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Cosa vedere in Veneto: guida per province tra Dolomiti, laguna, borghi e città d’arte


Il Veneto è una regione “multipla”: in poche ore passi dalle cime dolomitiche ai borghi murati della pianura, dai Colli Euganei al Delta del Po, fino alla laguna con le sue isole e alle città d’arte. In questa guida trovi una selezione ragionata delle tappe più interessanti, organizzate per provincia, con idee concrete per costruire un itinerario equilibrato tra natura, storia, archeologia, cultura e mare, evitando di vedere tutto di corsa e puntando invece su esperienze davvero memorabili.

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1. Feltre: Una Città Ricca di Storia e Architettura Rinascimentale

Feltre, una cittadina vivace e industriosa, è rinomata per il suo nucleo antico, che racchiude tracce medioevali e caratteristiche rinascimentali.

Il Cuore Antico di Feltre

L’antico centro di Feltre si sviluppa attorno a piazza Maggiore, una fusione armoniosa di stili architettonici. Qui si trovano alcuni degli edifici più iconici della città:

  • Porta Imperiale: Questo ingresso cinquecentesco conduce alla ripida via Mezzaterra, costellata di palazzi del ‘500 che mostrano ancora affreschi e graffiti d'epoca.

  • Piazza Maggiore: Al centro della piazza spiccano una colonna con il leone di San Marco e i monumenti dedicati a Vittorino da Feltre e Panfilo Castaldi. Quest’ultimo è considerato uno dei pionieri dell’uso dei caratteri mobili nella stampa.

  • Palazzo Guarnieri: Una sontuosa opera dell’architetto Giuseppe Segusini, situata accanto alla fontana rinascimentale di Tullio Lombardo e alla chiesa di San Rocco, raggiungibile tramite una suggestiva scalea.

  • Il Castello: Situato sulla sommità del colle, il castello di Feltre è un imponente edificio di origine romana, parzialmente conservato con due delle sue quattro torri originali.

Arte e Cultura a Feltre

Feltre è anche una città d’arte. Tra i suoi musei più importanti spiccano:

  • Museo Civico: Situato nel Palazzo Villabruna, ospita collezioni archeologiche medievali e opere d’arte di artisti locali.

  • Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda: Dedicata al maestro feltrino del ferro battuto, questa galleria è unica nel suo genere e conserva una vasta collezione delle sue opere.

Una Cattedrale dal Fascino Rinascimentale

Nella parte bassa della città si erge la Cattedrale, ricostruita nel XVI secolo sulle fondamenta di un antico tempio paleocristiano. Tra le sue attrazioni spiccano le linee rinascimentali e un’imponente croce bizantina in legno di bosso scolpito, custodita nell’archivio.

2. Agordo: Una Perla delle Dolomiti

Agordo, situata in una conca panoramica nella media Valle del Cordevole, è una cittadina dal clima mite, ideale per soggiorni rilassanti. Famosa per la sua lunga tradizione alpinistica, è la sede della prima sezione del CAI delle Alpi Orientali.

Il Centro Storico di Agordo

  • Palazzo Crotta (ora De Manzoni): Risalente al XVII secolo, il palazzo è noto per il suo elegante giardino ornato di statue e per le sale interne affrescate.

  • Parrocchiale di Agordo: Con le sue due torri campanarie incorporate nella facciata, la chiesa è un esempio di architettura neoclassica. L’interno ospita opere di grande valore artistico, tra cui creazioni del Brustolon.

Le Valli Circostanti

Agordo è circondata da una rete di valli minori, ognuna con le sue peculiarità:

  • Valle di San Lucano: Nota per i suoi paesaggi selvaggi e incontaminati, ideale per escursioni e passeggiate.

  • Valle Imperina: Celebre per le antiche miniere di rame, oggi trasformate in un sito museale.

  • Valle del Sarzana: Una meta perfetta per gli amanti della natura, con itinerari che conducono a panorami mozzafiato.

3. Il Gruppo del Civetta: La Montagna Leggendaria delle DolomitiGruppo del Civetta

Con i suoi 3.218 metri di altezza, il Gruppo del Civetta è una delle montagne più iconiche delle Dolomiti. La sua imponenza ha affascinato generazioni di alpinisti e turisti. Già nel 1871, l’Abate Antonio Stoppani ne celebrava la bellezza durante un congresso del CAI, descrivendolo come «una gran muraglia diroccata» se vista da sud-est e come «un immenso castello, turrito e merlato» da nord-ovest.

Due Volti, Una Meraviglia

Il Gruppo del Civetta si estende tra l’Agordino e lo Zoldano, condividendo con il Cadore la vicina cima del Pelmo. Nonostante il versante zoldano sia meno noto, è qui che sono state compiute le prime ascensioni, spesso guidate dai valligiani locali. Pècol è il punto di partenza ideale per escursioni e scalate, sia verso la vetta che verso i rifugi dell’area.

Escursioni e Rifugi nel Gruppo del Civetta

  • Rifugio Sonino (2.135 m): Questo rifugio è raggiungibile in circa due ore di cammino da Pècol, lungo un sentiero facile. L’accesso in auto è possibile fino alla Casera di Pioda, da cui si prosegue a piedi per circa 30 minuti. Situato all’estremità settentrionale del Civetta, il rifugio è la base perfetta per chi desidera intraprendere ascensioni alla vetta o sfidare le impegnative pareti dolomitiche.

  • Rifugio Torrani: Un altro importante punto d’appoggio per alpinisti esperti che desiderano esplorare le imponenti torri rocciose e le creste affilate del Civetta.

Il Civetta non è solo una meta per esperti. Gli amanti delle passeggiate possono godere di percorsi più semplici, immersi in panorami spettacolari, tra boschi di conifere e alpeggi incontaminati.

4. Caviola: Un Gioiello Tra le Dolomiti

Situato in una radura circondata da fitte abetaie e dominata dalle Cime d’Auta, il villaggio di Caviola è un esempio di resilienza e bellezza. Ricostruito completamente dopo i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi Caviola si presenta come un borgo pittoresco, con case alpine curate e un’atmosfera accogliente.

La Valle del Biois: Una Perla delle Dolomiti

Caviola si trova nella splendida Valle del Biois, una delle aree più affascinanti delle Dolomiti. Questa valle è un vero paradiso per chi ama la natura e l’autenticità:

  • Paesaggi Selvaggi: Folti boschi e alte cime montuose creano un ambiente suggestivo, perfetto per escursioni.

Cultura e Storia nella Valle del Biois

La valle conserva molte antiche abitazioni, caratterizzate da linee nobili e adornate con gerani e rampicanti. Tra i luoghi imperdibili spicca la chiesetta di San Simone a Vallada, un piccolo gioiello medievale situato a soli 4 km da Caviola: Questa chiesa, probabilmente anteriore al XII secolo, sorge in una posizione isolata e suggestiva, circondata dal bosco All’interno si possono ammirare affreschi ben conservati, realizzati dal celebre pittore del XVI secolo.

Falcade: Il Cuore della Valle

A pochi chilometri da Caviola si trova Falcade, il principale centro turistico della valle. Dotata di moderne infrastrutture, Falcade è la base ideale per esplorare la zona, offrendo attività per ogni stagione, dalle passeggiate estive alle piste da sci in inverno.

5. Cortina d’Ampezzo: cosa vedere tra Dolomiti, passeggiate panoramiche e cultura alpina

Cortina non è soltanto “la località chic”: è una porta naturale sulle Dolomiti d’Ampezzo, con scorci che cambiano a ogni curva e un centro elegante ma vivibile. Il valore vero, però, sta nella combinazione rara tra paesaggio UNESCO, impianti che portano in quota in pochi minuti, itinerari facili – perfetti anche se non sei un trekker – e una tradizione ladina che affiora nella cucina e nell’architettura. Se la vivi bene, Cortina è sia una base comoda per esplorare passi e rifugi, sia una destinazione completa per chi vuole alternare natura, fotografia, passeggiate e momenti più rilassati nel centro.

Cortina d’Ampezzo tra case alpine e cime dolomitiche sullo sfondo
Cortina d’Ampezzo: architetture alpine, atmosfera di valle e lo sfondo imponente delle Dolomiti.

1) Il centro di Cortina: Corso Italia e l’anima elegante del paese

Il modo migliore per iniziare a scoprire Cortina è semplicemente camminare lungo Corso Italia, la via principale che attraversa il centro e ne definisce l’identità urbana. Qui si concentrano negozi, caffè storici, palazzi in stile alpino e scorci aperti verso le montagne, creando un equilibrio particolare tra mondanità turistica e vita quotidiana di una località di montagna vissuta tutto l’anno.

Il centro non è grande, ma è piacevole proprio per questo: ci si muove senza fretta, si osservano i dettagli architettonici, i balconi in legno, le facciate curate e il continuo dialogo visivo con le cime che circondano il paese. Al mattino presto o nel tardo pomeriggio Corso Italia mostra il suo volto più autentico, lontano dai ritmi dell’alta stagione.

2) Cultura e identità ampezzana oltre l’immagine mondana

Ridurre Cortina a semplice località turistica sarebbe limitante. L’area ampezzana conserva una forte identità ladina e una tradizione alpina radicata che emerge nei toponimi, nella cucina, nell’organizzazione del territorio e nella gestione storica di boschi e pascoli. Anche una breve visita a spazi culturali o museali aiuta a comprendere come questo territorio sia stato modellato nei secoli dal rapporto costante tra uomo e montagna.

Inserire una tappa culturale, soprattutto in caso di meteo incerto o come pausa tra un’escursione e l’altra, rende l’esperienza più completa e permette di leggere i paesaggi dolomitici non solo come scenari spettacolari, ma come luoghi vissuti e abitati.

3) Panorami in quota facilmente accessibili

Uno dei grandi punti di forza di Cortina d’Ampezzo è la facilità con cui si può salire in quota grazie agli impianti di risalita. Anche senza affrontare lunghi trekking è possibile raggiungere punti panoramici straordinari e camminare lungo sentieri brevi ma molto gratificanti, ideali per famiglie o per chi ha poco tempo a disposizione.

Le Tofane offrono uno dei panorami più iconici dell’area, mentre la zona del Faloria è apprezzata per le vedute aperte e per un’atmosfera generalmente più tranquilla. Il Passo Falzarego e l’area del Lagazuoi permettono invece di combinare impianti e passeggiate in ambienti dolomitici di grande impatto visivo.

