Ricerca personalizzata
 
 
 

sardegna



Inviaci il tuo report
sulla Sardegna CLICCA QUI

Link Sardegna
sardegnaturismo.it/
regione.sardegna.it/
mondosardegna.net
www.marenostrum.it
www.sardegna.com/
www.sardegna.net/
www.fotodisardegna.it/
www.sardegnacultura.it/
www.lamiasardegna.it

Siti Unesco
Su Nuraxi di Barumini


Ricette regionali
sarde

link sponsorizati

 

uffici ice Sardegna
Ufficio di Cagliari


 

DATI FISICI DELLA SARDEGNA

LA CONFORMAZIONE FISICA della Sardegna offre una grande varietà di aspetti; per questo si può dire che l'isola sia un piccolo continente. Essa, infatti, è un frammento della Tirrenide, un continente sprofondato in un'era lontanissima.
La Sardegna è la regione d'Italia più interessante sotto l'aspetto geologico.
Essa fu il primo lembo della nostra patria ad essere scaldato dal sole. Durante i molti milioni di anni delle passate epoche geologiche, la Sardegna subì continui mutamenti e trasformazioni, di cui tutt'oggi porta i segni nelle sue corrose montagne, nelle sue aspre valli, nelle sue pianure un tempo invase dal mare.
La Sardegna è una terra fatta anzitutto di rocce, in massima parte graniti, rocce fra le più antiche che uscirono dal seno della Terra sotto forma di masse infuocate e liquide.
LE MONTAGNE
La Sardegna ha poche montagne. La più alta, il Gennargentu, di 1834 metri. Le altre, appena sopra i 1000 metri, ed hanno un profilo quasi orizzontale; sono, montagne senza cime importanti. La forma più consueta dei rilievi sardi è quella degli altipiani, diversi fra loro per altezza, estensione e costituzione.
LE PIANURE
Nelle pianure sarde (dette « campi ») si trovano spesso sorgenti termali e manifestazioni vulcaniche. Le più considerevoli pianure hanno sbocco al mare; quella di Campidano, la più grande, si estende da un mare all'altro superando trasversalmente l'isola, dal Golfo di Cagliari a quello di Oristano. Essa è lunga circa 100 chilometri e larga da 15 a 20.
LE ACQUE
I corsi d'acqua della Sardegna sono tutti a carattere torrentizio. Questo avviene perché il terreno è poco permeabile e le acque corrono rapidamente al mare senza possibilità di infiltrarsi nel sottosuolo. Inoltre la pioggia è molto scarsa e cade quasi esclusivamente nel periodo settembre-dicembre. Ad esempio, il fiume Tirso ( km 150 ), il maggiore dell'isola, ha una portata massima di 2000 metri cubi al secondo e una minima che talora è nulla. Le piene disastrose, provocate specialmente dai fiumi maggiori, hanno consigliato la costruzione di laghi artificiali; essi regolano il flusso delle acque, rendono possibile la produzione di energia elettrica e inoltre costituiscono una preziosa riserva da usarsi nell'irrigazione dei campi, durante i lunghi periodi estivi di siccità.
I LAGHI COSTIERI
In prossimità dei Golfi di Cagliari, di Oristano, di Palmas e dell'Asinara e anche lungo qualche insenatura minore, si trovano stagni costieri. Sono di solito contenuti entro gli alvei interrati di antiche foci. In questi stagni, nei periodi delle piogge, entrano acque dolci di torrenti che si mescolano con quelle salate sempre presenti.
Le acque salate vi giungono dal mare o per infiltrazione o attraverso canali ; questi vengono tenuti aperti per permettere alle acque torrentizie di giungere al mare non ostacolate dai cordoni sabbiosi (dune) litoranei.
LE COSTE
Le coste della Sardegna hanno uno sviluppo di circa km 1849, di cui 462 spettano alle isole minori. Per buona parte sono rocciose e alte ; infatti esse sono originate da fratture, sprofondamenti e invasioni marine recenti. Specialmente sui due lati minori a nord e a sud si notano delle gole che corrispondono ad antiche valli ora sommerse. Se mancano numerosi golfi, le coste presentano però molte piccole insenature ; se percorressimo metro per metro il litorale, ci imbatteremmo in una grande varietà di piccole spiagge, ora sabbiose ora rocciose, in minuscole insenature limitate da rocce a picco simili a fiordi in miniatura. Sono le cosiddette « cale » o « calette », che possono servire da approdo solo a piccole imbarcazioni. In questi porticcioli l'acqua del mare è limpidissima; lascia scorgere meravigliosi fondali, dove i colori azzurro e verde si mescolano a quelli riflessi dalle rocce costiere.

Economia della sardegna

La popolazione si concentra nelle zone più interne, II fenomeno è in parte spiegabile storicamente con l'insicurezza dei litorali dovuta alle incursioni dei Saraceni, con la grande diffusione della pastorizia all'interno e con le pianure costiere paludose (bonificate solo nel XX secolo). L'allevamento ovino e caprino (da cui deriva una buona produzione di formaggi) è anche oggi un'attività che mantiene un'importanza notevole. L'agricoltura, praticata con criteri moderni nel Campidano, da ortaggi (carciofi) e uva da vino. L'apporto della pesca all'economia dell'isola è invece modesto (i sardi non sono pescatori). I prodotti del sottosuolo sono il carbone, l'antimonio, il piombo e lo zinco, L'industria conta imprese operanti nei settori chimico, petrolchimico, metallurgico, del cemento, cartario e alimentare. La produzione artigianale si basa su tappeti (Barbagia), merletti (Bosa), cestini e lavorazione del corallo. Notevole è il turismo, per lo più balneare, diretto verso suggestive spiagge (Costa Smeralda), spesso alte, frastagliate e d'aspetto mutevole. Le coste sarde, che presentano varietà di aspetti, hanno uno sviluppo di 1849 km, di cui 462 spettanti alle isole minori.



Home > Italia > Sardegna
 
 
 


aggiornato il 19-07-2011
top