Feste tradizionali della toscana

FESTE TRADIZIONALI DELLA TOSCANA - IL PALIO DI SIENA
Le origini di questa tradizionale festa senese che si tiene ogni anno il 2 luglio ed il 16 agosto risalgono a molti secoli fa e non sono note con esattezza. Il primo documento che parla del « Palio » è un antico manoscritto di un anonimo, risalente al settembre del 1200. Il documento è un regolamento del corteo e ci descrive la festa durante la quale le Contrade ed i Maggiorenti di Siena offrivano al Vescovo ed al Comune due ceri, in atto di sudditanza. Accanto a questo rito di offerta si svolgevano tornei cavaliereschi e corse di cavalli. Col passar degli anni e con la caduta del governo comunale, tale atto di sudditanza, con l'offerta dei ceri, cadde in disuso e acquistò un valore sempre crescente la cerimonia complementare del « torneo ». La data di inizio del Palio del 2 luglio ci è completamente ignota, mentre quella relativa all'inizio del Palio del 16 agosto è ben precisa. Un atto del Comune di Siena, in data 16 giugno 1310, a firma del Generale Consellio de la Campana, autenticato dal notaio ser Fone da Sancto Geminiano, ordina infatti la istituzione di una grande festa in onore della Vergine Assunta, dotata di un premio di 50 libbre di denari. Dal 1310 ad oggi sono passati molti anni e la festa del « Palio » si è via via modificata ad opera di nuovi regolamenti, che giunsero a darle nel 1632 l'aspetto e lo svolgimento che ha contrada della lupaattualmente.
Delle Contrade senesi solo dieci sono ammesse a partecipare al Palio : di esse sette corrono « d'obbligo » e cioè a turno, le altre tre vengono sorteggiate. I cavalli che partecipano al torneo non sono di proprietà delle singole Contrade, ma di appassionati che li allevano quasi unicamente per la gloria di vederli vincitori nella bella piazza di Siena. Essi vengono presentati a un veterinario del Comune : quelli ritenuti adatti per la gara vengono fatti correre in « batterie » di 4 o 5 per volta sulla piazza del Palio. I capitani delle Contrade, che assistono, ne scelgono dieci che, poi, vengono assegnati mediante sorteggio. Una volta scelto il cavallo, questo è insostituibile; viene perciò preso in consegna dallo stalliere della Contrada (detto Barberesco) che lo tratta con tutte le cure. Se disgraziatamente la bestia muore, la Contrada deve ritirarsi dalla competizione e prendere il lutto. Durante il corteo storico che precede il Palio, la Contrada sfila allora con le bandiere abbrunate, mentre i paggi portano gli zoccoli del cavallo morto in un vassoio d'argento. Finalmente, dopo tre giorni di prove che accendono sempre più il cuore dei senesi, ecco giungere il momento della grande competizione.
Verso le tre pomeridiane ha inizio la grande sfilata, aperta da mazzieri, trombettieri, vessilliferi indossanti gli sfarzosi costumi quattrocenteschi. Dietro.a loro si snoda il grande corteo a cui partecipano i vari personaggi di ogni Contrada : paggi, tamburini, alfieri; questi ultimi reggono il vessillo della Contrada, lo fanno garrire al vento, se lo avvolgono intorno alla persona, lo lanciano in, aria e lo riprendono al volo, con un'abilità che ha del prodigioso. Il lungo corteo compie un giro completo intorno alla piazza, mentre squillano le trombe, rullano i tamburi e « Sunto », il campanone della Torre del Mangia, leva un allegro scampanio. Terminata la sfilata, escono dal cortile del palazzo del podestà i cavalli, montati da agilissimi fantini che indossano abiti vivaci, coi colori caratteristici e tradizionali della loro Contrada.
I dieci cavalli si allineano. dietro la fune della partenza, chiamata canapo. Quando il canapo viene abbassato, i cavalli partono velocissimi e percorrono tre volte il giro della pista, lunga 320 metri. Vincitore è il cavallo che per primo giunge sotto il palco della giuria. Alla Contrada vittoriosa viene assegnato il Palio, recante l'immagine della Madonna di Provenzano, decorato con gli stemmi delle Contrade; il Palio sarà conservato nella sede sociale della Contrada come un preziosissimo cimelio.
In settembre, tutti i cittadini della Contrada vincitrice si riuniscono, in due domeniche successive, per un gran cenone e la festa si protrae per gran parte della notte. Al cavallo che ha contribuito alla vittoria della Contrada viene assegnata una lauta razione di biada e di zucchero e gli vengono dipinti in oro gli zoccoli.

FESTE TRADIZIONALI DELLA TOSCANA - GIOSTRA DEL SARACINO DI AREZZO
È un antichissimo gioco che risale al XII secolo; si tiene una volta all'anno, la prima domenica di settembre, festa patronale della città. Al suono delle campane a martello i rappresentanti dei quattro rioni della città, accompagnati dagli araldi del Comune e dai Priori, si recano nel Duomo, per ricevere la benedizione del Vescovo. Da qui lo sfarzoso corteo, attraverso le vie principali di Arezzo, si reca nella Piazza Grande, dove si svolgerà la competizione. Il Saracino è un fantoccio, girevole attorno ad un perno al quale è fissato; ha le braccia aperte; sul braccio destro ha lo scudo, dal sinistro pendono delle palle di piombo. Dopo aver letto il bando della sfida ed aver lanciato il tradizionale grido: « Arezzo e San Donato », i cavalieri partono al galoppo. Sono due per ogni contrada: devono tentare di colpire il fantoccio nello scudo e, poiché esso girerà vorticosamente su se stesso, dovranno anche evitare i colpi vibrati dalle sfere di piombo appese al braccio destro. Chi si conporta slealmente o colpisce il Saracino in un punto che non sia quello indicato, viene multato e perde dei punti. Vince il quartiere che avrà totalizzato il massimo numero di punti. Al quartiere vincitore viene assegnata la « lancia d'oro » e i suoi componenti, in corteo, si recano nella loro contrada, dove veglieranno in allegria fino a notte inoltrata.
GIOCO DEL PONTE A PISA Si svolge ogni anno nella prima domenica di giugno. Anticamente era chiamato «Gioco del Mazzascudo », poi, verso il 1400, il suo nome venne cambiato in « Gioco del Ponte », poiché Lorenzo il Magnifico trasportò il luogo del torneo sul Ponte di Mezzo. Al gioco partecipano due squadre: la «Tramontana» e il « Mezzogiorno ». Anticamente le due squadre si servivano di lunghi bastoni, coi quali tentavano di respingere oltre il ponte la squadra avversaria. Oggi però il gioco si presenta in una forma meno rude e violenta. Tra le due squadre viene infatti interposto un carrello metallico, scorrente su rotaie e i due gruppi antagonisti cercano di spingerlo con tutte le loro forze contro il fronte avversario, per costringerlo a retrocedere. I concorrenti sono 24 per parte e risulta vincitore la squadra che riesce a invadere la metà del ponte tenuta dagli avversari.

 

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aggiornato il 19-07-2011
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