QUANTI SONO I laghi italiani? Sono più di mille! Ognuno
ha una sua storia, una sua origine, una sua bellezza, una
determinata colorazione dell'acqua, una particolare vegetazione
sulle sponde. I laghi italiani si possono trovare sulle montagne,
come il lago Azzurro di Cima Tessa a 3045 metri o il lago
Verde sul Monte Rosa a 2856 metri; ai piedi della catena
alpina come i grandi laghi Maggiore, di Como e di Garda;
nel cratere di un antico vulcano come i laghi laziali; lungo
le coste del mare come i laghi delle Puglie.
COME SI SONO FORMATI I LAGHI ITALIANI
I principali « costruttori » di laghi sono stati
i ghiacciai, che migliaia e migliaia di anni fa giungevano
fino alla Pianura Padana. Enormi lingue di ghiaccio occupavano
interamente le valli alpine, le ampliavano e le approfondivano.
Sotto la massa ghiacciata scorreva dell'acqua che, per la
grande pressione, rodeva il fondo delle valli, formando le
conche. Quando i ghiacciai si ritirarono, restarono al loro
posto queste conche piene di acqua : i laghi prealpini.
Altri laghi prodotti dalla glaciazione sono quelli morenici.
I ghiacciai nella loro avanzata trascinarono a valle grandi
quantità di detriti (sassi, terra, rocce) chiamati
morene; esse, quando i ghiacciai si ritirarono, costituirono
delle dighe naturali di sbarramento dei corsi d'acqua montani.
Le acque aumentarono di livello e formarono i laghi.
Nella parte più alta delle vallate vi sono altri laghe
origine glaciale, i laghetti alpini, detti laghi di circo:
riempiti dall'acqua dei nevai e dei ghiacciai. Il loro mumero è elevatissimo
; si trovano sparsi a centinaia, isolati o a gruppi per tutta
l'estensione delle Alpi. Alcuni sono famosi per il colore
riflesso delle loro acque dal quale prendono il nome.
Quando un fiume è in piena, trasporta abbondanti alluvioni
(sabbia, terriccio e rocce). Se l'acqua del fiume incontra
una conca nel terreno, la riempie e deposita sui bordi i
suoi detriti : si forma così uno sbarramento, il quale
impedisce all'acqua di uscire quando il fiume rientra nel
suo letto. I laghi così formati si chiamano alluvionali
; essi sono frequenti nelle zone pianeggianti.
Sono chiamati laghi carsici quelli situati in valli chiuse
il cui fondo sia stato reso impermeabile dai sedimenti.
Questi laghi variano di livello perché solitamente
non hanno uno sbocco in superficie (laghi chiusi) e scaricano
le loro acque attraverso un condotto sotterraneo. Spesso
non hanno neppure un corso d'acqua immissario (laghi ciechi).
Vi sono molti laghi che occupano il cratere di antichi vulcani
ora spenti : sono laghi vulcanici.
Sono laghi di sbarramento quelli formati da un ristagno di
acque ostacolate a un certo punto del loro corso da una frana.
Si chiamano laghi di sbarramento artificiale quelli formati
da una diga che l'uomo costruisce per sfruttare la forza
dell'acqua e produrre l'energia eletrica.
I laghi principali italiani sono: il lago di Garda, il lago
Maggiore, e il lago di Como, di cui parleremo più approfonditamente
nelle sezioni a loro dedicate, gli altri laghi sono:
Lago d'Orta (Cusio) Contrariamente a tutti gli altri laghi
prealpini, il lago di Orta scarica le sue acque verso nord;
infatti lo Strona, che riceve le acque dall'emissario Nigoglia,
affluisce nel fiume Toce.
Lago d'Iseo (Sebino) Dalle acque del lago d'Iseo emerge il
cono di Montisola, la isola più grande dei laghi italiani
(superfìcie kmq 4,5) alta 600 mt.
Lago Trasimeno È questo il più grande lago
fra quelli dell'Italia peninsulare. Esso versa le sue acque
nel Tevere àttraverso un emissario sotterraneo scavato
dai Romani e più volte restaurato.
Lago d'Averno
Questo lago ha le acque ferme e cupe. Sembra che anticamente
le acque emanassero dei gas velenosi. Forse questo fatto
spiega l'origine del suo nome (Averno dal greco «aornos» =
senza uccelli); infatti, a causa dei gas che esalavano in
quella zona, non si vedevano mai volare uccelli.
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