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Cucina delle Marche: piatti tipici, ricette, vini e tradizioni gastronomiche

La cucina delle Marche unisce mare Adriatico, colline agricole, borghi medievali e tradizioni contadine. È una gastronomia concreta, ricca ma non eccessiva, dove convivono vincisgrassi, olive all’ascolana, brodetti di pesce, ciauscolo, paste all’uovo, dolci delle feste e vini identitari come Verdicchio, Rosso Conero, Rosso Piceno e Lacrima di Morro d’Alba. In questa guida trovi i piatti tipici marchigiani più importanti, ricette dettagliate, abbinamenti piatti-vino e un mini-itinerario gastronomico per scoprire la regione attraverso il gusto.

Cucina delle Marche • Guida rapida

In breve: cosa rende speciale la gastronomia marchigiana

Una cucina di confine tra mare e campagna, raffinata nelle occasioni importanti e semplice nella quotidianità.

La cucina marchigiana è una delle più equilibrate dell’Italia centrale: non ha un solo volto, ma cambia rapidamente tra costa, colline e Appennino. Sulla costa dominano pesce azzurro, brodetti, stoccafisso e preparazioni marinare; nell’interno prevalgono pasta all’uovo, carni, salumi, formaggi, erbe spontanee e ricette da forno. I vincisgrassi alla maceratese rappresentano il piatto delle feste, mentre le olive all’ascolana sono il simbolo più famoso della tradizione ascolana. Il ciauscolo, morbido e spalmabile, racconta la norcineria dell’entroterra; i maccheroncini di Campofilone mostrano l’importanza della pasta sottile all’uovo. A completare il quadro ci sono dolci rustici come frustingo, calcioni, ciambellone e pizza di Pasqua, oltre a vini molto riconoscibili: Verdicchio per i piatti di mare e di pasta, Rosso Piceno e Rosso Conero per carni e preparazioni più robuste.

Cucina delle Marche • Primi piatti

Pasta al forno, pasta all’uovo e minestre: i primi marchigiani più importanti

Dai vincisgrassi ai passatelli, fino ai maccheroncini di Campofilone: ricette dettagliate, tempi realistici e consigli pratici.

Vincisgrassi alla maceratese: la pasta al forno delle grandi occasioni

I vincisgrassi sono uno dei piatti più rappresentativi delle Marche, soprattutto del Maceratese. Possono ricordare le lasagne, ma non sono una semplice variante: nella ricetta tradizionale il ragù è più ricco, spesso preparato con carni tagliate al coltello, rigaglie o frattaglie di pollo, odori, spezie e una besciamella densa. È un piatto da festa, sostanzioso e stratificato, pensato per pranzi importanti.

Ingredienti per 6 persone

  • Per la sfoglia: 400 g farina 00, 4 uova, un pizzico di sale.
  • Per il ragù: 300 g carne di manzo o vitello a piccoli pezzi, 200 g carne di maiale, 150 g rigaglie di pollo ben pulite, 1 cipolla, 1 carota, 1 costa di sedano, 700 g passata di pomodoro, 1 bicchiere di vino bianco, olio EVO, sale, pepe.
  • Spezie: noce moscata e chiodo di garofano in quantità moderata.
  • Per la besciamella: 700 ml latte, 60 g burro, 60 g farina, sale, noce moscata.
  • Per completare: Parmigiano Reggiano DOP o Grana Padano grattugiato.

Procedimento

  1. Prepara la sfoglia impastando farina, uova e sale. Lavora 8-10 minuti, poi lascia riposare coperta per almeno 30 minuti.
  2. Stendi la sfoglia abbastanza sottile, tagliala in rettangoli e scottala pochi secondi in acqua salata. Raffredda le sfoglie in acqua fredda e asciugale su un telo.
  3. Per il ragù, prepara un soffritto con cipolla, carota e sedano. Aggiungi le carni e rosolale bene: questa fase è decisiva per dare profondità al sugo.
  4. Sfuma con vino bianco, lascia evaporare e aggiungi passata, sale, pepe e spezie. Cuoci a fuoco basso per almeno 1 ora e mezza, meglio 2 ore, finché il ragù diventa denso.
  5. Prepara la besciamella con burro, farina e latte caldo. Deve risultare cremosa ma non troppo liquida.
  6. In una teglia alterna sfoglia, ragù, besciamella e formaggio. Ripeti gli strati e chiudi con besciamella, ragù e formaggio.
  7. Cuoci in forno statico a 180°C per 35-45 minuti. Lascia riposare 15 minuti prima di servire: il taglio sarà più pulito.
Consiglio pratico: il ragù non deve essere acquoso. Se il sugo è troppo lento, i vincisgrassi perdono struttura e diventano pesanti.

