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Bari capoluogo della puglia


DESCRIZIONE STORIA cosa vedere DI bARI

La città di S. Nicola, capoluogo di regione, seconda città dell’Italia meridionale per abitanti e importanza economica, è situata nel tratto centrale della costa adriatica pugliese e dotata di uno dei più importanti porti dell’Adriatico meridionale. Centro di attività agricole (uva da tavola, mandorle) e industriali, soprattutto nei settori petrolchimico e meccanico (veicoli industriali, tubi ecc.), la città presenta un’economia in crescente sviluppo. Circa il 50% della popolazione attiva è occupata nel settore terziario, ma elevata rimane anche la sottoccupazione e la disoccupazione. Attivo il commercio, soprattutto dei prodotti agricoli, favorito dai buoni collegamenti con il resto d’Italia (autostrade Adriatica e Bari-Napoli). Vi si svolge la Fiera del Levante (settembre), maggiore manifestazione fieristica del Mezzogiorno, ed è sede di un centro di ricerca nei settori dell’alta tecnologia (Tecnopolis).
Sotto il profilo urbanistico, è costituita da due nuclei: la Città Vecchia, sul promontorio compreso tra il porto vecchio e il porto nuovo, con struttura urbanistica tipicamente medievale, e la Città Nuova sviluppatasi dall’inizio del secolo XIX. Antico insediamento illirico, notevole porto e centro agricolo dal secolo II a.C. , divenne municipio romano la cui importanza era legata ai traffici con l’oriente; durante l’alto medioevo fu contesa da goti, longobardi, saraceni, gravitando nell’orbita dell’impero bizantino, sede del catapano, e dall’875 come capitale del tema di Longobardia. Fu conquistata da Roberto il Guiscardo nel 1071; al periodo normanno si deve la costruzione di importanti monumenti (basilica di S. Nicola, secolo XI-XII; cattedrale, secolo XII) e un certo sviluppo economico per effetto dei traffici commerciali legati alle crociate. Successive dominazioni furono quelle degli Svevi (secolo XIII; castello di Federico II), degli Angioini, degli Aragonesi (secolo XV); assegnata a Isabella di Aragona, vedova di Gian Galeazzo Sforza (1500) conobbe un periodo di notevole sviluppo, proseguito anche sotto il governo della figlia Bona (1524-57). Inglobata nel vicereame spagnolo, ebbe un periodo di decadenza da cui si risollevò solo nel 1813, per opera di G. Murat, che diede inizio all’espansione edilizia moderna secondo un impianto urbanistico a scacchiera nel quale trovano posto la Pinacoteca Provinciale e il Museo Archeologico Nazionale.
I principali monumenti artistici, risalenti per lo più al Medioevo e al Rinascimento. La chiesa romanica di S. Nicola servì da modello a numerose altre chiese romaniche della Terra di Bari (Ruvo, Trani, Bitonto). La cattedrale di S. Sabino (1170-78) ripete lo schema di S. Nicola nell'alta facciata tripartita e coronata da archetti, nei fianchi ad arcate e nella chiusura rettilinea delle tre absidi, vera facciata posteriore ornata da un finestrone scolpito.
S. Nicola
La chiesa romanica di S. Nicola, prototipo di molte chiese romaniche pugliesi, fu innalzata nel 1087 per accogliere le reliquie del santo che giungevano dall’Asia Minore. L’alta facciata in pietra è tripartita da lesene, aperta da monofore e bifore, e fiancheggiata da due poderose torri campanarie mozze; profonde arcate, su cui corrono gallerie a esafore, decorano i fianchi. L’interno, a impianto basilicale, conserva interessanti opere, specie nella parte del presbiterio. Qui si trovano l’antico ciborio (sec. XII), coevo alla cattedra del vescovo Elia, esempio di scultura romanica pugliese; nell’abside sinistra Madonna con Santi di B. Vivarini (1476) e, nella cripta, la tomba del santo.
Castello
Il castello, eretto nel 1233-40 da Federico II, ha forma trapezoidale con quattro torri angolari (una sola rimasta integra) e cortile interno; nel sec. XVI, a opera degli Spagnoli, venne circondato sui tre lati da baluardi a scarpata con torri angolari a lancia. Attraverso un ponte sul fossato si accede al primo cortile, mentre un portale gotico scolpito immette in un cortile più interno con loggiato (da notare i capitelli di due mezze colonne a forma di aquila e foglie di acanto). Del ‘200 è l’intervento angioino eseguito al piano superiore, aperto da bifore mentre gli affreschi sono del sec. XV. Qui si trova l’ingresso della torre di S. Francesco, così chiamata perché vi dimorò il Santo, afflitto da demoniache tentazioni.

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aggiornato il 19-07-2011
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