4) Escursioni classiche: Cinque Torri, passi dolomitici e laghi

I dintorni di Cortina concentrano alcune delle escursioni più celebri delle Dolomiti, caratterizzate da un ottimo equilibrio tra bellezza e accessibilità. Le Cinque Torri rappresentano uno degli ambienti più fotogenici dell’intero arco dolomitico, con torri rocciose, boschi e ampi prati che si prestano a itinerari di varia difficoltà.

Il Passo Giau regala uno dei panorami più ampi e suggestivi della zona, soprattutto nelle ore del tramonto, mentre il Passo Falzarego costituisce un punto strategico per muoversi tra Cortina e altre aree di grande interesse naturalistico. Anche i laghi dolomitici della zona, diversi per accessibilità e contesto, meritano una selezione attenta in base al tempo a disposizione.

5) Cortina in inverno: non solo sci

Durante l’inverno Cortina cambia volto e diventa una delle capitali alpine italiane per sport e atmosfera. Lo sci rappresenta sicuramente una delle principali attrazioni, ma non è l’unica opzione: ciaspolate, passeggiate su neve battuta, slittino e semplici salite panoramiche permettono di vivere la montagna anche senza mettere gli sci ai piedi.

L’ambiente invernale amplifica il fascino del paese, con boschi innevati, architetture alpine e il profilo delle Dolomiti che risalta in modo ancora più netto. Anche una vacanza invernale “lenta”, senza attività sportive intense, risulta appagante.

6) Cucina ampezzana e sapori di montagna

La cucina di Cortina riflette la tradizione alpina e ladina, con piatti sostanziosi e sapori decisi. Per evitare proposte troppo standardizzate conviene orientarsi verso locali che valorizzano ricette tradizionali come canederli, zuppe, polenta con formaggi locali, selvaggina di stagione e dolci di influenza mitteleuropea come lo strudel.

Osservare la presenza di residenti è spesso un buon indicatore per individuare ristoranti più autentici, capaci di offrire un’esperienza gastronomica coerente con il territorio.

6. Le Tofane: Simbolo di Grandezza e Storia

Il Gruppo delle Tofane, con le sue maestose pareti e le tre cime principali, è uno dei simboli più riconoscibili di Cortina. Le tre vette – Tofana di Roces (3.225 m), Tofana di Mezzo (3.243 m) e Tofana di Dentro (3.237 m) – formano un massiccio compatto che domina il paesaggio circostante.

Un Paradiso per gli Alpinisti

Le Tofane sono una meta ambita dagli appassionati di alpinismo e arrampicata. La varietà di percorsi, dalle vie ferrate alle scalate più impegnative, offre sfide per tutti i livelli di esperienza:

  • Via Ferrata Lipella: Un percorso spettacolare che attraversa gallerie scavate durante la Prima Guerra Mondiale.

  • Tofana di Mezzo: La cima più alta del gruppo è raggiungibile anche con una funivia, offrendo una vista panoramica mozzafiato.

Tracce della Grande Guerra

Le Tofane non sono solo un luogo di bellezza naturale, ma anche un museo a cielo aperto che conserva le vestigia della Prima Guerra Mondiale. Durante il conflitto del 1915-18, queste montagne furono teatro di aspre battaglie tra le truppe italiane e austro-ungariche.

  • Caverne e Gallerie: Resti di camminamenti, postazioni di artiglieria e baracche militari si trovano ancora lungo le pendici delle montagne. La visita a questi luoghi offre un’opportunità unica per comprendere le dure condizioni in cui si combatté.

  • Il Castelletto: Questo punto strategico fu al centro di una delle battaglie più epiche del conflitto. Oggi, i resti di fortificazioni e reticolati raccontano storie di coraggio e sacrificio.

7) Passo Falzarego: crocevia alpino tra natura e storia



Situato a 2.105 metri di altitudine, il Passo Falzarego è uno dei valichi più importanti e frequentati delle Dolomiti, lungo il tracciato della Grande Strada delle Dolomiti. La sua posizione strategica lo rende un punto di collegamento fondamentale tra Cortina d’Ampezzo, la Val Badia e l’area dell’Agordino, oltre a offrire alcuni dei panorami più ampi e spettacolari dell’intero arco dolomitico.

Dal passo si aprono viste eccezionali sulle montagne dell’Ampezzano verso est, sul Sasso di Stria e il Col di Lana verso ovest e sulla Marmolada, la “Regina delle Dolomiti”, verso sud-ovest. L’ambiente alterna pareti rocciose, ampi pascoli e boschi, rendendo la zona ideale sia per escursioni a piedi sia per soste panoramiche dedicate alla fotografia di paesaggio.

Un museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale

Il Passo Falzarego è anche uno dei luoghi simbolo della memoria della Prima Guerra Mondiale sulle Dolomiti. Tra il 1915 e il 1917 le montagne circostanti furono teatro di combattimenti durissimi tra esercito italiano e austro-ungarico, lasciando un’impronta profonda sul territorio. Il Sasso di Stria e il massiccio del Lagazuòi conservano ancora oggi gallerie, trincee e camminamenti scavati nella roccia, che testimoniano le condizioni estreme in cui si svolse il conflitto.

Le mine fatte esplodere nelle viscere delle montagne modificarono in modo permanente il profilo delle pareti, trasformando l’area in un vero e proprio museo storico all’aperto, visitabile attraverso percorsi segnalati e itinerari tematici.

Lagazuòi: uno dei punti panoramici più spettacolari delle Dolomiti

Vista panoramica dal Lagazuòi sulle Dolomiti
La vista dal Lagazuòi spazia dalla Val Travenanzes alle grandi vette dolomitiche circostanti.

Il Lagazuòi, facilmente raggiungibile tramite la funivia dal Passo Falzarego, rappresenta uno dei punti panoramici più impressionanti delle Dolomiti. Dalla vetta lo sguardo abbraccia la Val Cordevole, la Val Costeana e il paesaggio selvaggio della Val Travenanzes, offrendo una percezione completa della vastità e della complessità geomorfologica di quest’area alpina.

Come il passo sottostante, anche il Lagazuòi conserva importanti testimonianze della Prima Guerra Mondiale, con un articolato sistema di gallerie e resti di fortificazioni visitabili che raccontano, in modo diretto e toccante, uno dei capitoli più drammatici della storia delle Dolomiti.

8. Auronzo: Natura e Relax sulle Sponde del Lago

Auronzo si estende lungo le rive di un lago alpino circondato da boschi e prati, offrendo una combinazione unica di relax e attività all’aria aperta. Suddivisa in tre frazioni principali, la cittadina è ideale per sport acquatici, escursioni nei boschi e vacanze invernali grazie alle attrezzature per sci e snowboard.

Il lago di Auronzo, creato da una diga sul Piave, si estende per circa 7 km. L’acqua azzurra e limpida, insieme alla solitaria isoletta che emerge al suo centro, crea un paesaggio incantevole. A monte del lago, due ponti collegano le rive opposte.

9. Pieve di Cadore: La Culla della Storia e dell’Arte

Pieve di Cadore, situata in una sella tra la Valle del Boite e il centro Cadore, è una cittadina ricca di storia e cultura, perfetta per chi cerca un soggiorno tra natura e patrimonio artistico.

Il Palazzo della Magnifica Comunità Cadorina

Al centro del borgo sorge questo edificio storico, con una torre medievale merlata e il Museo d’Arte Paleoveneta, che conserva reperti preistorici provenienti dalla vicina località di Làgole. Nel 1848, il palazzo fu teatro dell’eroica resistenza cadorina contro l’Austria, guidata da Pier Fortunato Calvi.

La Casa di Tiziano Vecellio

Pieve di Cadore è la città natale del grande pittore rinascimentale Tiziano Vecellio. La sua casa natale è oggi un piccolo museo che espone cimeli personali e il diploma del 1533 che lo proclamò conte e cavaliere.

La Chiesa Arcidiaconale

Questa chiesa custodisce una pregevole tela del Tiziano, situata nella terza cappella a sinistra. L’opera raffigura la Madonna con il Bambino e i Santi, insieme a un autoritratto del maestro.

Alla Scoperta delle Meraviglie della Provincia di Padova

1. Cittadella: Un Tuffo nella Storia Medievale

Cittadella è una cittadina fortificata, nata nel 1220 per fronteggiare la vicina roccaforte trevigiana di Castelfranco. La sua storia e il suo patrimonio architettonico la rendono una delle mete suggestive della provincia di Padova.

La Cinta Muraria

Il cuore di Cittadella è la sua cinta muraria, considerata una delle più belle e ben conservate d’Italia. Costruite nel XIII secolo e parzialmente ristrutturate nel XIV, le mura si sviluppano per circa 1.400 metri e sono scandite da 32 torri, che creano un panorama di straordinaria imponenza.

  • Un Capolavoro Architettonico: Le mura, perfettamente conservate, circondano quasi interamente la città e offrono scorci romantici e suggestivi. Percorrendo il Camminamento di Ronda, è possibile ammirare la città dall’alto, immergendosi nell’atmosfera medievale.

  • La Torre di Malta: Presso Porta Padova si erge questa imponente torre, tristemente nota per essere stata utilizzata dal tiranno Ezzelino da Romano come prigione e luogo di tortura. La Torre è ricordata anche da Dante Alighieri nella sua «Divina Commedia». Oggi ospita un museo archeologico.

2. Abano Terme: Benessere e Bellezza tra i Colli Euganei

Abano Terme è noto fin dall’antichità per le sue acque salso-bromo-iodiche e per i fanghi terapeutici. Questa località è una destinazione ideale per chi cerca relax, benessere e natura.

Le Acque Termali

Abano deve la sua fama alle sorgenti che sgorgano sul Montirone a una temperatura di 87°. Le acque, ricche di minerali, sono utilizzate per trattamenti terapeutici contro reumatismi, artriti, traumi e molte altre patologie.

  • Un Centro Termale Moderno: Abano offre strutture alberghiere e termali di altissimo livello, con piscine, spa e centri benessere attrezzati per garantire un’esperienza rigenerante.

  • Terapie Personalizzate: Oltre ai bagni termali, i fanghi vegeto-minerali rappresentano un trattamento distintivo per il loro potere curativo e rilassante.

Il Contesto Naturalistico dei Colli Euganei

Abano Terme è incastonata ai piedi dei Colli Euganei, un gruppo di colline di origine vulcanica. Ideali per passeggiate, escursioni e tour enogastronomici, i Colli Euganei sono un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura.

