La storia dello stato di new York



I francesi furono i primi europei che esplorarono la regione dello stato di New York. Nel 1524, Giovanni di Verrazano, italiano al servizio del re francese, entrò nella baia che oggi occupa il porto di New York. Questa spedizione non diede, tuttavia, come risultato la colonizzazione di queste terre poiché il territorio rimase praticamente inesplorato fino a principi del secolo XVII, quando Samuel di Champlain penetrò all'interno del continente attraverso il fiume San Lorenzo. Dopo questa spedizione, la Francia reclamò i diritti sulla zona nord che includeva la parte nord dell'attuale stato di New York. Gli olandesi, da parte loro, iniziarono le esplorazioni del territorio incaricando Henry Hudson, un inglese che navigò, sul fiume che oggi porta il suo nome, fino alla città di Albany. Gli olandesi reclamarono dopo questa spedizione i territori che comprendono gli stati di New York, Delaware, New Jersey e parte del Connecticut. Lo stato di New York ebbe durante l'occupazione olandese il nome di Nuova Olanda. La colonizzazione iniziò intorno al 1624. Così, nel 1626, dopo essersi stabiliti vicino Albany, gli olandesi fondarono Nuova Amsterdam, più tardi ribattezzata come New York. Ciò fu possibile con l'acquisto dagli indiani dell'isola di Manhattan.

La presenza britannica a New York coincise con la decisione del re inglese, Carlo II, che nel 1664, concesse a suo fratello Jaime, duca di York ed Albany, le terre tra i fiumi Connecticut e Delaware, cioè, gli attuali stati di New York e New Jersey, come terre non colonizzate del fiume Delaware. La campagna contro gli olandesi iniziò verso il 1664, e poco dopo il colonello Richard Nicolls riuscì a cacciare gli olandesi dalla regione. Nel 1664, il governatore della Nuova Olanda, Peter Stuyvesant, consegnò la città di Nuova Amsterdam alle truppe inglesi.

Gli inglesi, a partire dal 1664, controllavano completamente la costa della parte nord di New York, ed entrarono in continui conflitti coi francesi. I francesi, che allora, avevano occupato una parte del Canada, nel 1731, scesero verso sud per costruire un forte sul lago Champlain, ( lago condiviso oggi da Vermont, New York e Canada). L'attrito tra le due nazioni cominciò ad essere critico dal 1689, culminando in una serie di scontri conosciuti come Guerre Indiane, che durarono fino al 1763. In quell'anno, il Trattato di Parigi, ( che concluse la Guerra dei Sette Anni), stabilì la cessione alla Gran Bretagna dei territori contesi in quest'area, e la ripartizione della Louisiana tra Spagna e Gran Bretagna. Questo ebbe come conseguenza che la Francia rimanesse esclusa dalla ripartizione dell'America del Nord.

La prosperità della colonia di New York crebbe durante i secoli XVII e XVIII dovuto, tra gli altri fattori, all'intenso commercio con le altre colonie, fondamentalmente Pennsylvania, Massachusetts e le colonie dei Caraibi. Le guerre tra Inghilterra e Francia, durante i secoli XVII e XVIII, obbligarono le autorità inglesi ad esigere dai coloni il pagamento di contributi fissi ed altre imposte, per fare di fronte al deficit economico in cui si trovava il tesoro britannico. Così, l'Inghilterra approvò la Stamp Act, che si estese alle sue colonie. Davanti a ciò, i coloni si ribellarono rifiutandosi di pagare se non veniva concesso loro di essere rappresentati nel Parlamento inglese. Nel 1770, le proteste popolari aumentarono per l'approvazione della Townshend Act che fissava un'imposta sulle importazioni. Nella colonia del Massachusetts, questa legge portò ad un scontro che causò cinque morti. Questo evento, chiamato il "Massacro di Boston", fu utilizzato durante gli anni seguenti per infiammare gli animi dei coloni dei territori americani. nel 1773, l'approvazione di un'imposta sul tè, la Tea Act, portò un gruppo di coloni di Boston a gettare in mare il carico della Compagnia delle Indie Orientali. Questa azione fu dichiarata come 'Atto Intollerabile' dal governo inglese che decise di chiudere il porto di Boston nel 1774. I coloni dei territori americani risposero col boicottaggio dei prodotti inglesi e chiamarono alla riunione il Congresso Continentale che riunì per la prima volta i rappresentanti delle colonie inglesi d'America.

