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Oceania

 

SUPERFICE DELL' OCEANIA

 
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Continente frammentato in diverse entità territoriali e unificato dall’oceano Pacifico. È il più vasto, poiché occupa una superficie oceanica di circa 166 milioni di km², quasi interamente compresa nell’emisfero australe: si estende per 85° in latitudine (dall’isola di Midway a 29° nord, a Macquarie a 55° sud) e 142° in longitudine (dall’isola australiana di Dirk Hartog a 55° est, all’isola cilena di Sala y Gómez a 105° ovest). In rapporto alla superficie delle terre emerse, è il più piccolo dei continenti (8941601 km², 6% di quelle terrestri), 99% delle quali rappresentate da Australia, Nuova Guinea e Nuova Zelanda. I restanti 100000 km² sono frazionati in circa 30000 isole, sparse o riunite in arcipelaghi nell’oceano Pacifico (vi sono escluse le Filippine, le isole del Giappone, le Curili, le Aleutine, le isole indonesiane e quelle della costa americana.


CLIMA DELL' OCEANIA

 

Il clima dell’Oceania, influenzato dalla distribuzione delle terre emerse, risulta nel complesso uniforme, mitigato dalle brezze marine e privo di contrasti termici stagionali. Fa eccezione l’Australia, dove prevale un clima continentale caldo-arido, cui fanno riscontro ambienti desertici (2/3 del territorio) e stepposi; nelle aree costiere (specie le meridionali e orientali) il clima è più piovoso e si sviluppano foreste sub-tropicali (a SudOvest e SudEst) e tropicali (a Nord e NordEst). Gran parte dell’Oceania insulare è soggetta al clima tropicale, influenzato, per l’assenza di barriere montuose, da alisei e monsoni. Le precipitazioni sono abbondanti in qualsiasi stagione all’equatore, con andamento più stagionale ai tropici; nell’isola di Kauai (Hawaii) si raggiungono i valori più elevati della Terra (12500 mm annui). L’elevata umidità, i venti e la temperatura della massa oceanica favoriscono spesso in quest’area la formazione di violenti cicloni.


ECONOMIA DELL' OCEANIA

 

Solo l’Australia e, in misura minore, la Nuova Zelanda possono vantare una struttura economica articolata, favorita dalle potenzialità produttive agricole, zootecniche e minerarie dei loro territori. La limitatezza di territorio e di popolazione frena invece lo sviluppo delle isole minori, che basano la loro economia sull’agricoltura di sussistenza, sulla pesca e, dalla colonizzazione europea, su coltivazioni (piantagioni) destinate all’esportazione (canna da zucchero, caffè, cacao, ananas, banane). Le loro caratteristiche comuni sono, di fatto, una produzione troppo poco diversificata e quindi vulnerabile alle oscillazioni del mercato e la dipendenza dai paesi esteri per importazioni (anche di generi di prima necessità), esportazioni e finanziamenti. In Australia e Nuova Zelanda è molto rilevante l’allevamento ovino (e la produzione di lana) e si coltivano in prevalenza cereali e canna da zucchero. In Nuova Guinea l’economia è quasi esclusivamente agricola e prevalgono le piantagioni; sulle isole minori sono molto diffuse la palma da cocco e l’esportazione di copra. Le risorse minerarie del continente sono concentrate sul territorio australiano (bauxite, piombo, oro, nichel, zinco, carbone), nella Nuova Caledonia (nichel), in Nuova Guinea (rame) e, più modestamente, in Nuova Zelanda (oro, argento, ferro); sulle isole minori sono assenti, a eccezione di alcuni depositi di fosfati (Nauru). Il settore industriale è molto attivo e diversificato in Australia; è meno sviluppato e prevalentemente legato al settore zootecnico e agricolo in Nuova Zelanda. Particolare rilevanza ha assunto recentemente il turismo, che per alcune isole rappresenta la principale fonte economica.


