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DATI
FISICI DELLA SARDEGNA |
LA
CONFORMAZIONE FISICA della Sardegna offre
una grande varietà di aspetti; per
questo si può dire che l'isola sia
un piccolo continente. Essa, infatti, è un
frammento della Tirrenide, un continente
sprofondato in un'era lontanissima.
La Sardegna è la regione d'Italia
più interessante sotto l'aspetto geologico.
Essa fu il primo lembo della nostra patria
ad essere scaldato dal sole. Durante i molti
milioni di anni delle passate epoche geologiche,
la Sardegna subì continui mutamenti
e trasformazioni, di cui tutt'oggi porta
i segni nelle sue corrose montagne, nelle
sue aspre valli, nelle sue pianure un tempo
invase dal mare.
La Sardegna è una terra fatta anzitutto
di rocce, in massima parte graniti, rocce
fra le più antiche che uscirono dal
seno della Terra sotto forma di masse infuocate
e liquide.
LE MONTAGNE
La Sardegna ha poche montagne. La più alta,
il Gennargentu, di 1834 metri. Le altre,
appena sopra i 1000 metri, ed hanno un profilo
quasi orizzontale; sono, montagne senza cime
importanti. La forma più consueta
dei rilievi sardi è quella degli altipiani,
diversi fra loro per altezza, estensione
e costituzione.
LE PIANURE
Nelle pianure sarde (dette « campi »)
si trovano spesso sorgenti termali e manifestazioni
vulcaniche. Le più considerevoli pianure
hanno sbocco al mare; quella di Campidano,
la più grande, si estende da un mare
all'altro superando trasversalmente l'isola,
dal Golfo di Cagliari a quello di Oristano.
Essa è lunga circa 100 chilometri
e larga da 15 a 20.
LE ACQUE
I corsi d'acqua della Sardegna sono tutti
a carattere torrentizio. Questo avviene perché il
terreno è poco permeabile e le acque
corrono rapidamente al mare senza possibilità di
infiltrarsi nel sottosuolo. Inoltre la pioggia è molto
scarsa e cade quasi esclusivamente nel periodo
settembre-dicembre. Ad esempio, il fiume
Tirso ( km 150 ), il maggiore dell'isola,
ha una portata massima di 2000 metri cubi
al secondo e una minima che talora è nulla.
Le piene disastrose, provocate specialmente
dai fiumi maggiori, hanno consigliato la
costruzione di laghi artificiali; essi regolano
il flusso delle acque, rendono possibile
la produzione di energia elettrica e inoltre
costituiscono una preziosa riserva da usarsi
nell'irrigazione dei campi, durante i lunghi
periodi estivi di siccità.
I LAGHI COSTIERI
In prossimità dei Golfi di Cagliari,
di Oristano, di Palmas e dell'Asinara e anche
lungo qualche insenatura minore, si trovano
stagni costieri. Sono di solito contenuti
entro gli alvei interrati di antiche foci.
In questi stagni, nei periodi delle piogge,
entrano acque dolci di torrenti che si mescolano
con quelle salate sempre presenti.
Le acque salate vi giungono dal mare o per
infiltrazione o attraverso canali ; questi
vengono tenuti aperti per permettere alle
acque torrentizie di giungere al mare non
ostacolate dai cordoni sabbiosi (dune) litoranei.
LE COSTE
Le coste della Sardegna hanno uno sviluppo
di circa km 1849, di cui 462 spettano alle
isole minori. Per buona parte sono rocciose
e alte ; infatti esse sono originate da fratture,
sprofondamenti e invasioni marine recenti.
Specialmente sui due lati minori a nord e
a sud si notano delle gole che corrispondono
ad antiche valli ora sommerse. Se mancano
numerosi golfi, le coste presentano però molte
piccole insenature ; se percorressimo metro
per metro il litorale, ci imbatteremmo in
una grande varietà di piccole spiagge,
ora sabbiose ora rocciose, in minuscole insenature
limitate da rocce a picco simili a fiordi
in miniatura. Sono le cosiddette « cale » o « calette »,
che possono servire da approdo solo a piccole
imbarcazioni. In questi porticcioli l'acqua
del mare è limpidissima; lascia scorgere
meravigliosi fondali, dove i colori azzurro
e verde si mescolano a quelli riflessi dalle
rocce costiere.
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Economia
della sardegna |
La popolazione
si concentra nelle zone più interne,
II fenomeno è in parte spiegabile
storicamente con l'insicurezza dei litorali
dovuta alle incursioni dei Saraceni, con
la grande diffusione della pastorizia all'interno
e con le pianure costiere paludose (bonificate
solo nel XX secolo). L'allevamento ovino
e caprino (da cui deriva una buona produzione
di formaggi) è anche oggi un'attività che
mantiene un'importanza notevole. L'agricoltura,
praticata con criteri moderni nel Campidano,
da ortaggi (carciofi) e uva da vino. L'apporto
della pesca all'economia dell'isola è invece
modesto (i sardi non sono pescatori). I prodotti
del sottosuolo sono il carbone, l'antimonio,
il piombo e lo zinco, L'industria conta imprese
operanti nei settori chimico, petrolchimico,
metallurgico, del cemento, cartario e alimentare.
La produzione artigianale si basa su tappeti
(Barbagia), merletti (Bosa), cestini e lavorazione
del corallo. Notevole è il turismo,
per lo più balneare, diretto verso
suggestive spiagge (Costa Smeralda), spesso
alte, frastagliate e d'aspetto mutevole.
Le coste sarde, che presentano varietà di
aspetti, hanno uno sviluppo di 1849 km, di
cui 462 spettanti alle isole minori. |
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Le provincie e i
capoluoghi
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Cagliari (CA)
Carbonia-Iglesias (CI)
Nuoro (NU)
Olbia-Tempio Pausania (OT)
Oristano (OR)
Sanluri-Villacidro
(Medio Campidano VS)
Sassari (SS)
Tortolì, Lanusei
(Ogliastra OG)
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Altre Città
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Alghero
Quartu Sant'Elena
Selargius
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Superficie
24.090 kmq
Popolazione
1.650.000 Circa
Densità
68 ab. per kmq
Fiumi principali
Flumendosa (127 km)
Mannu-Coghinas (123 km)
Tirso (150 km)
Monti principali
Punta la Marmora
(1834 mt)
Monte Linas (1236 mt)
Monte Limbara (1362 mt) |
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