Passatelli in brodo: semplicità domestica e sapore intenso

I passatelli sono diffusi in varie zone dell’Italia centrale, ma nelle Marche hanno un posto stabile nella cucina di casa. Nascono da ingredienti poveri e intelligenti: pane grattugiato, uova, formaggio, scorza di limone e noce moscata. La riuscita dipende dall’equilibrio dell’impasto: deve essere compatto, profumato e abbastanza sodo da passare nello schiacciapatate senza rompersi.

Ingredienti per 4 persone

  • 150 g pane grattugiato fine
  • 120 g Parmigiano Reggiano o Grana grattugiato
  • 3 uova medie
  • Scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
  • Noce moscata q.b.
  • Sale e pepe q.b.
  • 1,2 litri di brodo di carne o brodo misto ben saporito

Procedimento

  1. Mescola pane grattugiato, formaggio, scorza di limone, noce moscata, sale e pepe.
  2. Aggiungi le uova e impasta fino a ottenere una massa compatta. Se è troppo morbida, aggiungi poco pane; se è troppo asciutta, unisci mezzo uovo sbattuto o pochissimo brodo.
  3. Avvolgi l’impasto e fallo riposare 20-30 minuti in frigorifero.
  4. Porta il brodo a leggero bollore. Passa l’impasto nello schiacciapatate a fori larghi direttamente sopra la pentola.
  5. Cuoci pochi minuti: i passatelli sono pronti quando salgono in superficie e restano morbidi ma integri.
Errore da evitare: non far bollire il brodo in modo violento. Il movimento eccessivo può rompere i passatelli.

Maccheroncini di Campofilone: sottili, all’uovo e molto eleganti

I maccheroncini di Campofilone sono una pasta all’uovo sottile e preziosa, legata al borgo di Campofilone, in provincia di Fermo. La loro particolarità è la sfoglia molto fine, capace di cuocere rapidamente e assorbire bene il condimento. Tradizionalmente si servono con ragù di carne, ma funzionano anche con sughi delicati, purché non troppo liquidi.

Ingredienti per 4 persone

  • 320 g maccheroncini di Campofilone
  • 300 g carne macinata mista oppure carne tagliata finemente
  • 500 g passata di pomodoro
  • 1 piccola cipolla
  • 1 carota e 1 costa di sedano
  • Mezzo bicchiere di vino bianco
  • Olio EVO, sale, pepe
  • Formaggio grattugiato q.b.

Procedimento

  1. Prepara un soffritto fine con cipolla, sedano e carota. Cuoci lentamente, senza bruciare gli odori.
  2. Aggiungi la carne e rosola bene. Sfuma con vino bianco e lascia evaporare.
  3. Unisci la passata, regola di sale e pepe e cuoci 45-60 minuti, fino a ottenere un ragù saporito ma non troppo asciutto.
  4. Cuoci i maccheroncini in acqua salata per pochissimo tempo, seguendo i tempi indicati dal produttore. Di solito bastano pochi minuti.
  5. Scola con delicatezza e condisci subito con il ragù, senza mescolare in modo aggressivo.
Consiglio: questa pasta è sottile e assorbe molto. Tieni da parte poca acqua di cottura per rendere il condimento più fluido.

Polenta marchigiana: piatto contadino, conviviale e versatile

La polenta è stata a lungo uno dei piatti cardine delle campagne marchigiane. Veniva servita su grandi tavole di legno, spesso condivisa dalla famiglia, con sughi di maiale, salsiccia, costarelle, funghi o legumi. Nelle zone costiere esistono anche accostamenti più insoliti, con condimenti di pesce o brodetti.

Ingredienti per 4 persone

  • 350 g farina di mais
  • 1,5 litri acqua
  • Sale grosso q.b.
  • Per il sugo: 300 g salsiccia o costine di maiale, 500 g pomodoro, cipolla, olio EVO, vino bianco
  • Formaggio grattugiato q.b.