POPOLAZIONE DELL' OCEANIA

I resti di un ominide del tardo pleistocene (uomo di Aitape) sono stati rinvenuti in Nuova Guinea, ma si ritiene che siano state ondate migratorie provenienti dall’Asia sud-occidentale e dalla Cina nel corso del I mill. a.C. a dare origine ai gruppi etnici più arcaici che popolarono il continente. Gli australiani, progenitori degli attuali aborigeni, furono i primi abitatori del continente insieme ai tasmaniani, attualmente estinti. Di origine forse più recente sono i papua, attualmente i più diffusi nella Nuova Guinea e presenti anche in alcune zone delle Salomone e delle Vanuatu; da questi discendono i melanesiani, che presentano al loro interno notevoli differenziazioni. Nelle regioni interne della Nuova Guinea vivono i pigmei, forse di origine filippina. I polinesiani, culturalmente molto più progrediti, si insediarono negli arcipelaghi della Micronesia e della Polinesia in tempi più recenti, spingendosi fino alle Hawaii, alla Nuova Zelanda (maori) e all’isola di Pasqua. Influenze polinesiane sono presenti anche nelle popolazioni indigene delle isole Figi. La popolazione attuale dell’Australia, della Nuova Zelanda e delle Hawaii è costituita in maggioranza da bianchi di origine europea. Il territorio è ripartito in 11 stati autonomi e in numerose dipendenze di USA, Francia, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Cile. Le città principali, oltre quelle australiane, sono in Nuova Zelanda (Auckland, Wellington); altre città di rilievo sono: Port Moresby (Papua Nuova Guinea), Honolulu (Hawaii); Hobart (Tasmania).


STORIA DELL' OCEANIA

 

Sede di empori commerciali indonesiani (Nuova Guinea, sec. XIII) passati poi ai sultanati molucchesi (sec. XV), fu conosciuta dagli europei solo dopo il viaggio di F. Magellano (1519-21) che raggiunse le isole Marianne. Toccata da navigatori spagnoli e olandesi (Torres, 1606; Tasman, 1642), fu interamente esplorata da J. Cook durante tre successivi viaggi (1768-76). La Gran Bretagna iniziò una massiccia colonizzazione in Australia (colonie penali, 1826) e Nuova Zelanda (1840), mentre missionari protestanti introdussero il cristianesimo negli arcipelaghi (1779-1814). Dal 1880 anche Francia e Germania vi stabilirono colonie e protettorati e, dopo la guerra ispano-americana (1898), gli USA occuparono le isole Hawaii. Nel 1899 vennero definite le aree di influenza delle varie potenze alle quali si aggiunse, nel sec. XX, l’Australia. Durante la 2ª guerra mondiale fu teatro di vaste operazioni aero-navali, rimanendo nodo strategico di primaria importanza anche nel dopoguerra (poligoni nucleari statunitensi e francesi). Dopo la stipulazione del trattato di cooperazione militare tra Australia, Nuova Zelanda e USA (ANZUS, 1951), gli USA hanno inglobato le Hawaii come 50° stato della federazione (1959). Gran Bretagna e Australia hanno favorito (1960-70) la nascita di piccoli stati politicamente indipendenti (Figi, Tonga, Samoa Occidentali, Nauru, Salomone, ecc.), ma legati a loro economicamente, mentre Francia, Nuova Zelanda e USA conservano dipendenze.


CITTA' PIU' POPOLOSA

 

la città più popolosa è Sydney 4.000.000 ab.circa


FIUME PIU' LUNGO

 

Il fiume più lungo è il Darling 2740 Km


MONTE PIU' ALTO

 

Il monte più alto è il Puncak Jaya 5030 m

 
 

CAPITALI E PAESI DELL' OCEANIA

     
 

DIPENDENZE DELL' OCEANIA

   
Australiane
Macquarie, Norfolk capitale Kingston
Britanniche
Pitcairn e dipendenze capitale Adamstown
Cilene
Pasqua Capitale Hanga roa, Sala y gomez
Francesi
Clipperton, Nuova caledonia capitale Noumea, Polinesia francese capitale Papeete, wallis e futuna capitale Mata utu
Indonesiane
irian Occidentale capitale Jayapura
Neozelandesi
Isole Cook Capitale Avarua, Niue capitale Alofi,Tokelau
Statunitensi
Guam capitale Agana, Midway, Samoa Americane capitale Pago Pago, Wake e dipendenze.

 
 

aggiornato il 23-07-2011
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