribelli l'Inghilterra aveva mandato numerosi
soldati, ma i delegati delle tredici colonie si riunirono
a Filadelfia nel 1774 e decisero di costituire un esercito
nazionale al comando di Giorgio Washington. Mentre era ancora
in corso la guerra, i delegati si riunirono nuovamente a
Filadelfia il 4 luglio 1776 e votarono la Dichiarazione di
Indipendenza. Le colonie assumevano il nome di Stati Uniti
d'America e adottavano una bandiera formata da tredici strisce
rosse e bianche e da tredici stelle bianche su fondo azzurro.
Ogni stella e ogni striscia rappresentava una colonia. Capitale
del nuovo Stato era Filadelfia. La guerra fu lunga e difficile.
Mentre il generale Washington guidava valorosamente le sue
truppe, un altro grande americano, Beniamino Franklin, invocava
aiuti in tutta Europa. Due brillanti vittorie, a Saratoga
nel 1777 e a Yorktown nel 1781, decisero la guerra in favore
degli Americani. Nel 1783 l'Inghilterra riconosceva l'indipendenza
delle colonie. Dopo la guerra vittoriosa gli Americani si
diedero una Costituzione che andò in vigore nel 1790.
Il primo presidente del nuovo Stato fu il valoroso condottiero
Giorgio Washington.
L'ESPANSIONE AMERICANA E I GIORNI NOSTRI
Ottenuta l'indipendenza, gli Stati Uniti cominciarono la
loro espansione nell'interno del continente. Nel 1803 acquistavano
da Napoleone la Louisiana, nel 1845 strappavano al Messico
il Texas ed acquistavano dalla Spagna la Florida.
Negli anni successivi, pionieri e colonizzatori penetravano
nelle regioni interne del continente, strappandole agli Indiani.
Questa marcia verso il « Far West », cioè verso
l'estremo occidente, si concluse con l'occupazione della
California. Per ogni territorio annesso una nuova stella
veniva aggiunta alla bandiera americana. L'espansione degli
Sfati Uniti subì però un arresto nel 1861,
quando alcuni stati del sud, si ribellarono alla confederazione,
Scoppiò allora una guerra che finì nel 1865
con la vittoria del Nord. Tornata la pace gli Stati uniti
continuarono il loro progresso. Nei vastissimi territori
l'agricoltura dava prodotti in abbondanza, si scoprirono
miniere e giacimenti di ogni tipo, ovunque sorgevano fabbriche
e stabilimenti idustriali. Tra la fine dell'800 e l'inizio
del 900 milioni di Europei lasciarono le loro terre per cercare
fortuna in America. Là c'era lavoro per tutti. Venivano
intanto annessi nuovi territori come l'Alaska acquistata
dalla russia e le Hawaii nell'Oceano Pacifico. Oggi le stelle
della bandiera americana sono 50. Durante il secolo scorso
gi Stati Uniti parteciparono alle due guerre mondiali vincendo
l'una e l'altra. Dal 1950 al 1953 hanno partecipato alla
sanguinosa guerra di Corea, negli anni settanta alla guerra
del Vietnam, e negli anni novanta e 2000 alla guerra in Irak
ed Afghanistan.
LA GUERRA DI SECESSIONE O CIVILE AMERICANA
« NOI SIAMO in ogni giorno della nostra vita i servi
del Nord. Nell'infanzia siamo fasciati con le mussoline del
Nord; nella fanciullezza sollazzati con giocattoli del Nord;
nella giovinezza istruiti con i libri del Nord... nella nostra
vecchiaia i nostri malanni sono alleviati con medicinali
del Nord e finalmente, quando moriamo... siamo tramandati
ai futuri con un'epigrafe incisa su marmo del Nord ».
Così si lamentava nel 1857 un cittadino degli Stati
del Sud americano ; e questo scritto ci da un'idea della
supremazia economica degli Stati del Nord.
Nel dicembre del 1860 le autorità dello Stato della
Carolina del Sud si erano ribellate al Governo centrale dell'Unione
americana e si erano dichiarate indipendenti. Nel gennaio
dell'anno successivo anche la Louisiana, il Mìssissippi,
la Florida, l'Alabama, la Geòrgia e il Texas ne seguirono
l'esempio. Tutti questi Stati si erano riuniti tra loro ed
avevano costituito una nuova federazione, con un proprio
presidente degli Stati del Sud. La nuova confederazione aveva
ordinato di ammainare la bandiera dell'Unione e l'ordine
era stato eseguito in tutte le caserme e nei presidi militari.
Solo a Fort Sumter la guarnigione si era rifiutata di obbedire.
Le truppe della Confederazione degli Stati del Sud vi posero
allora l'assedio, convinte che la guarnigione avrebbe capitolato
nel giro di pochi giorni. Ma Fort Sumter resisteva. Il 12
aprile 1861, visto che gli assediati non si arrendevano,
le truppe confederate bombardarono la fortezza con l'artiglierìa
da campagna. Il bombardamento di Fort Sumter provocò la
guerra.