  • Sentieri e Percorsi: I Colli Euganei sono attraversati da una rete di sentieri che permettono di esplorare boschi, vigneti e borghi incantevoli.

  • Enogastronomia: La zona è rinomata per i suoi vini, tra cui il Fior d’Arancio, e per le specialità culinarie che uniscono tradizione e innovazione.

Il Monastero di Praglia

Tra le attrazioni più suggestive nei pressi di Abano Terme, il Monastero di Praglia è un autentico capolavoro del Rinascimento. Situato in un incantevole recesso tra le colline, il monastero offre un’atmosfera di pace e spiritualità unica.

  • Architettura e Arte: La chiesa a tre navate e i chiostri del ‘400 rappresentano esempi di straordinaria bellezza.

  • Laboratorio di Restauro: Il monastero ospita un prestigioso laboratorio di restauro del libro, che conserva e valorizza un patrimonio culturale inestimabile.

3. Arquà Petrarca: Un Viaggio nel Medioevo e nella Vita del Poeta

Arquà Petrarca è un borgo incantato, spesso considerato uno dei più belli d’Italia. Questo paese, perfettamente conservato, rappresenta un vero e proprio salto indietro nel tempo, con il suo aspetto medievale e l’atmosfera carica di suggestione.

La Casa di Francesco Petrarca

Questo piccolo borgo deve il suo nome e la sua fama al poeta Francesco Petrarca, che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita fino alla morte nel 1374. La sua casa, oggi museo, è una tappa imperdibile per chi visita Arquà:

  • Lo Studiolo del Poeta: Qui si trovano ancora la poltrona e la libreria del Petrarca, elementi che trasmettono un senso di connessione con il grande letterato.

  • Le Terzine di Vittorio Alfieri: Sul muro sono incise le parole del celebre sonetto dedicato alla cameretta del poeta («O cameretta, che in te chiudesti...»).

L’Arca del Petrarca

La tomba del poeta si trova nell’Arca, un monumento in marmo rosso di Verona situato al centro della piazzetta principale, di fronte alla chiesa.

Gli Antichi Edifici e l’Atmosfera Medievale

Passeggiando per le stradine di Arquà, si possono ammirare edifici antichi perfettamente conservati, che testimoniano lo splendore del passato. Il borgo è anche famoso per i suoi registri, noti come i «codici di Arquà», che raccolgono le firme delle personalità illustri che hanno visitato il luogo.

Esperienze Gastronomiche e Culturali

Arquà Petrarca è noto anche per i suoi prodotti tipici, come il brodo di giuggiole, un liquore dolce e aromatico che riflette le tradizioni locali. I visitatori possono esplorare botteghe artigianali e degustare i sapori autentici della zona.

4. Monselice: Una Città di Storia e Panorami

Monselice, situata alla confluenza delle strade Adriatica e Padana Inferiore, è un altro borgo ricco di storia e fascino. Con le sue imponenti architetture e le viste panoramiche, Monselice è una tappa obbligata per chi visita la provincia di Padova.

Il Castello di Monselice

Il castello, situato a mezza costa sul colle, è uno degli edifici più rappresentativi della città. Di origine medievale, è stato rimaneggiato nel corso dei secoli:

  • Gli Interni Storici: Le stanze del castello ospitano molte opere d’arte e un rarissimo camino del XIV secolo.

  • L’Atmosfera Medievale: Visitare il castello è come fare un viaggio nel tempo, immergendosi nella vita di epoche passate.

Il Duomo Vecchio e la Rotonda

Proseguendo la salita verso il colle, si raggiunge il Duomo Vecchio, un edificio medievale che conserva un ricco tesoro. Poco oltre si apre il panoramico piazzale della Rotonda, che offre una vista spettacolare sulla città e sui dintorni.

Il Santuario delle Sette Chiese e Villa Duodo

Sul piazzale della Rotonda si trovano due opere di grande interesse architettonico e religioso, entrambe realizzate dall’architetto Vincenzo Scamozzi:

  • Il Santuario delle Sette Chiese: Un luogo di pellegrinaggio che racchiude un’importante eredità spirituale.

  • Villa Duodo: Questa villa seicentesca è un esempio di raffinata architettura e rappresenta uno dei punti di interesse più affascinanti della città.

5) Este: tra civiltà paleoveneta, patrimonio archeologico e identità “estense”



Ai piedi dei Colli Euganei, Este è una tappa perfetta se vuoi vedere un Veneto diverso dalle solite cartoline: più raccolto, storico, e con un’impronta archeologica rarissima a questi livelli. La città è legata al nome degli Este (da qui l’origine della dinastia che poi diventerà una delle più influenti dell’Italia settentrionale), ma il vero punto di forza è l’idea di “viaggio nel tempo”: in pochi passi metti insieme protostoria, romanità, Medioevo e arte sacra, senza l’affollamento delle mete più note della provincia di Padova.

Il Museo Nazionale Atestino: uno dei luoghi chiave per capire i Veneti antichi

Se c’è un motivo per cui Este merita una visita anche da sola, è il Museo Nazionale Atestino, ospitato in un palazzo storico (Palazzo Mocenigo) e considerato un riferimento per lo studio della civiltà paleoveneta. Qui il racconto non è “generico”: è costruito attorno alle scoperte del territorio, quindi risulta concreto e molto più leggibile rispetto a musei che mescolano epoche e collezioni senza un filo locale.

Tra i pezzi simbolo spicca la Situla Benvenuti, celebre per le decorazioni e per ciò che racconta sul livello artigianale e sul mondo simbolico delle comunità venete antiche. Accanto ai reperti paleoveneti, la sezione romana completa il quadro con materiali che mostrano il passaggio culturale e l’integrazione del territorio nei circuiti dell’Italia romana, restituendo un’idea chiara di continuità e trasformazione nel tempo.

Il Castello di Este e la cinta muraria: storia “forte”, ma vissuta in modo piacevole

Il Castello di Este, riconoscibile soprattutto per la grande cinta muraria trecentesca, è uno dei punti più scenografici e, allo stesso tempo, più rilassanti della città, perché oggi l’area interna è organizzata come spazio verde pubblico. È un esempio riuscito di come un impianto difensivo possa diventare un luogo urbano contemporaneo, adatto a passeggiate lente, soste e foto, senza perdere il senso della sua funzione originaria.

Le porte storiche e i resti delle strutture difensive aiutano a leggere l’organizzazione medievale della città, mentre il perimetro murario, con torri e tratti ben riconoscibili, dà quella sensazione “da città fortificata” che in Veneto, fuori dai centri maggiori, non è così comune trovare in forma così leggibile.

Piazza Maggiore e il centro: il volto civile di Este

La Piazza Maggiore è il punto in cui Este mostra il suo carattere più cittadino e istituzionale, con edifici storici che raccontano una lunga continuità amministrativa e commerciale. È un luogo ideale per una sosta, perché qui percepisci bene la scala “umana” della città: non è un set turistico, ma un centro vero, dove la vita quotidiana si intreccia con la storia, e dove ha senso fermarsi anche solo per osservare prospetti, portici, dettagli architettonici e l’assetto urbano complessivo.

Le chiese di Este: arte veneta e devozione locale

Per completare la visita vale la pena entrare in almeno una o due chiese, perché Este conserva un patrimonio religioso che non è solo “ornamento”, ma parte della sua identità. La Basilica di Santa Maria delle Grazie è uno dei riferimenti devozionali della città e si distingue per l’impianto e per le opere custodite, mentre il Duomo di Santa Tecla è un edificio di forte presenza scenica, riconoscibile per le soluzioni architettoniche e per il ruolo centrale nella vita religiosa cittadina.

Merita attenzione anche la Chiesa di Santa Maria delle Consolazioni (nota anche come “degli Zoccoli”), legata alla tradizione artistica veneta e spesso citata per la qualità delle tele conservate; è una tappa che funziona bene soprattutto se ti interessa il Rinascimento veneto e vuoi inserire Este in un itinerario più ampio tra Padova, Colli Euganei e borghi storici.

6. Montagnana: Una Gemma Fortificata nel Cuore della Provincia di Padova

Le Mura di Montagnana: Un Capolavoro Medievale

Le mura di Montagnana sono una delle opere di fortificazione , che si estendono per un perimetro di circa 2.000 metri. Costruite tra il XIII e il XIV secolo, rappresentano un raro esempio di struttura medievale perfettamente conservata.

Struttura e Architettura
  • Torri Ottagonali: Le mura sono rafforzate da 24 torri ottagonali che conferiscono un aspetto maestoso e inespugnabile.

  • Merlatura e Cammino di Ronda: La muraglia è coronata da una merlatura e da un cammino di ronda.

  • Le Porte Fortificate: Le porte d’accesso, come Porta Legnago e Porta Padova, sono magnificamente fortificate e rappresentano autentici capolavori di ingegneria militare.

  • La Rocca degli Alberi: Situata all’estremità delle mura, questa imponente fortificazione era un punto di difesa strategico. Oggi è una delle principali attrazioni turistiche di Montagnana.

Il Duomo di Montagnana: Arte e Spiritualità

Il Duomo di Montagnana, situato nella piazza principale, è un imponente edificio rinascimentale costruito alla fine del Quattrocento. La sua eleganza architettonica e le opere d’arte che conserva all’interno lo rendono uno suggestivo della città.

Opere d’Arte All’Interno
  • La Pala del Veronese: Questo capolavoro di Paolo Veronese raffigura una scena religiosa di straordinaria bellezza e intensità.

  • Gli Altari: Gli altari del Santissimo e di Sant’Antonio sono decorati con sculture di Giovanni Bonazza, che testimoniano la ricchezza artistica del periodo.

Architettura del Duomo

La struttura del Duomo combina elementi rinascimentali e gotici, con una facciata imponente e un interno che ispira devozione e meraviglia. È un luogo perfetto per chi ama l’arte sacra e l’architettura storica.

Passeggiando per il Centro Storico: Palazzi e Strade

Il centro storico di Montagnana è un vero gioiello da esplorare a piedi. Le strade acciottolate e i palazzi storici creano un’atmosfera unica che mescola passato e presente.

Palazzi di Rilievo
  • Palazzo Foratti: Questo edificio del Quattrocento è un esempio di architettura medievale perfettamente conservata.

  • Ex-Ospizio dei Pellegrini: Risalente al Seicento, questo edificio testimonia l’importanza di Montagnana come tappa per i viaggiatori e i pellegrini.

