La storia dello stato dell'Indiana



Ritrovamenti archeologici dimostrano la presenza umana nel territorio dell'Indiana da oltre 3.000 anni. Le tribù indiane che abitavano questa regione, quando i primi europei arrivarono nel XVII secolo, furono gli indiani Miami, Potawatomi, Wea e Kickapoo. I francesi Jacques Marquette e La Salle sono stati i primi che hanno esplorato il territorio dal 1670. I primi insediamenti nell'attuale stato dell'Indiana furono accampamenti di commercianti di pelli vicino a Fort Wayne e Lafayette, costruiti nel 1720.

Nel 1763, la Francia cedette il territorio alla Gran Bretagna. Durante la Rivoluzione Americana, nel 1777, le truppe inglesi catturarono Fort Sackville, nei pressi di Vincennes, vicino al fiume Wabash, un punto strategico che assicurava il controllo della regione di nord-ovest. Nel 1779, i 'lunghi coltelli' di George Rogers Clark, un gruppo di virginiani, presero Fort Sackville. Nel 1784 gli uomini di questo gruppo, fondarono Clarksville, vicino al fiume Ohio. Nel 1787, consolidata l'indipendenza degli Stati Uniti, l'Indiana rimase integrato nel territorio di nord-ovest.
In Indiana, i coloni ebbero molte difficoltà per costruire i loro insediamenti fino a che nel 1794 il generale Anthony Wayne sconfisse nella battaglia di Fallen Timbers le tribù locali. Nel 1800, il Congresso decise l'ammissione dell'Ohio come stato dell'Unione, ed il resto del territorio del Nord-ovest si chiamò ufficialmente Indiana, o 'territorio degli indiani'. Questa regione includeva, oltre a questo stato, gli attuali stati dell'Illinois e Wisconsin, e parte di Michigan e Minnesota. Con la riorganizzazione amministrativa del 1809, il territorio dell'Indiana coincise con lo stato attuale.

Tra il 1810 e il 1812, le tribù indiane del sud dell'Indiana, aiutrono gli inglesi nella guerra contro i coloni americani. I problemi di queste tribù cominciarono quando il primo governatore del territorio, William Henry Harrison, cercò di comprare agli indiani gran parte delle terre che occupavano. Nonostante gli indiani furono sconfitti nel 1811, nella battaglia di Tippecanoe, continuarono a lottare fino al 1813, quando nella battaglia di Thames morì il capo indiano Tecumseh, leader sin dall'inizio del conflitto. Nel 1816, l'Indiana entrò a far parte degli Stati Uniti come stato non schiavista. Coloni del sud e degli stati dell'Ohio, Pennsylvania, New York e New England, si stabilirono in Indiana, tra essi, la famiglia di Abraham Lincoln, originaria del Kentucky. Lo spostamento delle ultime tribù indiane, nel nord, per permettere la colonizzazione del territorio, terminò nel 1846. In una fase successiva, arrivarono migranti soprattutto, dall'Irlanda e della Germania. Trattandosi di un stato non schiavista, in Indiana arrivarono molte persone di colore, che riuscivano a scappare dalla schiavitú degli stati del sud.

Durante la Guerra di Secessione (1861-1865) circa 200.000 abitanti lottarono in difesa dell'Unione. Nel territorio dell'Indiana non ci sono state battaglie, sebbene i confederati di John Hunt Morgan occuparono la città di Corydon nel 1863, nella loro avanzata verso l'Ohio.

Dopo la guerra, l'Indiana si sviluppò industrialmente, soprattutto nei settori legati alla fabbricazione di macchinari e all'industria conserviera. Tra le aziende che emersero in questa prima fase del suo sviluppo industriale, ci fu la fabbrica dei fratelli Studebaker, fondata nel 1852, che produceva vagoni ferroviari, e l'impresa conserviera di Van Camp. Tuttavia, fu la scoperta di giacimenti di gas naturale nel 1886 quello che incoraggiò molte imprese a trasferirsi nell'Indiana, tra esse numerose fabbriche del vetro. In Whiting, ai bordi del lago Michigan, la Standard Oil costruì nel 1889 una delle più grandi raffinerie del mondo. La fabbricazione di automobili è stata una delle attività leader dell'Indiana da quando Elwood Haynes nel 1894 inventò un motore a scoppio alimentato a benzina. La proliferazione di fabbriche automobilistiche durante i primi anni del XX secolo spiega perchè nel 1908 venne inaugurata una delle corse automobilistiche più popolari dei nostri giorni: le 500 Miglia di Indianapolis. Le industrie metallurgiche sono state fin dai primi del novecento uno dei pilastri della economia dello stato, tanto più che nel 1906 la United States Steel Corporation, ha inaugurato un altoforno a Gary.

La grave crisi economica degli anni 30, obbligo la diversificazione dell'industria dell'Indiana. L'esplosione della seconda guerra mondiale terminò quella crisi, poiché attivò tutti i settori, tanto industriale come, agricolo e minerario. L'apertura del canale che permise a partire dal 1970 la navigazione di navi provenienti dall'oceano Atlantico fino al lago Michigan, attraverso il fiume San Lorenzo, è stato un fattore cruciale nella crescita economica dello stato durante gli ultimi decenni.


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aggiornato il 30-11-2011
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