La storia del maryland



Gli indiani che vivevano nelle terre del Maryland quando arrivarono i primi europei appartenevano alle tribù Susquehannock, Nanticoke, Patuxent, Portobago e Wicomico.
Gli spagnoli esplorarono la regione nel 1520, ma furono gli inglesi quelli per che primi si stabilirono nel territorio. Nel 1608, John Smith, di Jamestown (Virginia), risalì la baia di Chesapeake. Nel 1631, William Claiborne fondò la prima enclave permanente del Maryland, sull'isola di Kent.

Il cattolico inglese, George Calvert, barone di Baltimora, ottenne nel 1632 da re Carlo I l'amministrazione delle terre a nord del fiume Potomac, regione che includeva Maryland, Delaware e parte della Pennsylvania. Queste terre vennero ereditate da suo figlio Cecil, che era comunemente chiamato Lord Baltimore. Nel 1634, il fratellastro di Lord Baltimore, Leonard Calvert, partì dall'Inghilterra con le navi "Ark" e "Dove" con 250 coloni cattolici, con destinazione Maryland. in quello stesso anno i coloni fondarono St. Marys City, dove si stabilì il governo della colonia. Secondo il documento firmato da Lord Baltimore nel 1649, nella colonia del Maryland si garantiva la libertà religiosa, questo incoraggiò i puritani della Virginia a trasferirsi li. Durante questi primi anni vi furono scontri tra Leonard Calvert e William Clairborne. Nel 1654, Clairborne si ribellò a Calvert, che fuggì, e si rifugiò in Virginia. Clairborne governò in Maryland per alcuni anni fino a che Cromwell (governatore dell'inghilterra in quell'epoca), riconobbe i diritti di Lord Baltimore, e Clairborne fu costretto a restituire il potere.

Charles Calvert ereditò come terzo barone di Baltimora la proprietà della colonia del Maryland. Tuttavia, i protestanti pressarono per evitare che un cattolico governasse questa colonia, e questo lo ottennero a partire dal 1689. Così, nel 1692 si decretò che la religione ufficiale della colonia era l'Anglicana, ed i cattolici persero nel 1714 il diritto al voto nella colonia. La famiglia Calvert continuò ad esercitare i suoi diritti sulla colonia, poiché rinunciarono alla loro fede cattolica.

I coloni del Maryland erano convinti sostenitori dell'indipendenza. Così, nel Secondo Congresso Continentale del Luglio 1776, votarono unanimemente per l'autonomia, che venne ratificata nella costituzione adottata nel novembre del 1776. Il Congresso Continentale si riunì a Baltimora e più tardi ad Annapolis, per questo queste due città sono considerate le prime capitali degli Stati Uniti. Poche furono le battaglie combattute nel Maryland durante la Guerra d'Indipendenza, ma i suoi cittadini parteciparono attivamente nella fornitura di materiali denaro e uomini per l'esercito statunitense. Nel 1781 il Maryland cedette parte del suo territorio per creare la capitale degli Stati Uniti, Washington. Nel 1788, divenne il settimo stato americano ad accettare la Costituzione.
Durante la guerra del 1812, le truppe britanniche cercato di riprendere il controllo delle loro colonie, in questa occasione il Maryland venne gravemente danneggiato, quando l'esercito inglese entrato dalla baia di Chesapeake, devastò campagne e città. Le più importanti battaglie furono combattute nei pressi del fiume Patuxtent e a Fort McHenry, nei pressi di Baltimora.

La colonia dipese dal secolo XVIII dalla coltivazione del tabacco, ( e quindi della schiavitú), dal grano (coltivazione introdotta dai coloni di origine tedesca) e dalle attività commerciali, grazie alle eccellenti condizioni del porto di Baltimora. Lo sviluppo di questa città, una delle più importanti degli Stati Uniti durante il secolo XIX, venne facilitata dalla costruzione della ferrovia tra Baltimora ed Ohio, e dall'apertura dei canali tra i fiumi Ohio e Chesapeake, e tra quest'ultimo e il fiume Delaware. Con questi miglioramenti nelle comunicazioni, Baltimora per decenni riuscì a monopolizzare l'offerta di una grande quantità di materie prime e prodotti industriali con destinazione la valle dell'Ohio e le colonie dell'ovest. Baltimora fu uno dei principali porti di arrivo di molti degli immigranti che arrivarono in America durante il secolo XIX, per questo molti di essi rinunciarono ad andare verso le terre dell'interno ma si stabilirono definitivamente in questa città o nei paraggi, questo spiega l'eterogeneità della sua popolazione.

Durante la Guerra Civile (1861-1865) i cittadini del Maryland furono divisi tra la lealtà per l'Unione ed il desiderio di secessione. Benché il Maryland fosse un stato schiavista, il governo optò per l'unione. Molti, tuttavia, furono coloro che combatterono a fianco dell'esercito confederato. La Battaglia di Antietam, la più sanguinosa combattuta nel Maryland nel corso di questo conflitto, venne vinta dall'Unione a costo di innumerabili vittime. Dopo la guerra, venne approvata la Costituzione del 1867, che abolì la schiavitú nello stato del Maryland. L'economia del Maryland dopo la guerra civile si diversificò, concentrandosi sulle attività industriali poiché la ricostruzione del sud ebbe enormi benefici per le industrie siderurgiche, navali e dei beni di prima necessità. I cantieri navali del Maryland crebbero in maniera impressionante a partire dal 1914 con la prima guerra mondiale. Tale crescita si intensificò con l'esplosione della seconda guerra mondiale.

Oggi, accanto alle industrie tradizionali, si sono sviluppati altri settori di interesse strategico, come quello della ricerca. Baltimora continua ad essere il centro dell'economia dello stato, è il quarto porto con maggiore volume di traffico della nazione, sebbene Baltimora ha sofferto un progressivo deterioramento che ha richiesto l'intervento delle autorità. Così, nel 1980 vennero investiti 18 milioni di dollari in un progetto di riabilitazione della zona del porto interno (Inner Harbor), che ha permesso l'espansione del turismo, diventando un'importante voce nell'economia della città.


 

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aggiornato il 1-12-2011
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