Durante la rivoluzione americana iniziata nel 1775, immediatamente dopo i fatti sopracitati, la colonia di New York partecipò attivamente a favore dell'indipendenza con uomini e risorse. Molti dei coloni, tuttavia, non erano del tutto a favore dell'indipendenza, per questo si calcola che circa 30.000 persone abbandonarono la regione durante la guerra. Una volta terminata la guerra, New York accettò la Costituzione degli Stati Uniti, redatta a Filadelfia. George Washingon giurò nel 1789 nella città di New York, capitale provvisoria degli Stati Uniti, come primo presidente degli Stati Uniti.

Dopo la Rivoluzione, iniziò l'occupazione effettiva del territorio dello stato, una volta che gli indiani irochesi (che avevano firmato trattati coi britannici durante il secolo XVIII e che avevano aiutato durante la guerra d'indipendenza e durante la Guerra del 1812), furono cacciati delle loro terre. L'arrivo di nuovi coloni agli inizi del secolo XIX fu così intensa, che dal primo decenio del secolo, New York divenne lo stato più popoloso degli Stati Uniti, posizione che ha mantenuto fino al 1970. Per lo sviluppo dell'interno dello stato fu di vitale importanza la costruzione del canale Erie, che venne concluso nel 1825. Quest'opera di ingegneria permise di collegare la costa dell'Atlantico coi grandi laghi attraverso il lago Ontario ed il fiume San Lorenzo per il transito delle grandi navi. Questa favolosa via di comunicazione diede l'impulso per migliorare l'economica delle città di Buffalo, Syracuse, Rochester ed Utica, mentre la città di New York riusci consolidarsi, come il centro economico degli Stati Uniti. Questo fatto spiega come mai il porto di questa città diventò a partire dal 1840, la porta d'entrata della grande immigrazione europea.

Lo stato di New York che si era dichiarato non schiavista dal 1827, fu uno stato che appoggio fermamente l'Unione durante la Guerra Civile (1860-1865). Tuttavia, pur essendo dichiaratamente unionista, molti dei suoi cittadini si rifiutarono di partecipare alla Guerra. Come risultato di ciò, nella città di New York si ebbero a partire dal 1863, tumulti e violente proteste contro la mobilitazione degli uomini, e contro le proprietà degli abolizionisti. Questi disordini causarono più di un migliaio di morti ed ingenti perdite economiche. Nel territorio dello stato di New York, data la sua importanza economica e strategica, si ebbero numerose battaglie durante la Guerra Civile.

Dopo la Guerra Civile, New York conobbe una grande crescita grazie alla capacità della sua industria, collegata allo sviluppo della ferrovia. Tra gli industriali dell'epoca Cornelius Vanderbilt che estese i suoi interessi economici non solo agli Stati Uniti bensì anche all'America Centrale, ossessionato di riuscire a creare una via di comunicazione che permettesse l'unione dei mercati delle due coste del paese. Il progetto venne terminato nel 1867 con la costruzione della prima linea ferroviaria trascontinentale e si completò con la costruzione, nel secolo XX, del Canale di Panama. Queste opere di ingegneria furono fattori importanti nello sviluppo dello stato di New York, poiché ampliavano enormemente i suoi mercati. Insieme alle comunicazioni, altre industrie di primo piano di questo stato, create alla fine del secolo XIX, furono quelle petrolifere, controllate in gran parte dal magnate John Davison Rockefeller, simbolo di ricchezza e potere, la Westinghouse Electric e l'Eastman Kodak.

Come in altri stati, la guerra del 1914 ha permesso una notevole crescita dell'industria locale, ma con la sua conclusione si ebbero una serie di crisi economiche e finanziarie. Il momento critico si ebbe nell'ottobre del 1929, con il crollo della borsa valori della città di New York. Questo fatto dimostrò fino a che punto l'economia mondiale dipendeva dal sistema finanziario americano controllato dalla città di New York. La grave crisi non venne superata fino alla seconda guerra mondiale (1939-1945), quando New York orientò la sua poderosa industria, le risorse agricole ed il sistema finanziario per soddisfare le esigenze e degli alleati, alla quale gli Stati uniti si unirono per entrare in guerra nel 1941.

Nonostante i cambiamenti significativi degli Stati Uniti e dell'economia mondiale, (la maggiore importanza degli stati del costa ovest e la tendenza verso la globalizzazione dell'economia), la città di New York, resta il vero asse dell'economia dello stato e rimane centro indiscutibile dell'economia del pianeta. In effetti, New York continua ad essere leader non solo nel settore bancario, finanziario, assicurativo e delle comunicazioni, ma anche in altri ambiti come la moda, l'elettronica e l'editoria. Il turismo, è uno dei settori più consolidati di questo stato, (e sostiene gran parte del settore di servizi) grazie a New York che è la città più visitata del continente sia per motivi di lavoro che di piacere.

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aggiornato il 30-11-2011
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