Procedimento

  1. Porta a bollore l’acqua salata e versa la farina di mais a pioggia, mescolando con una frusta per evitare grumi.
  2. Cuoci lentamente, mescolando spesso, finché la polenta diventa densa e cremosa. I tempi cambiano in base alla farina, ma una cottura lunga dà più sapore.
  3. Per il sugo, rosola cipolla e carne, sfuma con vino, aggiungi pomodoro e cuoci almeno 45 minuti.
  4. Servi la polenta calda con il sugo sopra e formaggio grattugiato.
Versione tradizionale: se vuoi un effetto rustico, versa la polenta su un tagliere di legno e condiscila al centro con il sugo.
Cucina delle Marche • Antipasti, secondi e mare

Olive all’ascolana, ciauscolo, brodetto e stoccafisso: i sapori più riconoscibili

Le Marche alternano cucina marinara e cucina dell’entroterra: fritti, salumi morbidi, zuppe di pesce e ricette da lunga cottura.

Olive all’ascolana: la ricetta simbolo del Piceno

Le olive all’ascolana sono il grande antipasto marchigiano conosciuto in tutta Italia. La versione più rappresentativa usa olive verdi grandi, idealmente della varietà Ascolana Tenera, farcite con un ripieno di carni miste, poi impanate e fritte. Il risultato corretto deve essere equilibrato: oliva presente, ripieno morbido, panatura sottile e asciutta.

Ingredienti per circa 60 olive

  • 60 olive verdi grandi in salamoia, denocciolate a spirale o già pronte da farcire
  • 150 g carne di manzo
  • 100 g carne di maiale
  • 80 g pollo o tacchino
  • 1 piccola carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla
  • Mezzo bicchiere di vino bianco
  • 1 uovo
  • 40 g formaggio grattugiato
  • Noce moscata, scorza di limone facoltativa, sale, pepe
  • Farina, uova sbattute e pangrattato per impanare
  • Olio per friggere

Procedimento

  1. Rosola sedano, carota e cipolla con poco olio. Aggiungi le carni a pezzi piccoli e falle colorire bene.
  2. Sfuma con vino bianco, sala leggermente e cuoci finché la carne è tenera e il fondo ristretto.
  3. Lascia raffreddare, poi trita finemente la carne con il suo fondo di cottura.
  4. Unisci uovo, formaggio grattugiato, noce moscata e poca scorza di limone. L’impasto deve essere saporito ma compatto.
  5. Farcisci le olive, ricomponendole intorno al ripieno.
  6. Passa ogni oliva in farina, uovo sbattuto e pangrattato. Per una panatura più resistente, ripeti uovo e pangrattato una seconda volta.
  7. Friggi in olio caldo a 170-175°C finché le olive sono dorate. Scola su carta e servi calde.
Consiglio da frittura: non friggere troppe olive insieme. Se la temperatura dell’olio scende, la panatura assorbe grasso e diventa pesante.

Ciauscolo: il salume morbido e spalmabile delle Marche

Il ciauscolo è un salume marchigiano morbido, profumato e tendenzialmente spalmabile, ottenuto da carne suina macinata finemente e condita. È tipico soprattutto dell’entroterra e si serve spesso su pane caldo o crescia. Non va trattato come un salame duro: la sua caratteristica è proprio la consistenza cremosa.

Come servirlo bene

  • Su pane caldo: il modo più semplice e corretto, perché il calore ammorbidisce ulteriormente il grasso.
  • Con crescia o focaccia rustica: ideale per un antipasto marchigiano.
  • Con formaggi freschi o semi-stagionati: meglio evitare formaggi troppo aggressivi, che coprirebbero il profumo del salume.
  • In cucina: può insaporire sughi rapidi, legumi o ripieni, ma va dosato perché è già molto saporito.

Pasta rapida con ciauscolo

  • 320 g pasta corta o tagliatelle
  • 150 g ciauscolo privato del budello
  • Mezza cipolla piccola
  • Poco vino bianco
  • 2 cucchiai di passata o pomodorini, facoltativi
  • Pecorino o formaggio grattugiato q.b.
  1. Fai appassire la cipolla in poco olio, senza bruciarla.
  2. Aggiungi il ciauscolo sbriciolato e lascialo sciogliere dolcemente.
  3. Sfuma con pochissimo vino bianco. Se vuoi, aggiungi poca passata o pomodorini.
  4. Cuoci la pasta al dente e saltala nel condimento con poca acqua di cottura.
  5. Completa con formaggio grattugiato, senza esagerare con il sale.
Nota pratica: il ciauscolo non deve seccarsi in padella. Va scaldato e sciolto, non tostato come pancetta o guanciale.

