« PER ANDARE A SCUOLA dovevo, ogni giorno, attraversare
un buon tratto di foresta. E così percorrevo la strada
tenendo sotto braccio, da una parte la borsa dei libri, dall'altra
il fucile. La fiaschetta della polvere ed il sacchetto con
le palle facevano parte della mia attrezzatura... scolastica.
E molto spesso me ne tornavo a casa con qualche buon capo di
selvaggina, che avevo abbattuto strada' facendo... ».
Così raccontava, della propria fanciullezza, James Monroe,
uno dei primi e dei più famosi presidenti degli Stati
Uniti d'America. Quello in cui egli visse, e che governò,
non era dunque il moderno paese che oggi conosciamo, ma una
terra ancora selvaggia, abitata da pionieri e coloni e che
da poco si era sottratta al dominio delle potenze europee.
Riportiamoci in quell'ambiente ed in quell'epoca (fra il XVIII
e il XIX secolo) per meglio comprendere la vita e le idee di
James Monroe.
UN'INTENSA CARRIERA!
Monroe nacque a Westmoreland County, in Virginia, il 28 aprile
1758. Giovanissimo partecipò alle guerre per l'indipendenza.
Nel 1782 ottenne la sua prima carica pubblica, quella di membro
dell'Assemblea della Virginia; l'anno dopo eccolo membro del
Congresso Continentale ; nel 1790 venne eletto al Senato degli
Stati Uniti. Il presidente Washington lo nomina ambasciatore
in Francia. Da allora fino al 1816 Monroe alternò la
carica di Governatore della Virginia con quella di ambasciatore
presso i più importanti Stati europei. Fu così di
nuovo in Francia, poi in Gran Bretagna e in Spagna. Per incarico
di Jefferson, secondo presidente degli U.S.A., iniziò le
trattative col governo di Madrid per la cessione della Florida
agli Stati Uniti. La Spagna, infatti, non era più in
grado di controllare questa lontana colonia e si prevedeva
che l'avrebbe ceduta a qualche altro Stato, bisognava, assolutamente,
che questo « altro Stato » fossero gli U.S.A.
Dopo questa intensa attività, nel 1817, ecco James Monroe
eletto presidente degli Stati Uniti con 183 voti favorevoli
e 34 contrari. L'unione era allora composta da diciotto Stati
ed egli ne era il quinto presidente.
L'UNIONE SI ESTENDE
Nei primi anni della presidenza, Monroe concluse l'azione diplomatica
con la Spagna: nel 1819 la Florida entrò a far parte
dell'Unione. Negli stessi anni avvenne la proclamazione di
altri Stati : il Mississippi
(1817), l'Illinois (1818), l'Alabama (1819), il Maine (1820)
e il Missouri (1821). L'Unione degli Stati d'America diveniva
sempre più vasta e potente. Le potenze europee non possedevano
ormai, nel Nuovo Mondo, che piccole colonie. Nuovi liberi paesi,
come la Colombia, il Cile, il Messico e il Brasile erano sorti
anche nel Sud. Nel 1822 il presidente Monroe riconobbe ufficialmente
l'esistenza di questi paesi ed inviò loro i propri ambasciatori.
Gli U.S.A. si facevano, dunque, paladini della « libera
America ». Questo gesto fu, naturalmente, interpretato
come un affronto dalle potenze europee, che consideravano quei
paesi nient'altro che colonie ribelli. Proprio in quegli anni
i sovrani europei istituirono la Santa Alleanza, per reprimere
ogni azione di rivolta popolare, in Europa, o altrove. I due
atteggiamenti, quello degli Stati Uniti e quello degli Stati
Europei erano in netto contrasto.
UNA STORICA DICHIARAZIONE
Per chiarire definitivamente quale fosse il fermo intendimento
dei popoli americani, Monroe pronunciò al Congresso
degli Stati Uniti un messaggio che viene ricordato col
nome di « Dottrina di Monroe ». I tre punti
principali di questa dottrina dicono : « 1) Avendo
il Continente Americano acquistato la sua libertà,
gli Stati Europei non dovranno più considerarlo
come una terra di colonizzazione.
2) II sistema di governo delle potenze europee è assolutamente
differente dal nostro ; i Governi europei dovranno perciò astenersi
da qualsiasi tentativo di introdurre il loro sistema in qualunque
parte del nostro emisfero.
3) Non siamo mai intervenuti nelle questioni che sorgono
fra gli Stati Europei né lo faremo in seguito ».
Con questa dichiarazione i polipoli americani affermavano
dunque che un'era della storia si era conclusa, quella della
conquista e colonizzazione del Nuovo Mondo! da parte delle
potenze europee ef essa aveva avuto inizio il giorno stesso
della scoperta, quando Colombo aveva posto la bandiera di
Spagna sulla spiaggia di San Salvador. Tutto questo era vero
e il tempo della colonizzazione non sarebbe mai più tornato. Ma la dichiarazione di Monroe conteneva anche un'altra
affermazione (« non siamo mai intervenuti, né interverremo negli
affari europei ») che la storia e il progresso hanno dimostrata errata.
La necessità degli scambi commerciali, la rapidità e facilità delle
comunicazioni, la possibilità di fulminee aggressioni belliche hanno fatto
sì che, oggi, nessun paese del mondo possa vivere completamente isolato.
Un altro grande presidente americano, Wilson, proclamava infatti nel 1914 : « Gli
interessi di tutte le nazioni sono i nostri; tutte le nazioni sono divenute vicine
e hanno interessi comuni ».
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