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DATI FISICI DELLE MARCHE

NELLE MARCHE ci sono montagne generalmente modeste e fiumi di corso breve. Ma c'è, in compenso, un numero notevole di segni di interessanti fenomeni geologici.
Eccone intanto un piccolo elenco: grotte di varie dimensioni, calanchi, canyons in miniatura, strapiombi o « ripe », sorgenti minerali fredde e calde, sorgenti di gas; inoltre, particolare in verità poco simpatico, la regione è spesso soggetta a terremoti.
UNA REGIONE SENZA PIANURE
Nelle Marche non esistono vere pianure. Praticamente l'intera regione è occupata soltanto da montagne (Appennino) e da colline (Subappennino). L'Appennino marchigiano occupa la parte occidentale della regione ed è costituito da varie catene dette « quinte ». Procedendo da nord verso sud le « quinte » diventano sempre più alte ; la più meridionale è quella dei Monti Sibillini, che culminano nella vetta più alta della regione : il Monte Vettore (m 2476). Un'altra caratteristica delle « quinte » marchigiane è rappresentata dal fatto che i versanti orientali sono più ripidi di quelli occidentali. La zona collinosa occupa tutta la parte orientale della regione e arriva sino al litorale. Nelle colline predominano rocce argillose e calcaree, facilmente soggette all'erosione dell'acqua. In alcune zone i torrenti hanno scavato veri e propri canali, che danno alle strette valli l'aspetto di piccoli canyons. Molto frequenti sono i calanchi, cioè grandi solchi scavati sui pendii delle colline dalle acque piovane. Nei terreni argillosi si notano movimenti quasi continui di scivolamento del terreno ; questo si verifica specialmente nelle colline a lieve pendenza, dove l'acqua penetra in profondità e vi ristagna a lungo. Con l'andare dei secoli queste zone collinose si trasformeranno in pianure.
L E GROTTE
La circolazione sotterranea delle acque, favorita dalla natura del suolo, ha scolpito nel corso dei secoli delle fantasmagoriche costruzioni. Fra le più interessanti grotte marchigiane vi sono quelle del Monte Nerone e dei Monti Sibillini; in questi ultimi si trova la leggendaria grotta della Sibilla, che ha dato appunto il nome alle montagne. Nel gruppo del Monte Nerone si incontra, a quota 967, la grotta del Nerone, formata di antri, corridoi e sale, nei quali si susseguono formazioni stalattitiche e stalagmitiche. Nella regione del Tronto si aprono le grotte di Acquasanta; sono grotte di lusso, perché sono munite di... regolare impianto di riscaldamento : le loro acque hanno infatti una elevata temperatura e vanno a formare piscine e laghetti ; per di più, a causa della loro composizione solforosa, hanno un'azione curativa.
FIUMI TORRENTIZI
I fiumi delle Marche hanno corso breve; la loro lunghezza va da 40 a 90 chilometri. Esclusi il Tronto e il Metauro, il più lungo è il Chienti, che misura appunto poco più di 90 chilometri. Tutti i fiumi marchigiani nascono sulle « quinte » appenniniche e scendono, paralleli fra loro, verso il mare. Il regime delle loro acque è torrentizio; i valori delle portate di magra e di piena sono enormemente diversi. Lo si può capire percorrendo una delle strade interne che sorpassano i vari fiumi. Infatti gli alvei appaiono straordinariamente ampi e ricchi di ghiaie attraversate da esilissimi rigagnoli. Sui laghi non c'è molto da dire; le Marche ne possiedono uno soltanto, quello di Filato, situato a 1940 metri di abitudine, nell'alta valle dell'Aso.
IL LITORALE
La costa marchigiana non presenta né golfi né insenature; si sviluppa uniforme per circa 170 chilometri, da Gabicce a Porto d'Ascoli; brevi tratti di strette spiagge si alternano con alte ripe. Queste ripe talvolta sono a picco sul mare e vengono continuamente sgretolate dalla sua azione erosiva. Il materiale di deposito portato dai fiumi non è neppure sufficiente colmare ciò che il
mare ruba a queste coste. Ad esempio, la foce del fiume Potenza è arretrata di circa un chilometro dall'età romana, e la città di « Potentia » costruita sull'antica spiaggia è stata sommersa dalle acque del mare.

Economia delle marche

La diffusa montuosità, la difficoltà delle comunicazioni tra valle e valle e la povertà
dei terreni agricoli spingono la popolazione (la cui densità è inferiore a quella media italiana) ad addensarsi lungo la costa, dove si snoda il principale asse autostradale e ferroviario.
L'agricoltura da frumento, barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta, uva da vino (Verdicchio e Rosso Piceno) e olive, Notevole l'allevamento di bovini e ovini, Assai più importante la pesca praticata lungo la costa (soprattutto a San Benedetto del Tronto). L'industria, fiorente nel settore cartario (Fabriano), è presente con varie imprese nei settori metalmeccanico, cantieristico, calzaturiero, alimentare, chimico-farmaceutico, petrolchimico, del mobile,
dell'abbigliamento e del tabacco. Il turismo, in costante espansione, ha i suoi centri maggiori nelle stazioni balneari che si susseguono praticamente lungo tutta la costa adriatica e in alcune importanti città di interesse storico-artistico come Urbino (dove nacque Raffaello), Macerata e Fermo.



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aggiornato il 19-07-2011
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