La storia dell'Oregon



Resti archeologici dimostrano che l'Oregon è abitato da almeno 10.000 anni. Gli indiani che hanno abitavano questo territorio appartengono alle tribù Chinook, Clackamas, Kalapuya, Multnomah, Tillamook, Cayuse, Paiute, Umatilla, Klamath, e Nez Perce. Spagnoli ed inglesi navigarono durante il secolo XVI lungo le coste dell'Oregon. Nel 1542, il vicere della Nuova Spagna, Antonio de Mendoza, organizzò una spedizione lungo la costa settentrionale della California, spedizione che fu affidata a Juan Rodríguez de Cabrillo. Quando Cabrillo morì sull'isola di San Miguel, Bartolomé Ferrelo prese il comando della spedizione. Ferrelo navigò fino al 44° parallelo nord, e sbarcò a Port Orford nel 1543. Durante il secolo XVII, Sebastián Vizcaíno ebbe ordini dal conte di Monterrey, vicere della Nuova Spagna, per navigare lungo la costa nord della California alla ricerca di perle e di un buon approdo, per rafforzare il commercio con l'Asia.

Nonostante questo le potenze europee non dimostrarono interesse per questo territorio fino al secolo XVIII. Così, durante il regno di Carlo III, gli spagnoli organizzarono spedizioni lungo la costa del Pacifico per conoscere le attività dei russi in Alaska, che cominciavano ad espandersi verso sud. Juan Pérez fu incaricato nel 1774 di navigare fino al 60° parallelo nord, e durante questa spedizione esplorò le coste di Washington , Oregon e della Columbia Britannica. A questa spedizione seguì nel 1775 un'altra capeggiata da Bruno Heceta e Juan Francisco de la Bodega e Cuadra. Heceta fu il primo a riconoscere e descrivere il fiume Columbia, al che diede il nome di fiume San Roque. Nel 1778 il capitano James Cook e più tardi nel 1792, George Vancouver e Peter Puget esplorarono la costa dell'Oregon per conto dell'Inghilterra. Alla fine del secolo XVIII, i paesi europei ebbero dei contrasti per l'ambizione di controllare questa regione, poiché in alcune occasioni, più spedizioni di diverse nazioni si trovarono nello stesso momento in questi territori. Infatti, accanto alle spedizioni inglesi organizzate a partire dal 1792, vi furono esplorazioni spagnole ed americane, come quella di Robert Gray che navigò lungo il fiume Columbia nel 1792. La Spagna infine rinunciò a reclamare questo territorio dopo gli accordi di Nootka (1790-1794). Nel 1805, la spedizione di Lewis e Clark, organizzata da Thomas Jefferson dopo l'acquisto del territorio della Louisiana, nel 1803, raggiunse le coste dell'Oregon.

La colonizzazione dell'Oregon fu lenta, ed agli inizi del secolo XIX esistevano solamente accampamenti di commercianti di pelli britannici provenienti dal Canada. Il primo di questi accampamenti fu fondato da John Jacob Astor, che diede il nome nome alla città di Astoria. La Gran Bretagna, che in un primo momento fece valere i propri diritti sui territori dell'Oregon, firmò un trattato con gli Stati Uniti nel 1818 per il quale si impegnava a permettere il libero commercio nella zona. Insieme ai commercianti di pelli arrivarono missionari, come Jason Lee, un metodista che creó una missione nel 1834 che più tardi divenne la città di Salem, la capitale dello stato. In quanto alla frontiera a sud, Spagna e Stati Uniti giunsero ad un accordo nel 1819 dove, si negoziava la cessione della Florida, e dove venne stabilito il 42° parallelo nord come limite dei possessi spagnoli. Il territorio che amministrava gli Stati Uniti fu, a partire dal 1840, la fine di una delle rotte più importanti della colonizzazione dell'ovest, la rotta dell'Oregon che iniziava in Missouri. Nel 1843, i coloni della valle di Willamette decisero di creare un governo proprio, che più tardi venne confermato quando nel 1848 il Congresso degli Stati Uniti creó il territorio dell'Oregon. In precendenza, nel 1846, Stati Uniti e Gran Bretagna definirono la frontiera comune tra la provincia della Columbia Britannica ed il territorio sotto il controllo americano. Il territorio dell'Oregon si delineava come un vasto territorio che includeva lo stato attuale di Washington. Nel 1859, il territorio dell'Oregon divenne uno stato dell'Unione, sebbene non includeva Washington, che si staccò nel 1853 per organizzarsi come territorio.

Lo stabilirsi di migliaia di coloni, (incoraggiati da leggi che incentivavano la colonizzazione, dopo l'approvazione della legge sull'assegniazione di terreni nel 1850), colpì evidentemente, gli interessi delle tribù indiane della regione. Queste dispute causarono frequenti scontri come la guerra cayuse (1847-1848), la guerra indiana del fiume Rogue (1856), la guerra modoc, 1872-1873, e la guerra nez percé (1877) che si conclusero con la sconfitta delle tribù indiane, che vennero trasferite nelle riserve. La scoperta dell'oro nel 1860 e la conclusione della ferrovia del Pacifico nel 1880, furono elementi fondamentali per la rapida colonizzazione del territorio.

Nel ventesimo secolo, durante gli anni della depressione del 1930, il governo federale investì nella costruzione della diga Bonneville sul fiume Columbia per facilitare le comunicazioni, per fornire alla regione energia elettrica a basso costo, e contarstare la carenza di posti di lavoro. Con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale finì definitivamente la crisi economica grazie, soprattutto al fatto che l'Oregon divenne un centro per la costruzione di navi e per la fornitura delle truppe del Pacifico. Dopo la guerra, queste industrie continuarono a dare prosperità allo stato, insieme attrassero nuove imprese dedicate alla produzione dell'alluminio e di componenti elettrici ed elettronici. Dopo la scoperta, il gas naturale ed il turismo sono diventati negli ultimi anni pilastri importanti dell'economia dell'Oregon.

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aggiornato il 2-12-2011
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