  • Palazzo del Municipio: Costruito nel Cinquecento, è uno degli edifici più rappresentativi del centro cittadino.

Il Palazzo Pisani di Andrea Palladio

Appena fuori da Porta Padova si trova il maestoso Palazzo Pisani, progettato dal celebre architetto Andrea Palladio nel 1555. Questo edificio è un esempio della sua ineguagliabile maestria e aggiunge un ulteriore tocco di eleganza al patrimonio architettonico di Montagnana.

7. Il Parco Regionale dei Colli Euganei: natura vulcanica, paesaggi collinari e tradizioni locali

Panorama del Parco Regionale dei Colli Euganei tra colline, vigneti e boschi
Il profilo ondulato dei Colli Euganei, tra vigneti, boschi e ampi panorami sulla pianura veneta.

A breve distanza da Montagnana si estende il Parco Regionale dei Colli Euganei, una delle aree naturali più affascinanti della provincia di Padova e dell’intero Veneto centrale. Il parco protegge un gruppo di rilievi di origine vulcanica che emergono in modo netto dalla pianura, creando un paesaggio insolito per la regione: colline isolate, pendii dolci, coni vulcanici spenti e una sorprendente varietà di ambienti naturali concentrati in uno spazio relativamente ridotto.

La particolarità geologica dei Colli Euganei ha favorito nel tempo una biodiversità elevata, con boschi di castagno e roverella, aree prative, vigneti storici e piccoli borghi rurali che si alternano senza soluzione di continuità. Questo rende il parco ideale non solo per chi cerca attività all’aria aperta, ma anche per chi vuole semplicemente immergersi in un paesaggio veneto diverso da quello alpino o lagunare, più intimo e mediterraneo nelle forme.

Attività all’aria aperta tra sentieri, colline e panorami aperti

Il Parco Regionale dei Colli Euganei è particolarmente apprezzato per la rete di sentieri ben segnalati, adatti a escursionisti di ogni livello. I percorsi si sviluppano tra colline, boschi e vigneti, offrendo panorami ampi sulla pianura padana e scorci continui sui rilievi euganei, spesso accessibili anche senza grande preparazione fisica. Accanto al trekking, il parco è molto frequentato anche da ciclisti, grazie a strade secondarie e percorsi collinari che permettono di esplorare l’area in modo lento e sostenibile.

Uno degli aspetti più piacevoli è la varietà degli itinerari: si passa da camminate brevi e panoramiche a percorsi più lunghi che collegano borghi, monasteri e punti panoramici, rendendo il parco perfetto sia come meta principale sia come complemento naturale a una visita culturale nelle città storiche della zona.

Enogastronomia e prodotti tipici dei Colli Euganei

Il territorio dei Colli Euganei è strettamente legato alla produzione enogastronomica locale, che rappresenta una parte fondamentale dell’esperienza di visita. I vigneti occupano molti dei versanti meglio esposti e danno origine a vini riconosciuti, tra cui spicca il Fior d’Arancio dei Colli Euganei, nelle versioni secca, spumante e passita. Accanto al vino, il parco è noto per la produzione di miele, olio d’oliva e altri prodotti agricoli di qualità, spesso disponibili direttamente presso aziende locali e agriturismi.

Integrare una passeggiata o un’escursione con una sosta gastronomica permette di cogliere il legame profondo tra paesaggio, attività agricola e cultura locale, trasformando la visita al parco in un’esperienza completa, non limitata alla sola dimensione naturalistica.

Alla Scoperta della Provincia di Rovigo

1. Badia Polesine: Un Viaggio nella Storia dell’Abbazia della Vangadizza

Badia Polesine è un importante centro agricolo situato sulla riva destra dell’Adige. La città è celebre per i resti dell’antica Abbazia della Vangadizza, che fu uno dei più influenti centri religiosi del nord Italia a partire dal X secolo.

L’Abbazia della Vangadizza

Fondata nel Medioevo, l’Abbazia della Vangadizza è stata un centro di potere religioso e politico, con giurisdizione su vasti territori. Sebbene semidistrutta e trasformata nel corso dei secoli, i resti rimasti sono di grande interesse:

  • Il Campanile Medioevale: La struttura pendente è uno degli elementi più iconici dell’abbazia, un simbolo del passato glorioso del sito.

  • La Cappella della Madonna: Un capolavoro rinascimentale che testimonia l’importanza artistica del luogo.

  • I Sarcofaghi: Tra i più noti, quelli dei Signori d’Este e di Cunegonda di Baviera, che aggiungono un tocco di nobiltà alla storia dell’abbazia.

  • Il Chiostro Gotico-Veneziano: Situato nel vicino Palazzo d’Espagnac, questo chiostro elegante è un luogo di pace e riflessione, ornato da un puteale che rappresenta la maestria artigianale dell’epoca.

Il Centro Storico di Badia Polesine

Passeggiando per le vie di Badia Polesine, si possono ammirare diversi palazzi di pregio che riflettono le influenze storiche e culturali della regione. La città conserva un fascino tranquillo e autentico che conquista ogni visitatore.

2. Adria: Dove Storia e Archeologia si Fondono

Adria è un centro agricolo e culturale che si sviluppa intorno al Bacino del Canal Bianco. Questa città, che ha dato il nome al Mar Adriatico, è un luogo dove storia e modernità si intrecciano armoniosamente.

Il Bacino del Canal Bianco

Il Canal Bianco, con le sue case e palazzi eleganti che si affacciano sulla darsena, offre un panorama dal sapore veneziano. Tra i punti di interesse che si affacciano sul canale troviamo:

  • Il Teatro Comunale: Un edificio maestoso che arricchisce l’atmosfera culturale della città.

  • La Chiesetta del Canal Bianco: Un piccolo gioiello architettonico che aggiunge un tocco di spiritualità al paesaggio.

Le Cattedrali di Adria

Adria ospita due cattedrali di grande interesse:

  • La Cattedrale Vecchia (Chiesa di San Giovanni): Qui si trova un fonte battesimale in marmo greco e una sacrestia con armadi intagliati del XVII secolo.

  • La Cattedrale Moderna: Accanto alla precedente, rappresenta un ponte tra il passato e il presente.

La Chiesa di Santa Maria della Tomba

Questa chiesa, pur essendo stata in parte ricostruita in tempi moderni, conserva elementi di grande interesse come il battistero del VIII secolo e una cappella con preziose terrecotte del XV secolo.

Il Museo Archeologico Nazionale

Situato in Piazza degli Etruschi, il museo conserva reperti eccezionali ritrovati nella zona, tra cui:

  • Il Cocchio del Guerriero: Un carro da guerra del IV secolo a.C., completo di scheletri di cavalli, che rappresenta un ritrovamento unico nel suo genere.

  • Artefatti Etruschi e Romani: Oggetti che raccontano la lunga e affascinante storia di Adria.

3. Rosolina Mare: Tra Mare e Natura

Rosolina Mare è una rinomata località balneare situata tra la foce dell’Adige e il Delta del Po. Con la sua ampia pineta e le lunghe spiagge, Rosolina Mare è una destinazione ideale per chi cerca relax e contatto con la natura.

Le Spiagge di Rosolina Mare

Le spiagge di sabbia fine e dorata si estendono per chilometri, offrendo spazi ideali per famiglie, sportivi e amanti del sole. Gli stabilimenti balneari offrono tutti i comfort necessari per una giornata al mare.

La Pineta

La pineta che si estende verso ovest è un luogo perfetto per passeggiate e picnic. Con sentieri ben curati e ombra naturale, è un rifugio di freschezza durante le calde giornate estive.

Attività e Escursioni

Rosolina Mare è il punto di partenza ideale per esplorare il Delta del Po, con escursioni in barca, birdwatching e itinerari a piedi o in bicicletta che attraversano paesaggi unici.

4) Il Delta del Po: un mondo di acqua e terra tra silenzi, canneti e orizzonti infiniti

Paesaggio del Delta del Po tra specchi d’acqua, canneti e cielo aperto
Nel Delta del Po l’acqua disegna il paesaggio: rami fluviali, valli salmastre e orizzonti larghi che cambiano con luce e maree.

Il Delta del Po è uno dei luoghi più particolari del Veneto perché non assomiglia a niente: non è montagna, non è collina, non è laguna “classica”, e nemmeno semplicemente costa. È un territorio di confine, dove il fiume si scompone in rami, canali e valli, incontra il mare e crea un paesaggio fatto di geometrie d’acqua, argini, canneti e cieli enormi. Qui la natura sembra quasi sospesa: i suoni si attenuano, la luce si riflette dappertutto e la sensazione dominante è quella di entrare in un ambiente ancora in parte selvaggio, che non si visita “di corsa” ma si assorbe con calma.

Dal punto di vista paesaggistico, la forza del Delta sta nella varietà dentro l’apparente monotonia: a pochi chilometri di distanza cambiano colori, salinità, vegetazione e presenza di fauna. È un’area che funziona benissimo per chi ama fotografia, osservazione naturalistica e itinerari lenti, ma anche per chi vuole semplicemente staccare la spina in un Veneto diverso, più essenziale e contemplativo.

Un paesaggio (quasi) incontaminato: valli salmastre, lagune interne e grandi corsi d’acqua

Le valli e le lagune del Delta sono ambienti dove l’acqua dolce e salmastra si mescolano, creando ecosistemi ricchi e delicati. I canneti e le barene interne diventano rifugio e “autostrada” per molti uccelli, mentre i canali disegnano linee perfette per chi cerca composizioni fotografiche naturali. L’impressione più forte arriva dagli orizzonti: qui lo sguardo scorre lontano senza ostacoli, e anche un semplice tramonto o una giornata velata assumono un tono quasi teatrale, proprio perché lo spazio è enorme e la luce rimbalza sull’acqua.

Le località del Delta: punti base comodi per entrare nel territorio

Per vivere il Delta in modo pratico conviene ragionare per “punti base”, scegliendo una o due località e costruendo attorno piccoli spostamenti. Donada e Volta Grimana sono interessanti per chi vuole vedere da vicino l’ingegneria idraulica che ha reso abitabile e coltivabile un territorio complesso, con opere che raccontano il rapporto storico tra uomo e controllo delle acque. Taglio di Po e Porto Tolle offrono invece uno spaccato più quotidiano e agricolo, dove l’acqua entra nella vita di tutti i giorni e i paesaggi alternano campi, argini e rami fluviali.

