La storia del veneto

TUTTI CONOSCIAMO l'episodio di Furio Camillo e di Brenno, il capo dei Galli. Il re barbaro stava facendo man bassa dei tesori di Roma, quando l'improvviso intervento del condottiero romano, alla testa di pochi soldati mise in fuga i saccheggiatori. Senza voler togliere nulla al valore di Furio Camillo, dobbiamo anche ricordare che i Galli non avevano una gran voglia di rimanere a lungo in Roma. Essi, infatti, erano venuti a sapere che lassù il popolo dei Veneti aveva invaso le loro terre. Venti anni dopo, nel 370, Roma chiese direttamente l'aiuto dei Veneti per cacciare quegli stessi Galli che continuavano a compiere incursioni su tutta la penisola. I Veneti intervennero con un esercito di ventimila uomini, un numero imponente per allora. Tutto ciò non impedì che divenissero sudditi di Roma. Poco prima della nascita di Cristo essi ebbero la cittadinanza romana.

NASCE VENEZIA
Sotto il regno di Augusto, il Veneto, assegnato alla «decima provincia », divenne una delle regioni più prospere d'Italia. Basti pensare al concentramento, unico in quel tempo in tutto il mondo, di numerose grosse e fiorenti città, quali Verona, Vicetia, Patavium, Altinum e la capitale Aquileia.
Trascorsero così tre secoli di benessere, durante i quali le città venete si abbellirono di stupendi monumenti. A questo periodo ne seguì uno altrettanto lungo, ma pieno di sofferenze, distruzioni, incendi, carestie. Fu il periodo delle invasioni dei barbari, che si abbatterono particolarmente sulle regioni settentrionali dell'impero, obbligando moltissimi Veneti a porsi al sicuro da ogni pericolo raggiungendo le numerose isole della laguna. Là, infatti, i barbari, inesperti navigatori, non sarebbero certamente giunti.
La zona marittima del Veneto, che restò per molto tempo in possesso del governo bizantino, si separò in tal modo da quella continentale ed ebbe per molti secoli una vita propria. Fra le isole della laguna acquistò sempre maggiore importanza quella di Rialto; attorno ad essa venne a crearsi la « civitas Veneciarum », la città di Venezia.

LA LEGA VERONESE E LA GRANDE REPUBBLICA MARINARA
Per tutto il Medioevo, Venezia da una parte, e il Veneto continentale con tutte le sue città dall'altra condussero una vita politica distinta.
Le città venete continentali passarono via via sotto il dominio dei Longobardi, dei Franchi e poi degli imperatori tedeschi. Erano governate da « duchi » ai quali dovevano obbedienza e... molto denaro. Le città divennero comunque sempre più attive e ricche; nello stesso tempo il dominio straniero divenne sempre più pesante da sopportare ed i cittadini si ribellarono, scacciando i duchi dalle loro città. Le città venete si trasformarono in Comuni.

Per mantenere le loro conquiste dovettero però lottare contro l'imperatore tedesco, che non si rassegnava a tale perdita. Ed ecco, nel 1164, le grandi città del Veneto (Verona, Vicenza, Padova e Treviso) allearsi contro Federico Barbarossa nella cosiddetta Lega veronese. Questa lega, che staccò definitivamente il Veneto dall'influenza tedesca, fu in certo modo il modello della Lega lombarda formatasi tre anni dopo.
I Comuni Veneti si trasformarono poi in Signorie, cioè In città governate dalla famiglia più potente del centro. A Verona dominarono gli Scaligeri, a Padova i Carraresi, a Treviso i Da Camino. Intanto Venezia, grazie all'attività, alla intelligenza der suoi abitanti, era diventata una grande potenza navale. La conquista dei mercati importanti del Mediterraneo e del lontano Oriente l'avevano resa così forte e ricca, così sicura di sé da essere chiamata la « Serenissima ».

Ma nel XIV secolo il governo della Serenissima dovette interessarsi anche del retroterra, dove le potenti famiglie delle varie Signorie cominciavano a diventare pericolose e a minacciare la sua tranquillità In poco più di un secolo tutte le città venete formarono uno stato unico sotto la direzione di Venezia. Non ci fu bisogno di guerre per giungere a simile risultato. La ricchezza di Venezia e la saggezza dei suoi governanti erano motivi più che,sufficienti per indurre le città sorelle a mettersi sotto la protezione della Serenissima. E la loro fedeltà si mostrò in occasione della guerra dì Venezia contro le truppe francesi nel 1509.
Per più di due secoli Venezia governò con una maestria insuperabile il suo popolo. Evitò guerre con gli altri Stati; combinò alleanze vantaggiose; fece sentire la sua influenza in tutti gli Stati europei. La sua diplomazia sapiente, acuta, astuta fece scuola a tutto il mondo. L'anno 1797 segnò la fine della gloriosa repubblica. Napoleone Bonaparte, con il trattato di Campoformio, cedette il suo territorio
all' Austria. Nel 1815 essa venne unita alla Lombardia, con cui formò il regno austriaco del Lombardo-Veneto.
Nel Veneto allora, come in altre regioni italiane, cominciò la lotta oscura ed eroica dei patrioti che volevano l'indipendenza e l'unità dell'Italia.

STORIA DEL VENETO - Finalmente, nel 1866, il Veneto si unì al nuovo Regno d'Italia per mezzo di un plebiscito che aveva dato questi risultati: voti favorevoli 674 426; voti contrari 65. Da allora la storia del Veneto si identifìca con quella dell'Italia.

 

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aggiornato il 7-06-2012
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