Brodetto marchigiano: il mare nel piatto

Il brodetto è la grande zuppa di pesce dell’Adriatico marchigiano. Ogni porto ha la sua versione: Fano, Ancona, Porto Recanati e San Benedetto del Tronto presentano differenze negli ingredienti, nel colore, nell’uso del pomodoro, dello zafferano o dell’aceto. L’idea comune è valorizzare il pescato disponibile, cuocendo ogni pesce con il giusto tempo.

Ingredienti per 4 persone

  • 1,3-1,5 kg pesce misto: seppie, gallinella, scorfano, triglie, razza, coda di rospo, canocchie o altro pescato adatto
  • 400 g pomodoro o passata leggera
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d’aglio
  • Mezzo bicchiere di vino bianco
  • 1 cucchiaio di aceto di vino, facoltativo ma tradizionale in alcune versioni
  • Olio EVO, sale, pepe, prezzemolo
  • Pane tostato per servire

Procedimento

  1. Pulisci il pesce e taglialo in pezzi regolari. Tieni separati i pesci più consistenti da quelli più delicati.
  2. Fai appassire cipolla e aglio in olio EVO. Aggiungi le seppie, rosola e sfuma con vino bianco.
  3. Unisci pomodoro, sale e pepe. Cuoci 10-12 minuti per creare una base saporita.
  4. Aggiungi prima i pesci più tenaci, come gallinella, scorfano e razza. Cuoci senza mescolare troppo.
  5. Dopo 8-10 minuti aggiungi triglie, canocchie e pesci più delicati. Completa la cottura per altri 6-8 minuti.
  6. Profuma con prezzemolo e, se previsto dalla variante scelta, una punta di aceto. Servi con pane tostato.
Regola fondamentale: il brodetto non è un sugo di pesce stracotto. Il pesce va inserito in ordine di consistenza.

Stoccafisso all’anconetana: lunga cottura e sapore profondo

Lo stoccafisso all’anconetana è una delle ricette più identitarie di Ancona. È un piatto di lunga preparazione, con stoccafisso ammollato, patate, pomodoro, olive, vino, olio e aromi. La sua forza sta nella cottura lenta: gli ingredienti devono amalgamarsi senza disfarsi completamente.

Ingredienti per 4 persone

  • 800 g stoccafisso già ammollato
  • 600 g patate
  • 300 g pomodori pelati o passata rustica
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano e 1 carota
  • Olive nere q.b.
  • Mezzo bicchiere di vino bianco
  • Olio EVO abbondante ma non eccessivo
  • Sale, pepe, prezzemolo

Procedimento

  1. Taglia lo stoccafisso in pezzi e controlla che non restino lische evidenti.
  2. Prepara un trito di cipolla, sedano e carota. Fallo appassire in olio EVO.
  3. Aggiungi lo stoccafisso, sfuma con vino e lascia insaporire.
  4. Unisci pomodoro, patate a pezzi, olive, sale e pepe. Aggiungi poca acqua se necessario.
  5. Cuoci lentamente, a pentola coperta, per circa 1 ora e mezza. Muovi la pentola invece di mescolare energicamente, così il pesce non si rompe troppo.
  6. Lascia riposare qualche minuto prima di servire: il fondo diventa più armonico.
Consiglio: il giorno dopo è spesso ancora più buono, perché patate, pesce e fondo di cottura si compattano meglio.
Cucina delle Marche • Territorio

Prodotti tipici marchigiani: cosa assaggiare provincia per provincia

Una regione piccola ma molto varia: ogni area ha ricette, vini e prodotti con identità propria.

Zona Specialità da provare Nota gastronomica
Pesaro e Urbino Crescia sfogliata, casciotta d’Urbino, piatti di tartufo, passatelli Area di confine gastronomico, con influenze romagnole e appenniniche.
Ancona Stoccafisso all’anconetana, brodetto, moscioli del Conero, Verdicchio La cucina marinara incontra colline vitate e borghi storici.
Macerata Vincisgrassi, ciauscolo, calcioni, piatti dell’entroterra È una delle zone chiave per la cucina di terra marchigiana.
Fermo Maccheroncini di Campofilone, olive, vino cotto, dolci rustici Provincia fondamentale per la pasta all’uovo e le tradizioni collinari.
Ascoli Piceno Olive all’ascolana, crema fritta, fritto misto all’ascolana, Rosso Piceno Qui il fritto diventa cucina delle feste, non semplice street food.