Ca’ Tiepolo, frazione di Porto Tolle, è un punto di partenza molto utile per spingersi verso le aree più “aperte” e remote del Delta, soprattutto se l’obiettivo è vivere l’esperienza con lentezza, osservare la luce e avvicinarsi agli ambienti più tipici tra canneti e specchi d’acqua.

Punti di interesse naturalistici: luoghi che valgono la visita anche solo per l’atmosfera

Scardovari è una località spesso amata dagli appassionati di fotografia e natura perché qui il paesaggio assume un carattere quasi surreale: linee d’acqua, silenzi, barene e cieli larghi creano scenari che cambiano radicalmente tra mattina e sera. Il Faro di Punta Maestra, alla foce del Po di Pila, è invece un luogo simbolico perché rappresenta la “soglia” tra fiume e mare: arrivarci regala un senso di fine-corsa geografico, con viste ampie sul litorale e sull’estuario, particolarmente suggestive con luce radente o in giornate limpide.

Cosa fare nel Delta: esperienze che funzionano davvero

Il birdwatching è una delle attività più rewarding del Delta perché l’area ospita molte specie tra residenti e migratorie, e l’osservazione diventa parte naturale dell’esperienza anche per chi non è esperto. Le escursioni in barca, quando organizzate su itinerari adatti, sono spesso il modo migliore per capire il territorio: navigare tra i rami del Po permette di entrare in angoli nascosti, leggere la morfologia del Delta e percepire la scala reale degli ambienti. Anche la bicicletta è un’opzione molto valida, perché gli argini e le strade secondarie consentono percorrenze scenografiche e tranquille, con soste frequenti senza stress.

La cucina locale è l’altro grande “motivo” per fermarsi: nel Delta l’identità gastronomica è legata all’acqua, al riso e ai prodotti del territorio, con piatti che valorizzano pesce e ingredienti semplici ma intensi. Il consiglio pratico è integrare l’esperienza naturalistica con una sosta culinaria mirata: qui il cibo ha senso perché racconta lo stesso paesaggio che hai davanti.

Le Gemme della Provincia di Treviso

1. Castelfranco Veneto: Storia, Arte e Natura in Perfetta Armonia



Castelfranco Veneto, una cittadina di grande interesse turistico, si distingue per la sua raffinata urbanistica, le opere d’arte di inestimabile valore e la sua posizione strategica.

Il Duomo e la Pala del Giorgione

Il Duomo di Castelfranco Veneto, progettato dall’architetto locale Francesco Maria Preti nella prima metà del XVIII secolo, è una delle attrazioni principali della città. Al suo interno si trova un autentico capolavoro:

  • La Pala del Giorgione: Dipinta intorno al 1505, questa opera immortala la Madonna con il Bambino e due santi, esprimendo l’inconfondibile stile del grande maestro rinascimentale nato proprio a Castelfranco.

  • Opere di Altri Grandi Artisti: Il Duomo ospita anche dipinti di Jacopo Bassano, Palma il Giovane e cinque straordinarie opere di Paolo Veronese custodite nella sacrestia.

Le Mura e la Torre dell’Orologio

Le mura medievali di Castelfranco Veneto, costruite nei primi anni del 1200, circondano il cuore della città e conferiscono un fascino storico unico:

  • Struttura delle Mura: Intervallate da quattro torrioni, le mura includono la Torre dell’Orologio, che funge oggi da campanile del Duomo.

  • Passeggiata Storica: Camminare lungo le mura è un’esperienza suggestiva, che permette di immergersi nella storia e ammirare scorci unici sul borgo.

2) Asolo: il borgo degli artisti, dei poeti e della bellezza silenziosa

Asolo occupa una posizione privilegiata ai margini delle colline trevigiane ed è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di stupire per imporsi: conquista con misura, equilibrio e atmosfera. Il clima mite, il paesaggio morbido e la struttura raccolta del centro storico hanno fatto di Asolo, nel corso dei secoli, una meta prediletta da artisti, scrittori e intellettuali in cerca di ispirazione, quiete e qualità della vita. Visitare Asolo significa rallentare, osservare i dettagli e lasciarsi guidare più dall’intuizione che da un itinerario rigido.

Il borgo si presta a una scoperta lenta, fatta di passeggiate tra vicoli, piazzette e scorci panoramici, dove l’elemento culturale non è mai esibito ma sempre integrato nel tessuto urbano. È una destinazione ideale per chi cerca un Veneto più intimo e colto, lontano dai flussi più intensi del turismo di massa.

Le ville asolane: eleganza aristocratica e memoria storica

Uno degli elementi che caratterizzano Asolo è la presenza di ville storiche che raccontano il passato aristocratico e culturale della città, testimoniando il ruolo che il borgo ha avuto come luogo di villeggiatura e residenza d’élite. Villa Rubini-De Lord, nota come “Il Galero”, è una raffinata costruzione seicentesca che colpisce per l’equilibrio delle proporzioni e la sobrietà architettonica, mentre Ca’ Zen rappresenta un esempio classico di architettura veneta, con una barchessa armoniosa che dialoga perfettamente con il paesaggio circostante.

Villa Scotto-Pasini, monumentale e scenografica, domina la piazza del Mercato ed è una delle presenze architettoniche più riconoscibili del centro, mentre Villa degli Armeni si distingue per il suo valore artistico grazie agli affreschi di Lattanzio Gambara, che la rendono un vero e proprio gioiello del patrimonio locale. Anche senza poterle visitare tutte internamente, queste ville contribuiscono in modo decisivo all’identità estetica di Asolo.

Il Castello di Caterina Cornaro: cuore storico e simbolico del borgo

Il Castello di Asolo è uno dei luoghi più emblematici della città ed è indissolubilmente legato alla figura di Caterina Cornaro, regina di Cipro, che vi risiedette dal 1489 al 1509 dopo aver rinunciato al trono. La sua presenza trasformò Asolo in un centro culturale di primo piano, frequentato da artisti e letterati che trovarono nella regina una mecenate colta e generosa.

Le origini del castello risalgono all’incirca all’anno 1000, ma la struttura fu più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, adattandosi a esigenze difensive prima e residenziali poi. Oggi il castello rappresenta soprattutto un luogo simbolico, capace di raccontare la stagione più raffinata e intellettualmente vivace della storia asolana.

La Loggia del Capitano e il Museo Civico

Nel cuore del borgo si trova la Loggia del Capitano, elegante edificio quattrocentesco che ospita il Museo Civico di Asolo. Le collezioni conservate al suo interno permettono di comprendere meglio la dimensione culturale e artistica della città, andando oltre la semplice visita “di superficie”. Tra gli spazi più significativi spicca la Sala Eleonora Duse, dedicata alla grande attrice teatrale che visse ad Asolo e contribuì a rafforzarne il mito culturale.

Accanto ai cimeli legati alla Duse, il museo espone opere e materiali che raccontano la storia del borgo e il suo ruolo nel panorama artistico veneto, rendendo la visita particolarmente interessante per chi ama approfondire il contesto storico dei luoghi che visita.

La tomba di Eleonora Duse: Asolo come luogo dell’anima

Nel cimitero di Asolo si trova la tomba di Eleonora Duse, meta di visitatori provenienti da tutto il mondo. L’attrice, scomparsa nel 1924 a Pittsburgh, scelse Asolo come luogo di sepoltura, suggellando un legame profondo e personale con la città. La sua tomba, semplice e raccolta, è coerente con lo spirito del borgo e rappresenta uno dei luoghi più intensi dal punto di vista simbolico.

Questo legame tra Asolo e la figura della Duse contribuisce a rafforzare l’immagine del borgo come spazio di riflessione, cultura e sensibilità artistica, rendendolo una tappa particolarmente significativa per chi è interessato alla storia del teatro, della letteratura e dell’arte italiana.

3. Vittorio Veneto: La Città della Storia e della Bellezza

Vittorio Veneto è una città affascinante, nata nel 1866 dall’unione di due cittadine preesistenti, Ceneda e Serravalle. Questo centro si sviluppò rapidamente grazie alla sua posizione strategica e alla crescita industriale e commerciale.

Ceneda: Tra Arte e Spiritualità

Ceneda, una delle due anime di Vittorio Veneto, è un luogo intriso di arte e spiritualità, con attrazioni che testimoniano il suo passato glorioso:

  • La Piazza della Cattedrale: Cuore pulsante di Ceneda, questa piazza ospita la caratteristica fontana cinquecentesca e la Loggia Cenedese, attribuita al Sansovino. La loggia è oggi sede del Museo della Battaglia, che conserva cimeli e documenti della Prima Guerra Mondiale.

  • La Cattedrale: Dedicata a Santa Assunta e San Tiziano, la cattedrale settecentesca si distingue per il suo campanile romanico e per la sua imponenza architettonica.

  • Il Castello di San Martino: Questo castello medievale, situato su un colle in posizione panoramica, combina elementi medievali e rinascimentali. Oggi è la residenza del Vescovo.

Serravalle: Eleganza Medievale

Serravalle, con le sue case antiche e i suoi vicoli suggestivi, è un luogo che affascina i visitatori:

  • Il Duomo: Questo edificio ospita una pala di Tiziano raffigurante la Madonna con San Andrea e San Pietro, un capolavoro che attira appassionati d’arte da tutto il mondo.

  • Piazza Flaminio: La piazza principale di Serravalle è dominata dalla Loggia Serravallese, un elegante palazzo gotico che ospita il Museo del Cenedese. Tra le opere esposte spicca una Madonna attribuita al Sansovino.

  • Via Martiri della Libertà: Questa strada tipicamente veneta, chiusa tra portici e antiche abitazioni, è ideale per una passeggiata immersa nella storia.

4. Conegliano: La Culla del Prosecco e dell’Arte

Conegliano è una città che combina eleganza storica e modernità. Conosciuta per essere la patria del Prosecco, offre anche un ricco patrimonio artistico e culturale.

Il Duomo di Santa Maria dei Battuti

Costruito nella metà del Trecento, il Duomo di Conegliano è un simbolo della città:

  • La Struttura: Nonostante alcune modifiche moderne, il Duomo conserva elementi originali che ne testimoniano l’importanza storica.

  • La Pala di Cima da Conegliano: All’interno si trova una delle opere più celebri di Cima da Conegliano, che raffigura scene religiose con una maestria straordinaria.

Piazza Cima: Il Cuore della Città

Piazza Cima è il centro vitale di Conegliano, un luogo dove si intrecciano storia e vita moderna:

  • Palazzo del Municipio: Questo edificio settecentesco è un esempio di architettura elegante e raffinata.

