Se noi potessimo avvicinare tutte le
terre che costituiscono l'Oceania, in modo da formare
un unico territorio, questo risulterebbe grande poco
meno dell'Europa. L'Oceania invece è sparsa sopra
un'area dell'Oceano Pacifico tanto estesa che potrebbe
contenere Europa, Africa e Asia insieme. Infatti, oltre
all'Australia (la parte cosiddetta continentale) e ad
alcune grandi isole quali la Tasmania, la Nuova Zelanda
e la Nuova Guinea, sorgono in mezzo all'oceano, lontani
centinaia e anche migliaia di chilometri, circa 300 000
fra isole e isolotti, che costituiscono una specie di
Via Lattea marina.
Il nome Oceania, con cui si indica il continente e le
isole costituenti questa parte della Terra, è recentissimo
; venne usato, per la prima volta, nel 1815 dal naturalista
francese Lesson. Alcuni anni dopo veniva indicato col
nome di Australia la parte continentale, prendendo riferimento
dalla designazione « Terra Australis Incognita » ;
così veniva chiamato l'ipotetico continente, che
si credeva occupasse i mari australi per bilanciare le
masse del Vecchio e Nuovo Mondo. Prima, invece di Australia,
si usava la designazione di Nuova Olanda. Il mondo insulare
dell'Oceania che si estende a est dell'Australia non è distribuito
a casaccio, ma risulta raggruppato in arcipelaghi disposti
in tanti archi. Gli archi più interni formano
la Melanesia e la Nuova Zelanda, gli intermedi la Micronesia,
gli esterni la Polinesia.
Melanesia o « terra delle isole
nere » ( dal greco « mélas »,
nero e « nèsos », isola) è il
nome con cui vengono chiamate le isole e gli arcipelaghi
che si stendono a nord e a nord-est dell'Australia, dalla
Nuova Guinea alle Figi e alla Nuova Caledonia. Il nome
di Melanesia fu dato a queste terre perché abitate
da indigeni con la pelle scura e forse anche perché quasi
tutte le isole sono più o meno coperte da una
densa e cupa foresta equatoriale, impenetrabile persino
alla luce. Le isole melanesiane sono, in buona parte,
di origine vulcanica e il loro suolo è montagnoso,
aspro e impervio.
Micronesia o « terra delle piccole
isole » ( dal greco « micrós » piccolo
e « nèsos », isola) è il nome
dato a tutti i piccoli gruppi insulari a nord e a nord-est
della Melanesia. L'origine di queste isole è varia;
si distinguono le isole di origine vulcanica, di solito
grandi e alte, e quelle d'origine corallina, basse, piatte,
spesso a forma di atollo. In tutto si tratta di 1450-1500
isole per la maggior parte deserte, con una superficie
di appena kmq 3400 complessivi. L'isola maggiore della
Micronesia è Guam, isola meridionale delle Marianne,
che misura kmq 544.
Polinesia o « terra dalle molte
isole » ( dal greco « polùs » molto
e « nèsos », isola) è il nome
dato al vasto e sparso mondo insulare distribuito a oriente
della Melanesia, della Micronesia e della Nuova Zelanda.
La superficie totale delle terre emerse della Polinesia è di
appena kmq 46 000, sparsi sopra un'area oceanica di oltre
30 milioni di chilometri quadrati (pari alla superficie
dell'Africa)! La maggior parte delle isole polinesiane è d'origine
corallina ; sono quindi terre basse.
IL GRANDE OCEANO
L'Oceania è un insieme di terre, perdute nell'immensità del « Grande
Oceano », il Pacifico. Quando nel 1513 Vasco Nunez
de Balboa, primo fra gli Europei, scorse, dopo tre settimane
di terribile marcia attraverso le giungle dell'America
centrale, il Grande Oceano non immaginava certo che davanti
a lui si stendeva la più grande massa d'acqua
della Terra (circa 180 milioni di chilometri quadrati,
pari alla metà dell'area complessiva delle acque
oceaniche).
Il nome di Pacifico gli venne dato da Ferdinando Magellano
nel 1520, quando il navigatore portoghese lo percorse
nel suo viaggio di circumnavigazione intorno al mondo.
Non crediate però che il nome di « Pacifico » corrisponda
all'umore del Grande Oceano specialmente la zona insulare
e tutta la occidentale sono tristemente famose per la
violenza dei tifoni che flagellano spesso anche le coste,
sia asiatiche che australiane.
In questo oceano si trovano le più profonde fosse
abissali, ben dieci di esse superano i 9000 metri di
profondità; la massima è la « Challenger
II » (fossa delle Marianne) che raggiunge gli 11033
metri (2190 metri in più della montagna più alta
del mondo).
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