Questa distribuzione rende la cucina marchigiana molto interessante per il viaggiatore: in pochi chilometri si passa da un pranzo di pesce sulla costa a una cena con pasta al forno, salumi e vini rossi nell’entroterra. È proprio questa alternanza a rendere le Marche una destinazione gastronomica completa.

Cucina delle Marche • Dolci

Dolci marchigiani: frustingo, calcioni, ciambellone e pizza di Pasqua

La pasticceria marchigiana è rustica, familiare e legata alle feste religiose e contadine.

Frustingo: il dolce antico dell’inverno

Il frustingo è un dolce ricco e compatto, preparato con fichi secchi, frutta secca, miele, mosto cotto o vino cotto, cacao o cioccolato a seconda delle varianti familiari. È tipico del periodo natalizio e rappresenta bene la cucina del recupero: ingredienti conservabili, grande energia e sapore intenso.

Ingredienti indicativi

  • 500 g fichi secchi
  • 150 g noci e mandorle
  • 80 g uvetta
  • 80 g miele
  • 100 ml vino cotto o mosto cotto
  • 50 g cacao amaro o cioccolato fondente tritato
  • Pane raffermo grattugiato o farina q.b. per legare
  • Cannella, scorza d’arancia, poco olio EVO

Procedimento

  1. Ammorbidisci i fichi secchi in acqua tiepida o vino cotto, poi tritali grossolanamente.
  2. Unisci frutta secca, uvetta, miele, cacao, spezie e scorza d’arancia.
  3. Aggiungi pane grattugiato o farina quanto basta per ottenere un impasto compatto.
  4. Versa in una teglia bassa unta e cuoci a 170°C per 35-45 minuti.
  5. Lascia raffreddare completamente prima di tagliare: da freddo diventa più stabile e aromatico.

Calcioni marchigiani: dolce e salato nello stesso morso

I calcioni, chiamati anche caciù in alcune zone, sono ravioli dolci o semidolci ripieni di formaggio. Possono essere cotti al forno o fritti e sono legati soprattutto al periodo pasquale. Il contrasto tra sfoglia, formaggio, zucchero e scorza di limone è la loro caratteristica principale.

Ingredienti per circa 20 calcioni

  • 300 g farina
  • 2 uova
  • 40 g zucchero
  • 40 ml olio EVO delicato
  • Per il ripieno: 250 g formaggio fresco o pecorino poco stagionato grattugiato
  • 1 uovo
  • Scorza di limone
  • Zucchero q.b.

Procedimento

  1. Impasta farina, uova, zucchero e olio fino a ottenere una sfoglia liscia. Fai riposare 30 minuti.
  2. Prepara il ripieno mescolando formaggio, uovo, scorza di limone e zucchero secondo gusto.
  3. Stendi la sfoglia, ricava dischi o rettangoli e farcisci con poco ripieno.
  4. Chiudi bene i bordi e pratica un piccolo taglio superiore se li cuoci al forno.
  5. Cuoci a 180°C per 20-25 minuti oppure friggi fino a doratura.
Nota: le versioni cambiano molto da famiglia a famiglia: alcune sono più dolci, altre più sapide.

Pizza di Pasqua, ciambellone e cresciole

La pizza di Pasqua marchigiana può essere dolce o salata, spesso alta e profumata, servita nelle colazioni pasquali o negli antipasti. Il ciambellone è invece il dolce domestico per eccellenza: semplice, asciutto, adatto alla colazione e al vino dolce. Le cresciole, diffuse nel periodo di Carnevale, sono frittelle rustiche che confermano il legame tra cucina marchigiana e calendario delle feste.

Cucina delle Marche • Vini

Vini marchigiani: Verdicchio, Rosso Conero, Rosso Piceno e Lacrima

Il vino è parte essenziale della cucina regionale: non accompagna soltanto i piatti, li completa.

I bianchi: Verdicchio e Bianchello

Il Verdicchio è il bianco più rappresentativo delle Marche. Nelle zone dei Castelli di Jesi e di Matelica dà vini freschi, sapidi, con finale leggermente amarognolo e grande versatilità a tavola. È ideale con brodetti, pesce, passatelli, primi delicati e formaggi freschi.

Il Bianchello del Metauro, più legato all’area pesarese, è un bianco piacevole, fresco e adatto a piatti marini non troppo strutturati.