  • Teatro dell’Accademia: Costruito nell’Ottocento, il teatro è una testimonianza del fermento culturale della città.

  • Via XX Settembre: Una strada pittoresca, chiusa tra case storiche, che rappresenta l’anima autentica di Conegliano.

Il Castello di Conegliano

Il castello è l’ultimo avanzo delle antiche fortificazioni della città:

  • Il Museo del Castello: Oggi il castello ospita un museo che conserva dipinti di Cima da Conegliano, Pordenone e Palma il Giovane.

  • Le Torri e la Vista Panoramica: Il castello offre una vista mozzafiato sulle colline circostanti, perfetta per gli amanti della fotografia e della natura.

Tesori della Provincia di Venezia: Cosa vedere

1. Portogruaro: Una Venezia in Miniatura sulle Rive del Lémene

Portogruaro, situata sulle due rive del fiume Lémene, è una cittadina dall’aspetto veneziano, con una planimetria singolare e un’atmosfera che richiama la Serenissima. Fondata in epoca romana, è un luogo ricco di storia e fascino.

L’Architettura e il Fiume Lémene

Il Lémene è il cuore pulsante di Portogruaro. Le due strade principali che seguono il corso del fiume offrono scorci pittoreschi, con vecchie case che si specchiano nelle acque limpide. Particolarmente suggestiva è la vista dal ponte dietro il Duomo, dove si possono ammirare un’isoletta, una chiusa, salici piangenti e antiche abitazioni che ricordano i più bei canali di Venezia.

I Palazzi Storici

Portogruaro è costellata di palazzetti antichi che testimoniano il suo passato:

  • Il Palazzo Municipale: Situato in Piazza della Repubblica, questo edificio gotico è uno dei simboli della città.

  • I Palazzi di Corso Martiri della Libertà: Architetture gotiche e rinascimentali si susseguono lungo questa strada, offrendo uno spaccato dell’eleganza storica di Portogruaro.

Il Duomo e il Campanile Romanico

Il Duomo di Portogruaro, di stile barocco classicheggiante, risale al XVII secolo. Il campanile, invece, è un esempio straordinario di architettura romanica e aggiunge un tocco di maestosità al panorama cittadino.

Il Museo Concordiese

Il Museo Concordiese, uno dei più importanti della zona, conserva reperti archeologici ritrovati negli scavi di Concordia Sagittaria, tra cui lapidi, sculture e mosaici. Una visita al museo è un viaggio nel passato, che rivela le radici romane di questo territorio.

2. Caorle: Tra Mare, Storia e Spiritualità

Caorle, una cittadina di pescatori con una storia millenaria, è oggi una rinomata località balneare. Situata presso la foce del fiume Livenza, Caorle è una combinazione perfetta di tradizione e modernità.

La Cattedrale e il Campanile

La Cattedrale di Caorle è un capolavoro romanico-bizantino risalente all’XI secolo. Tra le sue peculiarità:

  • Il Campanile Cilindrico: Questo elemento unico ricorda i campanili ravennati ed è uno dei simboli più riconoscibili della città.

  • Le Sculture del Portale: I rilievi che decorano il portale della cattedrale sono esempi notevoli di arte sacra.

  • I Resti Romani: Nel giardino della canonica si trovano statue e lapidi di epoca romana, che aggiungono un ulteriore strato di storia a questa cittadina.

La Vita da Mare

Caorle è famosa anche per la sua tradizione marinara. Le colorate case dei pescatori e il lungomare, con le sue sculture in pietra realizzate da artisti internazionali, rendono ogni passeggiata un’esperienza unica.


3) Jesolo Lido: la grande spiaggia del Veneto tra mare, servizi e intrattenimento

Spiaggia di Jesolo Lido con il faro sullo sfondo
Il Faro di Jesolo segna uno dei punti più iconici del litorale, tra mare aperto e foce dei fiumi.

Jesolo Lido è una delle località balneari più conosciute e frequentate d’Italia e rappresenta, nel contesto veneto, il volto più strutturato e internazionale del turismo marittimo. La città si sviluppa lungo una costa ampia e regolare, tra le foci del Piave e del Sile, offrendo un modello di vacanza basato su spiagge attrezzate, servizi diffusi e una forte vocazione all’intrattenimento. Jesolo non punta sull’intimità o sulla dimensione raccolta, ma su un’offerta completa e continua, capace di soddisfare famiglie, giovani e viaggiatori che cercano comodità e varietà di esperienze.

Il suo successo deriva dalla capacità di rinnovarsi nel tempo mantenendo una struttura turistica efficiente, con un’organizzazione degli spazi pensata per accogliere grandi numeri senza rinunciare alla fruibilità del litorale e del centro urbano.

Spiagge e lungomare: il cuore della vita balneare

Le spiagge di Jesolo Lido si estendono per chilometri e sono caratterizzate da sabbia fine e dorata, fondali digradanti e stabilimenti balneari ben organizzati, adatti a tutte le tipologie di visitatori. Le famiglie trovano servizi dedicati e sicurezza, mentre chi cerca un’atmosfera più dinamica può scegliere tratti di spiaggia con attività sportive, musica e animazione. Il lungomare è una vera e propria arteria turistica, animata da bar, ristoranti, gelaterie e locali che rendono Jesolo vivace a tutte le ore del giorno, soprattutto durante la stagione estiva.

La passeggiata al Faro di Jesolo

La passeggiata che conduce al Faro di Jesolo è uno dei momenti più piacevoli e meno frenetici della visita, perché permette di allontanarsi temporaneamente dal cuore più affollato del lido. Questo tratto regala una vista aperta sulla spiaggia, sul mare Adriatico e sulle aree di foce, offrendo un contrasto interessante tra il turismo balneare e un ambiente più naturale e arioso. Il faro rappresenta anche un punto simbolico del litorale, spesso scelto per passeggiate serali e soste panoramiche al tramonto.

Attività, divertimento e alternative al mare

Jesolo Lido non è solo spiaggia: l’offerta di attività è ampia e pensata per rendere la vacanza varia anche a chi non vuole passare l’intera giornata sotto l’ombrellone. Sport acquatici, percorsi ciclabili, parchi tematici e strutture per il tempo libero permettono di alternare momenti di relax a esperienze più dinamiche. Nei dintorni non mancano itinerari naturalistici legati alle foci fluviali e alla laguna, ideali per chi desidera scoprire un lato meno conosciuto della zona.

4. Burano: L’Isola dei Colori e dei Merletti

Burano è un centro peschereccio situato su quattro isolette collegate da ponti, a nord-est di Venezia. Famosa per la lavorazione dei merletti e per le sue case colorate, Burano è un luogo che incanta i visitatori fin dal primo sguardo.

Le Case Colorate e l’Atmosfera Unica

Passeggiare per le strade di Burano è un’esperienza unica. Le case, dipinte in colori vivaci, riflettono nelle acque dei canali creando un paesaggio da cartolina. Questa tradizione nasce dalla necessità dei pescatori di riconoscere le proprie abitazioni anche con la nebbia fitta.

La Scuola del Merletto e il Museo

La lavorazione dei merletti è una delle tradizioni più antiche di Burano. La Scuola del Merletto, situata nel Palazzetto del Podestà in Piazza Galluppi, ospita un piccolo museo dedicato a quest’arte. Qui è possibile ammirare opere d’epoca accanto a creazioni moderne, scoprendo la maestria delle donne che intessono questi capolavori.

La Parrocchiale di San Martino

La chiesa parrocchiale di San Martino, risalente al XVI secolo, si distingue per il suo curioso campanile pendente. All’interno della sacrestia si trova una preziosa “Crocefissione” di Gian Battista Tiepolo, che arricchisce ulteriormente il valore artistico di Burano.

5. Torcello: Il Cuore Storico della Laguna

Torcello è una piccola isola di pescatori che conserva un fascino storico unico. Un tempo centro importante durante l’Alto Medioevo, oggi è una località tranquilla e suggestiva, famosa per i suoi monumenti.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, fondata nel 639, è un capolavoro dell’architettura bizantina.

  • I Mosaici: All’interno risplendono mosaici straordinari, tra cui il celebre “Giudizio Universale”, che copre l’intera facciata interna, e la “Madonna col Bambino e gli Apostoli” nell’abside.

  • La Cattedra Episcopale: Un esempio di raffinata lavorazione marmorea, si trova accanto all’iconostasi, un elemento unico che separa il presbiterio dalle navate.

La Chiesa di Santa Fosca

Di stile bizantino, questa chiesetta risale all’XI secolo ed è caratterizzata da una pianta ottagonale. L’interno è armonioso e impreziosito da colonne in marmo greco dai capitelli finemente scolpiti.

Il Museo Provinciale di Torcello

Ospitato nei Palazzi dell’Archivio e del Consiglio, il museo raccoglie reperti paleoveneti, greco-romani e bizantini. Tra le opere esposte spiccano manufatti medievali e rinascimentali, che raccontano la storia della laguna e delle sue genti.

6. Murano: La Capitale del Vetro

Murano, costruita su cinque isole separate da ampi canali, è celebre in tutto il mondo per la sua tradizione vetraria. Oltre a questa eccellenza artigianale, l’isola offre anche importanti monumenti storici.

Le Vetrerie di Murano

Una visita a Murano non può prescindere dalle sue vetrerie, dove abili artigiani danno vita a capolavori di vetro soffiato. Osservare le varie fasi della lavorazione è un’esperienza affascinante e unica.

Il Museo dell’Arte Vetraria

Situato nel Palazzo Giustinian, il museo è un omaggio alla storia e all’evoluzione dell’arte vetraria. Tra i pezzi più pregiati spiccano:

  • La Coppa Amatoria dei Barovier: Un capolavoro del XV secolo.

  • I Vetri Smaltati e i Lattimi: Esempi di straordinaria maestria artigianale.

La Basilica dei Santi Maria e Donato

Questa antica cattedrale, costruita in stile bizantino-veneto, è uno dei principali monumenti di Murano.

  • L’Abside Scenografica: Una struttura a due ordini di arcate che lascia senza fiato.

  • Il Pavimento a Mosaico: Un vero tappeto di marmo che arricchisce l’interno a tre navate.

Le Altre Chiese di Murano

  • San Pietro Martire: Una chiesa rinascimentale che conserva opere di Giovanni Bellini, Tintoretto e Paolo Veronese.

  • Santa Maria degli Angeli: Con il suo soffitto a cassettoni dipinti e due pregevoli quadri di Palma il Giovane e del Pordenone.

