La storia del minnesota



I francesi furono i primi europei che si addentrarono in questa regione, tra essi Pierre Esprit Radisson e Medard Chouart, nel 1660. Nel 1679, Daniel Greysolon esplorò la regione e la reclamò in nome di re Luigi XIV di Francia.
Da allora, missionari e commercianti di pelli francesi si stabilirono in Minnesota. Nel 1736 gli indiani Dakota attaccarono i missionari, alleati degli indiani Ojibwa, questa scaramuccia portò ad un conflitto tra le due tribù che durò un secolo. Dopo il conflitto tra Inghilterra e Francia, la Guerra dei Sette Anni e le Guerre Indiane, il Trattato di Parigi del 1763 stabilì che le terre a est del fiume Mississippi, rimanessero sotto la sovranità britannica, e l'ovest passasse sotto il potere della Spagna. La Spagna, tuttavia, non mostrò interesse per questa regione, poiché rimaneva alla periferia del suo impero in America. La Gran Bretagna, allora approfittò di questa situazione per esplorare ed investigare sulle risorse della regione.

Durante la guerra d'Indipendenza, in Minnesota non vennero combattute battaglie. Dopo la Guerra, nel 1787 il Congresso degli Stati Uniti organizzò i suoi territori e la sezione del Minnesota a est del fiume Mississippi venne inclusa nei territori di Nord-ovest. Benché fosse un territorio americano, le compagnie di pelli britanniche, soprattutto la North West Company, continuarono a monopolizzare le attività economiche del Minnesota. Nel 1797, questa compagnia, incaricò David Thompson di tracciare una mappa della regione. Nel 1803 la Francia, che aveva ripreso la colonia della Louisiana alla Spagna , vendette il territorio agli Stati Uniti, operazione conosciuta come Louisiana Purchase, incoraggiata da Thomas Jefferson. Così, l'ovest del Mississippi e del Minnesota passava sotto il controllo degli Stati Uniti.

Nel 1805, il governo degli Stati Uniti incaricò Zebulon Pike, l'esplorazione delle sorgenti del Mississippi e la regione del Minnesota. Pike riuscì ad accordarsi con gli indiani Dakota, per la cessione di un appezzamento vicino al Mississippi. Nel 1812, dopo la Guerra tra Gran Bretagna e Stati Uniti, la Compagnia di pelli americana
( American Fur Company), rimpiazzò la North West, il che significava la fine del controllo inglese nel commercio delle pelli. Nel 1819, venne fondato Fort St. Anthony, il primo insediamento permanente in Minnesota, creato per rifugiati svizzeri provenienti dal Nord Dakota. Fort St. Anthony si trovava alla confluenza dei fiumi Mississippi e Missouri, e divenne la base per le asplorazioni dei coloni nel territorio inesplorato del Minnesota. A partire dal 1837, quando venne firmato un trattato con le tribù indiane per la cessione di terre, cominciarono ad arrivare migliaia di agricoltori, cacciatori di pelli e boscaioli. Nel 1838 vennero fondati gli insediamenti che più tardi sarebbero diventati le città di Minneapolis e St. Paul. Nel 1849 il Congresso degli Stati Uniti riorganizzò i territori sotto la sua giurisdizione, e creó il territorio del Minnesota. Nel 1858, lo stato entrò nell'Unione.

Durante la Guerra di Secessione (1861-1865) non si combatterono battaglie nel Minnesota, ma lo stato partecipò attivamente alla guerra in quanto più di 20.000 uomini fecero parte dell'esercito dell'Unione. Durante quegli anni, gli indiani confinati nelle riserve, si ribellarono contro la popolazione bianca. Ci furono numerosi scontri e numerosi morti da entrambi le parti, alla fine gli indiani Dakota ed Ojibwa furono spostati nelle riserve del Nebraska ed in altri stati. Alla fine della Guerra Civile, iniziò un periodo di prosperità per il Minnesota, grazie all'espansione della ferrovia ed allo sfruttamento delle terre per la coltivazione estensiva di grano. A Minneapolis si costruirono numerosi mulini per la produzione di farine. La necessità di manodopera per la costruzione della ferrovia e per lavorare nei campi, rese necessario favorire l'immigrazione dall'europa. Così, tra 1870 e 1890 arrivarono in questa regione migliaia di scandinavi. La scoperta del minerale di ferro nel 1884 e nel 1890 contribuì alla crescita economica di questo stato, poiché il Minnesota diventò il maggior produttore di minerale di ferro degli Stati Uniti alla fine del secolo XIX. La prima guerra mondiale provocò un'enorme espansione della produzione, tanto di materie prime minerali come di prodotti agricoli. La fine della guerra e la depressione economica degli anni trenta, colpì gravemente il Minnesota che non riuscì ristabilirsi fino alla seconda guerra mondiale che aumentò la domanda dei suoi prodotti.

La dipendenza dalle estrazioni di minerale di ferro, causò l'esaurimento dei giacimenti di ferro di grande purezza, a partire dal 1950, la produzione di ferro a partire da altri ossidi, ha implicato l'utilizzo di fonderie molto inquinanti. Dal 1970, l'inquinamento è diventato un problema serio, per cui lo Stato ha dovuto sviluppare piani per il controllo dei processi industriali per prevenire il deterioramento progressivo dell'ambiente e promuovere la conservazione delle bellezze naturali dello Stato.


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aggiornato il 1-12-2011
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