La storia del massachusetts



Alcuni storici ritengono che la spedizione dell'islandese Leif Erikson, agli inizi del XI secolo, era in grado di raggiungere queste terre. Nessun dubbio esiste sulla spedizione di Juan Caboto, che portò a termine nel 1498, arrivando sulle coste del New England al servizio della Corona inglese. Quattro anni più tardi, l'inglese Bartholomew Gosnold sbarcò sulle coste del Massachusetts, e reclamò per l'Inghilterra la regione. Durante i primi anni del XVI secolo, la costa del New England, divenne zona di pescatori, provenienti da Inghilterra, Francia, Spagna e Portogallo, mentre sulla terra i cacciatori ed i commercianti di pelli, cominciarono ad avere relazioni con le tribù della regione.

L'evento significativo nella colonizzazione inglese avenne con l'arrivo dei pellegrini a bordo della nave "Mayflower" il 16 settembre 1620. Questi si stabilirono a Plymouth, dopo lo sbarco nella baia che più tardi battezzarono col nome di Provincetown. Questi coloni istituirono un governo eletto da una maggioranza. I coloni soffrirono durante il primo anno i rigori dell'inverno e la scarsità di cibo, questo decimò la popolazione della colonia, poiché quasi la metà non sopravvisse. Durante la primavera del 1621, gli indiani diedero loro semi, ed insegnarono loro a coltivare mais, zucche e fagioli. In autunno col primo raccolto, gli inglesi celebrarono con gli indiani il primo Thanksgiving Day, o giorno del ringraziamento, la festa più importante dell'anno negli Stati Uniti dato che si celebra senza distinzione di credo, razza ed origine nazionale. Nel 1629, Re Carlo I d'Inghilterra concesse ai puritani il diritto di creare una colonia nella baia del Massachusetts. Come conseguenza, nel 1630 arrivò un gruppo di mille coloni guidati da John Withrop, che crearono un insediamento a Salem, ma in seguito si trasferirono dove oggi si trova Boston. La colonia prosperò rapidamente, nel 1636 venne fondato l'Harvard College.

Il governo della Colonia della baia del Massachusetts, aveva stabilito tra le sue norme la libertà religiosa, tuttavia questa legge non era applicata, dato che si esercitava un eccessivo zelo religioso che portò all'esecuzione di quelli che esigevano la libertà di culto. Allo stesso tempo, venne praticata la persecuzione di elementi della società che si consideravano eretici o streghe. Così, nel 1642, 19 persone furono giustiziate a Salem accusate di stregoneria. Queste persecuzioni portarono molti coloni a cercare rifugio in altri posti del New England, che in seguito diventarono nuove colonie.

A partire dal 1660, con l'arrivo della dinastia Stuart sul trono inglese, la corona volle esercitare totalmente il suo potere sui suoi sudditi in America, per questo cercò di eliminare il governo locale. Così, a partire dal 1684 l'Inghilterra trasformò le colonie nel dominio del New England, ed impose un governatore, Sir Edmund Andross. Anni più tardi, nel 1691, la regina Maria ed il re Guillermo concesero un nuovo statuto ai coloni, e trasformò il Dominio in Provincia Reale della Baia del Massachusetts, territorio che abbracciava Massachusetts, Plymouth, Maine e Nuova Scozia. Il re impose, inoltre un governatore.
Con l'arrivo massiccio di nuovi coloni, le relazioni con gli indiani si deteriorarono, questo portò ad un conflitto nel 1675 conosciuto come la Guerra di re Filippo. La guerra si concluse con la morte di circa tremila indiani per mano degli inglesi aiutati dagli indiani convertiti.

La prosperità della colonia del Massachusetts crebbe durante i secoli XVII e XVIII dovuto, tra gli altri fattori, all'intenso commercio con le colonie dei Caraibi. Le guerre tra Inghilterra e Francia in Europa ed America durante i secoli XVII e XVIII, portò le autorità inglesi ad esigere dai coloni il pagamento di contributi fissi ed altre imposte per fare fronte al deficit economico in cui si trovava il tesoro britannico.
Così, quando anni dopo la Guerra dei Sette Anni e la fine delle Guerre Indiane l'Inghilterra approvò la Stamp Act, (una tassa su ogni documento pubblico), che venne estesa alle colonie, i coloni si rifiutarono di pagare, se non venivano concessi loro rappresentanti nel parlamento inglese. Nel 1770, le proteste popolari per l'approvazione della legge Townshend, che istituì una tassa sulle importazioni, portarono all'aggressione di un distaccamento di soldati inglesi, che reagirono sparando sulla folla provocando cinque morti. Questo evento, venne chiamato il Massacro di Boston, e fu utilizzato negli anni successivi per infiammare gli animi dei coloni.
Nel 1773, l'approvazione di un'imposta sul tè, la Tea Act, portò un gruppo di coloni, la Boston Tea Party, mascherati da indiani, a gettare a mare il carico di una nave della Compagnia delle Indie Orientali. Questa azione fu dichiarata intollerabile dal governo inglese che nel 1774 decise di chiudere il porto di Boston. I coloni risposero col boicottaggio dei prodotti inglesi, e organizzarono la riunione del Congresso Continentale che riunì per la prima volta i rappresentanti delle colonie inglesi in america.

Durante gli anni prima della Guerra Civile (1861-1865), il movimento abolizionista ebbe le sue radici in Boston, grazie a personaggi come William Lloyd Garrison, Wendell Phillips e Lydia Maria Child, così grazie a loro nel Massachusetts venne creata un'organizzazione che aiutava gli schiavi a scappare dal sud verso il Canada. L'appoggio alla causa dell'Unione non ebbe praticamente oppositori tra i cittadini del Massachusetts. Nell'esercito e nella marina dell'Unione servirono approssimativamente 145.000 uomini. L'industria del Massachusetts fornì all'Unione molti generi di materiali, che includevano anche la costruzione di navi da guerra.

La notevole attività industriale del secolo XIX attrasse verso le città per lavorare nelle sue industrie, molti immigranti dalle zone rurali, (agricoltori e allevatori non in grado di competere con i prodotti dell'ovest che arrivano con la ferrovia), e dall'Europa. La concentrazione di lavoratori nell'industria e l'inasprimento delle condizioni lavorative durante i primi anni del XX secolo, sancì la nascita del movimento sindacale in Massachusetts, che culminò con gli scioperi dei lavoratori tessili nel 1912. L'industria tessile e delle calzature, una delle basi fino a quel momento dell'economia, risentì degli effetti della crisi dopo la prima guerra mondiale, soprattutto per l'incapacità di competere con le industrie del sud. Dopo alcuni anni di crisi, la seconda guerra mondiale riuscì a rivitalizzare l'economia locale.

A partire dal 1950, accanto alle industrie tradizionali, (molte delle quali hanno dovuto diversificarsi e riconvertirsi negli ultimi decenni), il Massachusetts si è distinto soprattutto per le sue aziende di alta tecnologia, nei settori dell'elettronica, informatica, ingegneria civile e militare. Gran parte di ciò si deve alla qualità dei suoi centri di ricerca, il prestigio delle sue università e l'elevata percentuale di popolazione altamente qualificata.


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aggiornato il 1-12-2011
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