Il Palazzo Da Mula

Questo edificio gotico-veneziano è un esempio emblematico dell’architettura locale e contribuisce al fascino storico dell’isola.


7) Chioggia: la “piccola Venezia” dei pescatori tra canali, mercato e vita di laguna

Canali e centro storico di Chioggia con case colorate e barche
Chioggia conserva un’anima marinara autentica, fatta di canali, barche da pesca e vita quotidiana di laguna.

Chioggia è spesso definita la “piccola Venezia”, ma questa etichetta, se da un lato aiuta a inquadrarla, dall’altro rischia di sminuirne la forte identità propria. Qui la laguna non è scenografia, ma lavoro quotidiano, tradizione e carattere urbano. Canali, ponti, calli e il lungo corso centrale disegnano una città viva, popolare e autentica, dove la presenza dei pescatori e del mercato ittico scandisce ancora i ritmi della giornata. Visitare Chioggia significa entrare in una Venezia meno patinata, più diretta e concreta, capace di raccontare la laguna senza filtri.

Corso del Popolo e Piazza Vigo: il cuore sociale della città

Il Corso del Popolo è l’asse principale di Chioggia e rappresenta il vero centro della vita cittadina, estendendosi dal Duomo fino a Piazza Vigo in un susseguirsi continuo di negozi, caffè, locali e scorci urbani animati. È il luogo ideale per passeggiare senza meta precisa, osservando il via vai di residenti, pescatori e visitatori, sedendosi ai tavolini all’aperto o semplicemente lasciandosi guidare dall’atmosfera. Piazza Vigo, all’estremità meridionale del corso, si apre improvvisamente sulla laguna e regala uno degli scorci più suggestivi della città, particolarmente apprezzato nelle ore del tramonto, quando luce e acqua si fondono in un colpo d’occhio molto scenografico.

I canali di Chioggia: identità lagunare e scorci autentici

Chioggia è attraversata da tre canali principali, ognuno con un carattere distinto. Il Canale della Vena è il più pittoresco e fotografato, con barche colorate, ponti frequenti e case che si riflettono direttamente sull’acqua, richiamando in modo evidente l’immaginario veneziano. Il Canale San Domenico, più ampio e solenne, è affiancato da edifici storici e offre una percezione più monumentale della città, mentre il Canale Lombardo, meno frequentato dai flussi turistici, restituisce un volto più tranquillo e quotidiano di Chioggia, ideale per chi cerca angoli meno affollati e più autentici.

Edifici storici, chiese e il mercato del pesce

La lunga storia di Chioggia è leggibile anche nel suo patrimonio architettonico e religioso. Il Duomo, progettato da Baldassarre Longhena, domina il centro con le sue forme barocche sobrie ed eleganti e custodisce interni riccamente decorati. La Chiesa di San Martino, con la sua struttura gotica e la cupola particolare, contribuisce al profilo urbano insieme al massiccio campanile del Duomo. La Chiesa di San Domenico conserva opere di grande valore, tra cui un dipinto di Vittore Carpaccio e un Crocifisso di notevole pregio, mentre altre chiese barocche come San Giacomo, la SS. Trinità e Sant’Andrea completano il quadro di una città profondamente legata alla spiritualità lagunare.

Tra gli edifici civili spicca il Palazzo dei Granai, strettamente legato al mercato del pesce, una delle esperienze più autentiche che Chioggia possa offrire. Qui si percepisce il legame diretto tra la città e il mare, in un contesto genuino che difficilmente appare costruito per i turisti.

Il Refugium Peccatorum: un angolo romantico e raccolto

Tra i luoghi più suggestivi di Chioggia merita una menzione il Refugium Peccatorum, una balaustra settecentesca affacciata su un canale e su una piccola area alberata. Pur avendo subito alcune modifiche nel tempo a causa di interventi urbanistici moderni, il sito conserva un fascino particolare ed è uno degli angoli più fotografati e riconoscibili della città, soprattutto per chi apprezza scorci urbani intimi e carichi di memoria storica.

Sottomarina: il volto balneare di Chioggia

A breve distanza dal centro storico si estende Sottomarina, la naturale estensione balneare di Chioggia, caratterizzata da una lunga e ampia spiaggia di sabbia dorata affacciata sull’Adriatico. Questa zona rappresenta il complemento perfetto alla visita culturale della città, offrendo relax, sport acquatici e una vita serale più vivace, soprattutto nei mesi estivi.

Le spiagge di Sottomarina sono tra le più ampie della costa adriatica e sono note per la qualità della sabbia, ricca di minerali e tradizionalmente considerata benefica. Gli stabilimenti balneari sono ben attrezzati e adatti sia alle famiglie sia a chi cerca servizi completi, rendendo Sottomarina una destinazione ideale per abbinare mare e scoperta della laguna.



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1) Sant’Anna d’Alfaedo: il fascino dei villaggi di pietra e della montagna storica



Sant’Anna d’Alfaedo è una piccola e suggestiva borgata inserita in un’area nota come quella dei “villaggi di pietra”, un appellativo che nasce dall’uso esteso della pietra locale nelle architetture sviluppatesi dal Trecento fino all’età contemporanea. Case, muri, corti e strutture rurali raccontano una lunga continuità insediativa e una notevole abilità costruttiva delle comunità montane, capaci di adattare materiali e tecniche alle condizioni ambientali. Il risultato è un paesaggio compatto e coerente, dove l’architettura dialoga in modo naturale con il contesto montano circostante.

La borgata si colloca inoltre in una zona di grande interesse archeologico, caratterizzata dalla presenza di numerosi castellieri preistorici, insediamenti fortificati risalenti all’età del Bronzo che testimoniano l’importanza strategica di questi rilievi già in epoche molto antiche. Questo rende Sant’Anna d’Alfaedo una meta particolarmente interessante per chi è attratto non solo dall’estetica dei borghi storici, ma anche dalla lettura profonda del territorio.

Il Museo Archeologico: un viaggio nella civiltà dei castellieri

All’interno dell’edificio municipale, al pianterreno, si trova un piccolo ma curato Museo Archeologico che rappresenta una tappa fondamentale per comprendere la storia dell’area. Il museo raccoglie reperti legati soprattutto alla civiltà dei castellieri, con una collezione che include manufatti litici, strumenti in corno di cervo e selce, vasi in ceramica e oggetti in bronzo, offrendo un quadro chiaro delle attività quotidiane e delle competenze tecnologiche delle popolazioni preistoriche locali.

Particolarmente significativa è la presenza di monete di epoca romana, che attestano la continuità degli insediamenti umani sui rilievi della zona dalla preistoria fino all’età classica. Tra i reperti più interessanti spiccano due alari gallici in pietra raffiguranti teste di ariete, molto simili a quelli rinvenuti nei contesti paleoveneti della civiltà atesina, un dettaglio che rafforza i legami culturali tra le popolazioni alpine e quelle della pianura veneta.

La chiesetta di San Giovanni e il Monte Loffa

Per chi ama camminare e abbinare la visita culturale a una breve escursione, dal centro di Sant’Anna d’Alfaedo parte una salita che conduce al Monte Loffa, dove sorge la chiesetta romanica di San Giovanni. Si tratta di una delle più antiche chiese della montagna veronese, edificata sull’arce di un vasto castelliere preistorico, a conferma della sacralità e della centralità del luogo nel corso dei secoli.

Dalla posizione panoramica della chiesetta lo sguardo spazia sull’intero territorio circostante, offrendo una vista ampia e suggestiva che rende immediatamente percepibile il valore strategico e simbolico di questo sito. La combinazione tra paesaggio naturale, testimonianze archeologiche e architettura religiosa rende l’escursione al Monte Loffa uno dei momenti più intensi e significativi della visita.


2. Tregnago: Storia e Arte nella Val d’Illasi

Tregnago, situato nella pittoresca Val d’Illasi, è un piccolo borgo che conserva intatte le tracce del suo passato medievale. Già importante durante il Medioevo, il paese offre una combinazione di storia, architettura e arte che lo rendono una meta affascinante per gli appassionati di cultura.

Il Castello di Tregnago

Sulla collina che domina il paese si trova il Castello di Tregnago, risalente all’XI o XII secolo. Sebbene in parte in rovina, conserva ancora il maschio semiesagonale e una doppia cinta orientale con torri quadrate, che testimoniano la sua originaria imponenza. Tra i resti spicca un leone di San Marco, scolpito nel Quattrocento, che simboleggia il legame storico del borgo con la Serenissima Repubblica di Venezia.

Il Palazzo Municipale e la Chiesetta della Disciplina

Nel centro del paese, il Palazzo Municipale è un elegante edificio del XVIII secolo che riflette lo stile architettonico dell’epoca. Accanto alla Parrocchiale si trova la Chiesetta della Disciplina, una costruzione romanica che custodisce due pregevoli sepolcri trecenteschi. Al suo interno si può ammirare una “Madonna delle Grazie”, un capolavoro del Giolfino risalente al XVI secolo.

La Chiesa di S. Egidio

Un altro luogo di grande interesse è la Chiesa di S. Egidio, che ospita opere d’arte di artisti rinomati come Bernardino India e Brusasorci. Questi dipinti del XVI secolo aggiungono ulteriore prestigio al patrimonio artistico di Tregnago.

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Cosa vedere nella provincia di Vicenza

1. Recoaro: La Conca di Smeraldo

Recoaro, situata nella Conca di Smeraldo” in Val d’Agno, è una rinomata stazione idrotermale e un centro di sport invernali.

Le Terme di Recoaro

La cittadina deve la sua fama alle acque termali, note per le loro proprietà curative. Le terme di Recoaro, circondate da un paesaggio di straordinaria bellezza, attirano visitatori che desiderano rilassarsi e beneficiare delle terapie offerte da queste acque ricche di minerali. Il complesso termale è un luogo dove benessere e natura si fondono armoniosamente.

Recoaro Mille: Paradiso degli Sport Invernali

Durante l’inverno, Recoaro si trasforma in un centro di sport invernali grazie agli impianti di risalita di Recoaro Mille. Le piste, adatte a sciatori di ogni livello, offrono una vista spettacolare sulle montagne circostanti, rendendo questa località una meta ideale per gli amanti della neve e della montagna.

2. Thiene: Storia e Architettura

Thiene è una cittadina vivace, nota per la sua intensa attività industriale e commerciale, ma anche per i suoi importanti monumenti storici e architettonici.

