La storia della florida



Resti archeologici rinvenuti nel nord dello stato dimostrano che le prime popolazioni vissero qui circa 10.000 anni fa. Nel sud della penisola, gli insediamenti iniziarono a partire dal secolo XV. I principali gruppi indigeni che abitarono il territorio della Florida furono le tribù degli Apalachee, Timucua, Tocobaga, Calusa e Tequesta.

Gli spagnoli furono i primi europei che esplorarono questa regione Juan Ponce de León, sbarcò in questo territorio il giorno di Pasqua Florida (festival floreale spagnolo o festa dei fiori) nel 1513, per questo gli diede il nome che ha ancora oggi, e reclamò questo territorio per la Spagna. Ponce de Leon tornò nel 1521 per fondare un insediamento, ma incontrò una forte opposizione degli indiani. Altri spagnoli come Hernando de Soto arrivarono in seguito, ma fino al 1559 non si fondò nessuna colonia. Nel 1565 gli ugonotti francesi cercarono di creare una colonia vicino a Jacksonville, ma furono espulsi dagli spagnoli che tuttavia quello stesso anno fondarono
St Augustine, il primo insediamento permanente fondato dagli europei nel territorio degli Stati Uniti. Inglesi e francesi mantennero un grande interesse per il territorio che oggi forma lo stato della Florida, poiché confinava col territorio francese della Louisiana a ovest e con le aree di colonizzazione britannica a nord. Particolarmente aggressive furono le campagne inglesi, che attaccarono le missioni spagnole.

Nel 1763 dopo la Guerra dei Sette Anni, la Spagna scambiò la Florida con Cuba, isola che era stato presa dai britannici nel 1762. Gli inglesi divisero la Florida in due province, Florida Occidentale, (parte degli attuali stati della Florida, Alabama e Louisiana), e Florida Orientale, che comprendeva il resto dello stato di oggi. Durante il periodo inglese, vari fattori contribuirono allo sviluppo della Florida, da una parte, promossero l'immigrazione di manodopera, e tentarono di migliorare le vie di comunicazione. Da un altro lato, la rivoluzione americana del 1776, causò l'arrivo di molti sudditi della corona britannica. Durante la guerra, gli abitanti della Florida aiutarono gli inglesi nella campagna di Savannah, in Georgia. Quando la Spagna si dichiarò alleata dei coloni americani contro l'Inghilterra nel 1778, le truppe spagnole attaccarono Mobile e da lì furono in grado sconfiggere le forze inglesi in Florida Occidentale. Dopo la Guerra d'Indipendenza, nel 1781 la Spagna recuperò le due Florida, conquista ratificata dal Trattato di Parigi del 1783. Molti dei coloni inglesi che si erano stabiliti li durante la dominazione britannica abbandonarono la Florida.

Gli Stati Uniti fecero pressione sulla Spagna per l'acquisizione delle due Florida. L'insistenza diventò più pressante a partire dal 1803 quando la Francia vendètte la Louisiana agli Stati Uniti, Nel 1810, durante l'occupazione della Spagna da parte delle truppe francesi, i coloni della Florida Occidentale presentarono la dichiarazione d'indipendenza, e l'ammissione come stato dell'Unione. Il presidente James Madison colse l'occasione per dichiarare che i territori della Florida Occidentale erano parte del territorio che la Spagna cedètte alla Francia nel 1800 e che Napoleone vendètte agli Stati Uniti nel 1803. nel 1812 il Congresso degli Stati Uniti dichiarò sotto la sua giurisdizione questa sezione del territorio. Il territorio della Florida orientale, nel frattempo, rimase ancora sotto il dominio spagnolo. La debolezza della Spagna, invasa dalle truppe francesi, faceva temere agli Stati Uniti che l'Inghilterra approfittasse dell'alleanza tra spagnoli ed inglesi per riuscire riaffermare una posizione privilegiata in Florida. Nel 1814 la Spagna permise ai britannici l'uso del porto di Pensacola, per questo fu attaccato dalle truppe di Andrew Jackson. Nel 1819, finalmente la Spagna cedètte definitivamente agli Stati Uniti il territorio della Florida.