I rossi: Rosso Conero, Rosso Piceno e Lacrima

Il Rosso Conero nasce nell’area del Monte Conero e si abbina bene a carni, sughi robusti e piatti saporiti. Il Rosso Piceno, diffuso nel sud della regione, è un rosso gastronomico, adatto a olive all’ascolana, grigliate, salumi e paste al forno. La Lacrima di Morro d’Alba è più aromatica e particolare, con profumi floreali e fruttati: interessante con salumi, formaggi e preparazioni non troppo pesanti.

Cucina delle Marche • Approfondimento finale

Consigli di degustazione

Abbinamenti piatti-vino e mini-itinerario gastronomico per assaggiare le Marche in modo logico.

Abbinamenti piatti-vino consigliati

  • Vincisgrassi alla macerateseRosso Piceno o Rosso Conero, perché hanno corpo sufficiente per reggere ragù e besciamella.
  • Olive all’ascolanaPasserina, Pecorino o un bianco marchigiano fresco, per pulire la bocca dalla frittura.
  • Brodetto di pesceVerdicchio dei Castelli di Jesi o Verdicchio di Matelica, per freschezza e sapidità.
  • Stoccafisso all’anconetanaVerdicchio strutturato, meglio se non troppo giovane.
  • CiauscoloLacrima di Morro d’Alba oppure Rosso Piceno giovane, se vuoi un abbinamento più immediato.
  • Frustingo e dolci secchivino cotto o passiti locali, in piccole quantità.
Scelta facile: Verdicchio per pesce e primi delicati; Rosso Piceno o Rosso Conero per carni, salumi e piatti al forno.

Mini-itinerario gastronomico nelle Marche

  1. Ascoli Piceno: inizia con olive all’ascolana, crema fritta e fritto misto all’ascolana. È la tappa migliore per capire il lato più ricco e festivo della cucina regionale.
  2. Fermo e Campofilone: prosegui con maccheroncini di Campofilone e vini del sud delle Marche. È una tappa ideale per chi ama pasta all’uovo e borghi collinari.
  3. Macerata e dintorni: dedica una sosta ai vincisgrassi e al ciauscolo, due specialità fondamentali dell’entroterra.
  4. Ancona e Riviera del Conero: passa alla cucina marinara con stoccafisso all’anconetana, moscioli e Verdicchio.
  5. Fano e Pesaro: chiudi con brodetto, passatelli e crescia sfogliata, collegando mare e tradizione dell’area settentrionale.

FAQ sulla cucina delle Marche

Quali sono i piatti tipici più famosi delle Marche?

I piatti tipici più famosi delle Marche sono i vincisgrassi alla maceratese, le olive all’ascolana, il brodetto di pesce, lo stoccafisso all’anconetana, i passatelli, i maccheroncini di Campofilone, il ciauscolo, la crescia sfogliata, i calcioni e il frustingo.

Qual è il piatto simbolo della cucina marchigiana?

Non esiste un solo piatto simbolo per tutta la regione, ma i più rappresentativi sono i vincisgrassi per la cucina di terra, le olive all’ascolana per la tradizione del Piceno e il brodetto per la cucina marinara dell’Adriatico.

Che cosa sono i vincisgrassi?

I vincisgrassi sono una pasta al forno tipica delle Marche, in particolare del Maceratese. Sono preparati con sfoglia all’uovo, ragù ricco, besciamella e formaggio. Rispetto alle lasagne comuni, hanno un carattere più speziato e un condimento tradizionalmente più complesso.

Le olive all’ascolana sono marchigiane?

Sì. Le olive all’ascolana sono una specialità storica del Piceno, legata soprattutto ad Ascoli Piceno. La preparazione tradizionale prevede olive verdi farcite con carne, impanate e fritte.

Quali vini abbinare ai piatti marchigiani?

Il Verdicchio si abbina molto bene a brodetto, pesce e primi delicati. Rosso Piceno e Rosso Conero sono più adatti a vincisgrassi, carni, salumi e piatti al forno. La Lacrima di Morro d’Alba è interessante con salumi, formaggi e preparazioni aromatiche.

Quali dolci tipici assaggiare nelle Marche?

Tra i dolci tipici marchigiani vale la pena assaggiare frustingo, calcioni, ciambellone, pizza di Pasqua dolce, cresciole di Carnevale e dolci a base di mosto cotto o frutta secca.

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