Villa-Castello Colleoni-Thiene

La Villa-Castello Porto Colleoni è il simbolo della città. Questa imponente costruzione, risalente alla seconda metà del XV secolo, è un capolavoro architettonico che combina elementi gotici e rinascimentali. Il castello è formato da due corpi laterali a torrione, terminanti in merli ghibellini, e da un corpo centrale con un porticato di cinque archi a tutto sesto. Sopra il porticato, spicca una raffinata pentafora gotica, fiancheggiata da monofore. L’interno è decorato con dipinti di G.B. Zelotti e G.A. Fasolo, due esponenti della scuola del Veronese. Adiacente al castello si trova una chiesetta veneziana del Quattrocento, un gioiello di architettura sacra.

Il Duomo di Thiene

Il Duomo di Thiene, edificato nel XVII secolo e ristrutturato nel XIX, conserva importanti opere d’arte della scuola veneziana. Tra gli artisti rappresentati spiccano G. Carpioni e Sebastiano Ricci. La chiesa è un luogo di culto e di bellezza che riflette l’eredità artistica della città.


3. Asiago: Il Cuore dell’Altopiano

Asiago, situata al centro dell’omonimo altopiano, è una rinomata località turistica, famosa sia per gli sport invernali che per la sua storia.

L’Altopiano di Asiago

L’Altopiano di Asiago è un vasto territorio caratterizzato da verdi prati estivi e candide distese innevate in inverno. La cittadina è il fulcro di una rete di zone sciistiche, dotate di impianti di risalita moderni. Le piste, adatte sia ai principianti che agli esperti, offrono esperienze indimenticabili in un contesto naturale di rara bellezza.

Storia e Memoria

Asiago ha un ruolo significativo nella storia italiana. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’altopiano fu teatro di aspri combattimenti che coinvolsero le truppe italiane. Ancora oggi, il territorio custodisce memorie di quel periodo, con monumenti e itinerari storici che permettono ai visitatori di rivivere gli eventi di un tempo.


4) Bassano del Grappa: storia, arte e identità veneta sulle rive del Brenta

Bassano del Grappa è una delle città storiche più eleganti e riconoscibili del Veneto, situata in una posizione geografica strategica lungo il fiume Brenta, nel punto in cui il corso d’acqua lascia le montagne per aprirsi verso la pianura. Ai piedi del Monte Grappa e in prossimità dell’Altopiano di Asiago, Bassano ha sviluppato nel tempo una forte identità urbana e culturale, diventando un crocevia commerciale, artistico e militare. Il centro storico conserva un impianto armonioso fatto di vie pittoresche, piazze ben proporzionate e monumenti che raccontano secoli di storia con grande coerenza estetica.

Il Ponte degli Alpini: simbolo della città e memoria storica

Il monumento più celebre di Bassano del Grappa è senza dubbio il Ponte degli Alpini, noto anche come Ponte Vecchio, una struttura coperta interamente in legno che attraversa il Brenta collegando le due sponde del centro storico. Progettato nella sua forma più famosa da Andrea Palladio nel XVI secolo, il ponte è stato più volte distrutto e ricostruito, l’ultima volta dopo i gravi danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale, quando venne fedelmente ripristinato nel rispetto del disegno storico.

Attraversare il ponte è un’esperienza che va oltre il valore architettonico: da qui si apre una delle vedute più iconiche della città, con il fiume che scorre ampio, i tetti rossi di Bassano e lo sfondo montano che rafforza il legame tra ambiente naturale e struttura urbana. Il ponte è anche un simbolo profondamente legato alla storia degli Alpini e alla memoria collettiva nazionale.

Le piazze storiche: il cuore civile e monumentale di Bassano

La vita cittadina di Bassano del Grappa ruota attorno a un sistema di piazze storiche che riflettono le diverse anime della città. Piazza Monte Vecchio ospita l’antico Palazzo del Vecchio Monte di Pietà ed è affiancata dalla Casa Micheli-Bonato, celebre per le decorazioni ad affresco con scene agresti realizzate da Jacopo Da Ponte, uno dei maggiori esponenti della pittura bassanese.

Piazza della Libertà rappresenta invece il volto più istituzionale della città, con edifici di impianto tipicamente veneto e il Palazzo Comunale risalente al XV secolo. Piazza Garibaldi si distingue per un carattere più medievale, grazie alla presenza della Torre di Ezzelino del XIII secolo e della Chiesa di San Francesco, uno dei principali esempi di architettura gotica cittadina, al cui interno si conservano affreschi quattrocenteschi di grande valore.

Il Museo Civico e la Pinacoteca: un patrimonio artistico di primo piano

Il Museo Civico di Bassano del Grappa è una tappa fondamentale per comprendere la rilevanza culturale della città e il suo ruolo nella storia artistica del Veneto. Le collezioni spaziano dall’arte alla storia locale, con un nucleo di assoluto rilievo rappresentato dalla raccolta di 8.522 stampe appartenenti al fondo Giuseppe Remondini, che documenta in modo approfondito la produzione grafica tra XVII e XVIII secolo, periodo di grande vitalità editoriale per Bassano.

Un’altra sezione significativa del museo è dedicata alla ceramica, testimonianza di una tradizione artigianale che ha reso Bassano celebre a partire dal Settecento. La Pinacoteca ospita opere di artisti di primo piano come Marco Ricci, i Vivarini, Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi e Antonio Canova, ma il cuore dell’identità pittorica locale resta legato alla famiglia Da Ponte, conosciuta come “i Bassano”, che ha lasciato un’impronta profonda e duratura nella storia dell’arte italiana.


5. Marostica: La Città della Partita a Scacchi Vivente

A pochi chilometri da Bassano si trova Marostica, una cittadina monumentale situata ai piedi delle colline. Marostica è famosa in tutto il mondo per la sua Partita a Scacchi Vivente, una tradizione che si tiene nella maestosa Piazza Castello ogni due anni.

Piazza Castello e il Castello Inferiore

Piazza Castello è il cuore di Marostica, dominata dal Castello Inferiore, noto anche come Castello da Basso. La piazza, circondata da eleganti case di stile veneto, conserva intatto il fascino di secoli di storia. Durante la Partita a Scacchi Vivente, la piazza si trasforma in una gigantesca scacchiera, dove personaggi in costume animano una partita simbolica che rievoca una leggenda medievale.

La Chiesa di Sant’Antonio

Un altro punto d’interesse è la Chiesa di Sant’Antonio, il cui campanile è una torre-fortezza di epoca pre-scaligera. All’interno della chiesa si trova una pala di Jacopo Bassano, un capolavoro che aggiunge un tocco artistico a questo luogo di culto.

Il Castello Superiore e il Panorama

Salendo lungo una strada panoramica che si snoda tra gli ulivi, si raggiunge il Castello Superiore. Questo antico maniero, ora adibito a ristorante, offre dalle sue terrazze una vista spettacolare sul Monte Grappa, i monti di Asolo, il Montello e il corso del Brenta. In lontananza, si possono scorgere le macchie bianche di Padova e Vicenza, un panorama che lascia senza fiato.

Itinerario consigliato in Veneto: un percorso “sensato” tra Dolomiti, borghi, laguna e Delta

Questo itinerario è pensato per vedere davvero il Veneto senza spezzarlo in mille micro-tappe: parte dalle Dolomiti (Belluno), scende nei borghi murati e nei Colli Euganei (Padova), cambia scenario nel Delta del Po (Rovigo), risale tra colline e città eleganti (Treviso), entra nella laguna e nel litorale (Venezia) e chiude tra entroterra e altopiani (Verona e Vicenza). Se hai meno giorni, usa le “varianti” in fondo a ogni giornata per accorciare senza rovinare la logica del percorso.

Giorno 1 (Belluno – borghi e prime Dolomiti): Feltre per il centro rinascimentale e i musei, poi trasferimento verso Agordo come base “di valle” per escursioni brevi e panorami; variante: se vuoi subito alta quota, spostati verso lo Zoldano (Pècol) per l’area del Civetta.

Giorno 2 (Cortina e passi): Cortina tra Corso Italia e punti panoramici in quota, quindi Passo Falzarego e salita al Lagazuoi per un mix perfetto di panorami e memoria della Grande Guerra; variante: aggiungi una passeggiata alle Cinque Torri se vuoi un ambiente “da cartolina” super fotogenico.

Giorno 3 (Cadore – lago e storia): Auronzo per il lago e i percorsi facili lungo le rive, poi Pieve di Cadore per la parte culturale legata a Tiziano e al palazzo della Magnifica Comunità; variante: inserisci un’ora “solo fotografia” in un punto panoramico, perché qui la luce cambia tutto.

Giorno 4 (Padova provincia – borghi murati e terme): Cittadella per le mura e il camminamento, quindi Abano Terme per una pausa di benessere e, se ti va, una visita al Monastero di Praglia; variante: se preferisci un borgo poetico, sposta la serata ad Arquà Petrarca.

Giorno 5 (Colli Euganei – cultura + natura): Mattina a Este con il Museo Nazionale Atestino e il castello, pomeriggio nel Parco dei Colli Euganei tra sentieri brevi e una sosta enogastronomica; variante: Montagnana al tramonto per vedere le mura quando l’atmosfera è più “medievale”.

Giorno 6 (Rovigo provincia – Delta del Po): Base tra Taglio di Po e Porto Tolle, esperienza forte in barca o in bici sugli argini, chiusura verso un punto simbolico di foce (area del Faro di Punta Maestra se la logistica lo consente); variante: se vuoi un taglio più urbano-archeologico, inserisci Adria e il museo.

Giorno 7 (Treviso provincia – colline e città): Castelfranco Veneto per il cuore medievale e il Duomo, poi Asolo per l’atmosfera “lenta” e culturale; variante: se vuoi arte + paesaggio collinare, scegli Conegliano e la zona del castello panoramico.

Giorno 8 (Venezia provincia – litorale e laguna): Caorle per mare e centro storico, Jesolo per spiaggia e passeggiata al faro (se ami l’energia delle località balneari), chiusura a Chioggia per canali e mercato; variante: al posto del litorale, dedica la giornata alle isole Burano + Torcello (e Murano se ti interessa il vetro).

Giorno 9 (entroterra – Verona e Vicenza): Bassano del Grappa per Ponte degli Alpini e Museo Civico, poi Marostica per piazza e vista dal castello superiore; variante: se vuoi natura e memoria storica, scegli Asiago come focus di giornata al posto di Marostica.

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