Jackson fu governatore della Florida dal 1821, quando gli Stati Uniti presero formalmente possesso del territorio. La popolazione si concentrava nel nord-ovest dello stato, la cui economia era basata sulla coltivazione di cotone, nell'ambito di un sistema di sfruttamento della schiavitù. Dato che il Congresso degli Stati Uniti adottò una regola per evitare la rottura dell'equilibrio tra stati schiavisti e non schiavisti, l'ammissione della Florida venne ritardata fino al 1845 quando venne ammesso l'Iowa, un stato non schiavista, come nuovo stato dell'Unione.

Durante la Guerra di Secessione (1861-1865), lo stato della Florida si dichiarò sostenitore della Confederazione. I soldati dell'Unione riuscirono a prendere le città di Fernandina, Pensacola e St Augustine nel 1862, ma più tardi furono respinti dai confederati nella Battaglia di Olustee nel 1864. La Florida svolse un ruolo importante durante la guerra come fornitore di carne per le truppe secessioniste. La capitale della Florida non fu mai catturata dalle truppe dell'Unione. Nel 1868, la Florida fu riammessa come stato degli Stati Uniti.

Dopo la Guerra Civile, la Florida dovette riorientare la propria economia, poiché la produzione di cotone non raggiunse più, il livello di produzione del periodo schiavista. Nonostante le difficoltà nel processo di adattamento, la Florida ebbe successo sviluppando l'agricoltura, (soprattutto la coltivazione di agrumi),
l'allevamento del bestiame e lo sfruttamento dei giacimenti minerari. Il turismo cominciò a svilupparsi alla fine del secolo XIX, dimostrandosi uno dei settori promettenti della sua economia. Lo sviluppo delle ferrovie che facilitavano il collegamento della penisola con la costa atlantica, come i progetti immobiliari sulla costa come nell'interno, contribuirono allo sviluppo di nuove aree, e del turismo. Come conseguenza, tra 1870 e 1880 la popolazione dello stato della Florida raddoppiò fino a raggiungere il mezzo milione di abitanti.

Durante i primi decenni del ventesimo secolo, la Florida beneficiò della speculazione sui suoi beni immobiliari. La prosperità, tuttavia, si interruppe, quando un ondata di uragani colpirono lo stato tra il 1926 e il 1928 causando tremendi danni e con essi la chiusura di numerose imprese. La speculazione aveva causato in quegli stessi anni il crollo finanziario di numerose banche. La Crisi del 1929 e la susseguente depressione economica ostacolò il recupero della Florida.

Come in altri stati, la Guerra mondiale fu un vero stimolo per la Florida. La sua posizione strategica, fece si che l'esercito concentrasse grandi quantità delle sue risorse in questo stato, dove si costruirono e rafforzarono basi navali e basi per le forze aeree. Dopo la guerra, l'economia della Florida fu rivitalizzata grazie alle sue industrie (chimica, elettronica e carta), agli investimenti pubblici, con progetti di oceanografia e, soprattutto spaziali (incentrati su Cape Canaveral), ed al settore turistico, (con parchi di divertimento come Disneyworld e Universal Studios).

Il trionfo della Rivoluzione a Cuba nel 1959 ha determinato l'afflusso massiccio di rifugiati cubani in Florida, che si sono affermati come gruppo di grande influenza economica e politica negli Stati Uniti. L'arrivo di altri gruppi negli ultimi decenni, (in particolare di haitiani), ha provocato seri conflitti di origine razziale e culturale tra le comunità, particolarmente nel sud-est dello stato e nell'area di Miami.

 

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aggiornato il 30-11-2011
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