Abramo Lincoln

 



«MIO DIO! È IMPOSSIBILE. Lincoln è stato assassinato!» La notizia luttuosa è scritta a caratteri cubitali sui giornali del mattino:
« Washington, 15 aprile 1865 - Stamane, alle ore 7,22 è morto Abramo Lincoln. Il Presidente fu ferito mortalmente ieri sera al teatro Ford con un colpo di rivoltella sparato da un fanatico secessionista ».
Tutti gli Americani, del Nord e del Sud, provano un sincero e profondo dolore per la grave perdita. La profonda onestà di questo grande uomo politico faceva sì che fosse amato e rispettato anche dai suoi avversari politici. Si racconta che ad una signora la quale gli aveva chiesto come mai facesse del bene ai suoi nemici, piuttosto di distruggerli, egli rispose : « Signora, non li distruggo forse facendone degli amici? ».

«UN UOMO CON DUE FACCE»
Lincoln era decisamente brutto d'aspetto. Era alto quasi due metri, magro e scarno, con braccia lunghissime. Nessun vestito, nonostante gli sforzi del suo sarto, riusciva a far di lui una persona passabilmente elegante. La sua testa con ispidi capelli neri pettinati all'indietro si reggeva in equilibrio su un collo lungo e magro.
Nel 1858 Lincoln si presentò candidato per il Senato contro Stephen Douglas; i due sostennero iri pubblico diversi scontri oratori. Una volta Douglas lo accusò, ingiustamente, di comportarsi nella vita in modo diverso dai principi che andava predicando e lo definì uomo con due facce. Subito Lincoln interruppe il suo avversario e disse: « Lascio decidere il pubblico; se avessi un'altra faccia, credete che mi terrei questa?».
Bastava che parlasse; il suo dire era semplice, efficace e gli ascoltatori dimenticavano il suo abito, la sua sgraziata figura per seguire, affascinati, i pensieri che esponeva in un modo straordinariamente chiaro, vivace, interessante.

LA VITA
Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, nacque il 12 febbraio 1809 in una misera baracca di legno, al margine di un grande bosco, nello Stato del Kentucky. I genitori di Abramo erano contadini. Nei 1816 morì la mamma, e il padre sposò una certa Sarah Johnston che amò Abramo come un proprio figlio. Abramo frequentò solo per un anno la scuola; ma durante la sua giovinezza lesse molto. Quando andava a zappare o ad arare la magra terra del suo poderetto, si metteva un libro sotto la camicia, si riempiva le tasche di pane e granoturco; a mezzogiorno si sedeva sotto un albero e lì mangiava e leggeva. Così faceva in casa; mangiava senza interrompere la lettura. A 21 anni lasciò la famiglia e si stabilì nello Stato dell'IIlinois dove tentò parecchi mestieri. Durante un viaggio nella città di New Orleans vide per la prima volta una vendita all'asta di schiavi, questa cosa gli fece una impressione indimenticabile. Intanto aveva incominciato lo studio della giurisprudenza, professione che lo attirava fortemente perché gli permetteva di studiare e conoscere l'animo umano. Ben presto acquistò grande rinomanza come avvocato. Il suo successo era dovuto più che ad una profonda conoscenza delle leggi, alla onestà del suo carattere.
La popolarità di Lincoln crebbe sempre più; entrò ancor giovane nella politica, divenendo uno degli uomini più importanti del partito repubblicano.
Insistentemente, per anni, egli si battè per l'abolizione della schiavitù. In quel periodo, specie negli Stati del Sud, i negri, comperati o rapiti da negrieri sulle coste africane e venduti in America, venivano trattati come schiavi e usati nei lavori delle immense piantagioni di cotone. Lincoln sosteneva che uno stato democratico non poteva permettere una simile barbarità.
Ma i grandi colonizzatori del Sud erano naturalmente contrari alla libertà dei negri; una simile legge avrebbe danneggiato enormemente i loro affari. Il Nord, più industriale, abitato da pochissimi negri (circa 50 000 in confronto ai 4 milioni del Sud), non si opponeva alla liberazione degli schiavi. Si vennero così a creare gravi contrasti fra Nord e Sud. Proprio in questo periodo Abramo Lincoln viene eletto presidente degli Stati Uniti (1860). Egli si insedia alla Casa Bianca nel 1861 giungendo a Washington con la moglie Mary Todd da lui sposata nel 1842 e i suoi due figli. Ben presto scoppiano le ostilità; gli Stati del Sud iniziano il moto separatista con un presidente da loro eletto: Jefferson Davis. La guerra civile ha inizio.
Per quattro anni gli eserciti avversari si combattono con vicendevole fortuna; i morti e i feriti sono numerosi da entrambe le parti. Per il presidente furono anni di sofferenza, di lavoro febbrile, di angoscia. In questi anni tanto difficili, Lincoln dimostrò la sua tempra di uomo politico. Dapprima tutti i suoi sforzi furono diretti a salvare I ' Unione dal pericolo di una separazione. Nei suoi discorsi ed appelli non accennò più al problema dello schiavismo. Lincoln infatti capiva che la gente fosse pronta a combattere per difendere l'Unione, ma non per l'abolizione della schiavitù.
Intanto le condizioni della guerra, sfavorevoli ai nordisti nei primi due anni, divennero vantaggiose per il Nord specie per opera del generale Grant.
Gli Stati del Sud guardavano all'Europa per chiedere aiuti. Ora era giunto il momento di dare alla guerra un carattere antischiavista. Nessuno dei governi europei avrebbe osato appoggiare la creazione di uno stato basato sulla schiavitù. Il 1° gennaio dell'anno 1863 Lincoln emana il suo proclama di emancipazione che dichiara liberi i quattro milioni e mezzo di cittadini neri che abitavano a quel tempo negli Stati Uniti.
L'11 aprile dell'anno 1865 a Washington si festeggiava la caduta di Richmond, la capitale dei separatisti, caduta nelle mani delle truppe del Nord. Era la vittoria. Una folla esultante affluì alla Casa Bianca per festeggiare Lincoln. Tre giorni dopo Lincoln appariva felice, cosa ben rara in lui. La moglie glielo fece notare ed egli le rispose: « Può essere che io lo sia, Mary, perché da oggi considero finita la guerra ». Nella sua vita fu quasi sempre triste e i periodi di felicità furono sempre brevi per lui. Anche questo durò poco, perché la sera stessa un colpo di rivoltella doveva troncare la sua vita.

[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 19-06-2013