La storia della città di New York



La regione dove ora sorge la città di New York è stata abitata fino all'arrivo degli europei dagli indiani Algonquin. Giovanni di Verrazano fu il primo europeo che sbarcò in questa regione nell'anno 1524. Tuttavia, fu Henry Hudson il primo che esplorò a fondo questa regione, entrando nel 1609 sul fiume che oggi porta il suo nome alla ricerca del "Passaggio a Nord Ovest". Hudson che navigava per conto della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali, aprì la strada affinché i Paesi Bassi iniziassero la colonizzazione di questo punto della costa americana nel 1624. Così, in quell'anno fondò un forte che più tardi crebbe per diventare la città di Nuova Amsterdam. Nel 1626, il governatore olandese Peter Minuit negoziò con gli indiani Carnasie l'acquisizione dell'isola di Manhattan, o 'Isola delle Colline.'

Le controversie in America tra olandesi ed inglesi, che presto si resero conto dei vantaggi strategici della baia del Hudson, culminarono in uno scontro nel 1664 quando l'armata inglese, guidata dal Duca di York, riuscì a prendere il porto di Nuova Amsterdam ed obbligò Peter Stuyvesant, governatore olandese, a consegnare la città. L'arrivo degli inglesi accelerò la crescita di New York, ribattezzata immediatamente con questo nome. In effetti, alla fine del secolo XVIII New York contava già settemila abitanti.

La Rivoluzione Americana che permise l'Indipendenza degli Stati Uniti fu sostenuta dagli abitanti di questa città. Così, nel 1765 New York ospitò lo Stamp Act Congress, (Congresso su carta bollata), dove si discussero le misure da adottare davanti alla decisione britannica di esigere il pagamento di un'imposta speciale sulla carta per uso ufficiale e per l'editoria. Quando iniziarono i primi scontri tra i coloni e le truppe britanniche, queste si assicurarono di controllare New York data la sua importanza economica e strategica, obiettivo che ottennero vincendo la battaglia di Long Island nel 1776. New York rimase sotto il controllo britannico fino alla fine della Guerra d'Indipendenza nel 1783. Dopo la guerra, New York rimase fino al 1790 sede del Congresso degli Stati Uniti. In questa città Washington giurò nel 1789 come primo presidente degli Stati Uniti d'America; New York fu durante quest'epoca (1789 e 1790) capitale dell'Unione; fu anche la capitale dello stato fino al 1797.

Durante il XIX secolo New York crebbe fino a diventare la più grande città degli Stati Uniti, superando Boston e Filadelfia, le due città che tradizionalmente rappresentavano la prosperità coloniale. Con l'arrivo di nuovi coloni, la citta ebbe un impressionante espansione urbana. Agli immigranti tedeschi, irlandesi e scandinavi si unirono più tardi enormi gruppi di italiani e famiglie provenienti da altri paesi europei chi arrivavano al porto di New York col desiderio di integrarsi nel mosaico della società americana.

Durante gli anni della Guerra Civile, New York non appoggiò la causa abolizionista, sebbene la sua industria servì per mantenere l'unione degli Stati Uniti. Questa ambiguità si dovette alla paura di alcuni industriali di perdere le relazioni commerciali con gli stati del sud, che provvedevano dopo tutto a fornire la materia prima per le industrie, ed inoltre era un mercato importante per i prodotti della città. L'arruolamento di persone nelle truppe dell'Unione causò nel 1863 forti disordini che provocarono la morte di quasi un migliaio di persone, fino a quando truppe provenienti da Gettysburg riuscrono a ristabilire l'ordine.

Dopo la Guerra Civile, era grande la lotta per il potere sulla città, casi di corruzione furono comuni durante il secolo XIX, come quello di William "Boss" Tweed, politico del Partito Democratico che fu arrestato nel 1871 per manipolazione del sistema elettorale e corruzione.

Nel 1883, la costruzione del ponte di Brooklyn permise al distretto di unirsi al resto della città. Questo fu il primo passo della creazione di New York, poiché sedici anni più tardi Bronx, Queens e Staten Islan si unirono per formare la macro città che oggi è conosciuta come la Grande Mela.

Nel 1934, il politico di origine italiana Fiorello Henry La Guardia fu scelto sindaco, e governò fino al 1945 in una città duramente colpita dagli effetti della grande depressione, iniziata nel 1929 dopo il crollo del mercato azionario. La Guardia riuscì a stabilizzare l'economia della città, ridurre il crimine, ed introdurre programmi di sostegno ai settori più svantaggiati.

L'enorme estensione della città ed i problemi che ciò comporta per il governo, diventarono evidenti nel 1966, quando un sciopero dei lavoratori del trasporto riuscì a paralizzare New York. Nel 1975 la città arrivò sull'orlo della bancarotta, questo obbligò il governo federale ad approvare misure straordinarie per aiutare a risanare l'economia di questa grande città, la capitale mondiale delle finanze, ciò nonostante, è anche la capitale dei contrasti, dove si trovano i due estremi della scala sociale, la povertà assoluta e la maggiore prosperità degli Stati Uniti.

Nel 1989 la Corte suprema degli Stati Uniti, obbligò a modificare la legge elettorale locale per l'elezione delle autorità municipali, poiché i distretti più popolosi non avevano una rappresentanza proporzionale a quella delle circoscrizioni con minor numero di abitanti. In parte come conseguenza di questo cambiamento, nel 1989 fu eletto il primo sindaco nero di New York, David N. Dinkins, incarico che ha mantenuto fino al 1993. A partire da quell'anno cominciò a governare a New York il repubblicano Rudolph W. Giuliani.

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aggiornato il 30-11-2011
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