Gli Stati Uniti d'America si divisero in due grandi fazioni
contrapposte. Da una parte stavano gli Stati del Nord e alcuni
del Sud che si mantennero fedeli all'Unione. Erano in tutto
23 Stati, con una popolazione di 22 milioni di abitanti.
Dall'altra stavano gli Stati del Sud già prima nominati
ai quali si unirono la Virginia, l'Arkansas, la Carolina
settentrionale e il Tennessee. In tutto 11 Stati con complessivi
nove milioni di abitanti. Gli Stati del Nord (o dell'Unione)
potevano quindi contare su di una superiorità numerica
di uomini : avevano inoltre maggiori ricchezze e mezzi di
comunicazione. Gli Stati del Sud (o della Confederazione)
potevano contare su di un migliore addestramento delle loro
truppe e sul valore del loro comandante supremo, il generale
Robert Lee. La guerra tra i nordisti e i sudisti (guerra
di secessione) fu lunga e dolorosa: iniziatasi col bombardamento
di Fort Sumter il 12 aprile 1861, essa terminò quasi
esattamente quattro anni dopo, il 9 aprile 1865, con la resa
del generale Lee. Per quattro anni gli Stati Uniti furono
devastati dai due eserciti , numerose furono le vittime umane
ed ingenti i danni economici provocati da questa guerra civile.
LE CAUSE DELLA GUERRA DI SECESSIONE
Per quali motivi gli Stati dei Sud si erano staccati dall'Unione?
Perché fu combattuta questa guerra?
La ragione va ricercata soprattutto nella diversa ricchezza
economica tra la parte settentrionale e quella meridionale
degli Stati Uniti e nella conseguente rivalità tra
le due popolazioni. Mentre gli Stati del Nord erano prevalentemente
industrializzati, nel Sud la principale ricchezza era costituita
dall'agricoltura, soprattutto dalla coltivazione del cotone.
Per estendere sempre più le piantagioni di cotone
gli Americani avevano dichiarato guerra al Messico, strappandogli
il Texas (1847) e avevano sospinto sempre più all'interno
le tribù degli Indiani. Nel 1848 il Messico riconobbe
come frontiera il Rio Grande e cedette il Nuovo Messico e
la California del Nord. Nel 1860 le coltivazioni erano ormai
estese su zone vastissime degli Stati meridionali, ma la
ricchezza prodotta andava a finire in gran parte negli Stati
del Nord.
Qui infatti c'erano le ferrovie, i porti d'imbarco, le banche
che comperavano a basso prezzo interi raccolti, le industrie
che lavoravano la materia prima. Inoltre gli Stati del Sud,
quasi esclusivamente agricoli, erano costretti a comperare
nel Nord tutti i prodotti industriali, contribuendo così ad
aumentare la ricchezza degli Stati settentrionali.
A questa situazione si aggiunse, proprio in quegli anni,
la lotta per l'abolizione della schiavitù.
Negli Stati del Sud le piantagioni di cotone erano lavorate
quasi esclusivamente dai negri. Nessun bianco poteva resistere
a quel clima torrido e alle fatiche della coltivazione cotoniera,
e i piantatori del Sud continuavano perciò a ricercare
lavoratori negri, che comperavano sui mercati degli schiavi.
I negri in America ammontavano ormai a quattro milioni ;
ed eran quasi tutti nel Sud, addetti alle piantagioni di
cotone. Nel Nord i negri erano invece molto scarsi. Quando
perciò il partito repubblicano, prevalente nel Nord,
iniziò una seria propaganda per ottenere l'abolizione
della schiavitù, e quando il suo rappresentante Abramo
Lincoln ottenne la presidenza degli Stati Uniti, gli Stati
del Sud si sentirono minacciati nella loro principale risorsa
: perdere gli schiavi voleva dire perdere il cotone e quindi
la possibilità di vivere; di qui la ribellione, la
dichiarazione di indipendenza e l'inizio della guerra di
Secessione.
LE OPERAZIONI MILITARI
La guerra di secessione americana fu combattuta soprattutto
negli Stati della costa occidentale, nella vallata del Mississippi
e sul mare.
Sul mare prevalsero ben presto gli Stati dell'Unione, ai
quali era rimasta quasi tutta la flotta. Le navi nordiste
strinsero in un grande blocco tutte le coste degli Stati
del Sud, impedendo le esportazioni di cotone e l'arrivo dall'Europa
di armi, munizioni e medicinali.
Sui fronti terrestri le operazioni militari furono complesse
e si svolsero a vantaggio ora dei nordisti ora dei sudisti.
Nei primi due anni di guerra si ebbe una certa prevalenza
dei sudisti, mirabilmente guidati dal generale Robert Lee.
Alla fine del 1862 anche i nordisti trovarono però un
valido condottiero: il generale Grant, che riuscì a
fronteggiare validamente i sudisti e successivamente a respingerli.
Nel 1863 le truppe riunite dei generali nordisti Grant e
Sherman occupavano l'importante nodo ferroviario di Vicksburg,
battevano i sudisti a Chattanooga e raggiungevano Atlanta,
capitale della Geòrgia. La guerra continuò per
tutto il 1864 con alterne vicende, ma con maggior fortuna
per i nordisti.
Agli inizi del 1865 la Confederazione del Sud era ridotta
alle due Caroline ed alla Virginia. Agli inizi della primavera
le truppe nordiste attaccavano la stessa capitale della Confederazione,
Richmond, che cadde in potere del generale Grant il 3 aprile.
Il generale Lee, ritiratosi con le forze superstiti in un
villaggio presso Richmond, tentava l'ultima resistenza, ma,
accerchiato da tutte le parti, il 9 aprile 1865 si arrendeva.
Con la resa del generale Lee la guerra di secessione americana
era terminata.
LA MORTE DI LINCOLN
Pochi giorni dopo un fanatico sudista, durante una rappresentazione
teatrale, uccideva a Washington il presidente Abramo Lincoln.
Moriva così uno degli uomini più popolari degli
Stati Uniti, colui che aveva saputo portare gli Stati dell'Unione
alla vittoria e che, fino dal 1863, aveva decretato la soppressione
della schiavitù in tutti gli Stati americani.
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