La storia dell'Emilia romagna dall'epoca preromana ai giorni nostri



L'EMILIA PREROMANA
Tutta la zona dove oggi si stende la verde e fertile pianura emiliana, al tempo in cui per la prima volta vi apparve l'uomo, era coperta da acque palustri, residue dell'enorme golfo padano. Qua e là affioravano zone boscose : in queste, i primitivi abitanti edificavano con legno, paglia e fango le loro abitazioni. Questi antichi popoli, che circa 3000 anni avanti Cristo abitarono l'Emilia, appartenevano alle stirpi dei Liguri e degli Umbri. Della loro primitiva civiltà rimangono ancor oggi diversi oggetti di metallo e di ceramica, rinvenuti soprattutto nei dintorni di Modena e di Bologna (Grotta del Farneto). Circa 600 anni prima della nascita di Gesù, un nuovo popolo, molto più civile dei Liguri e degli Umbri, occupò queste belle terre, ormai in gran parte prosciugate. Era il popolo etrusco, che trasformò i primitivi villaggi di palafitte costruiti dai Liguri e dagli Umbri in eleganti città in muratura.
Sorsero così i bellissimi centri di Parma, di Felsina (Bologna), di Rimini e di Ravenna, Spina ed Adria, allora sul mare. I Galli Boi occuparono in seguito queste terre, strappandole agli Etruschi, ma la loro dominazione ebbe una brevissima durata.
Si raccontano molti episodi che celebrano l'astuzia e il valore degli antichi Romani in guerra: Non manca però qualche impresa nella quale quei famosi soldati si lasciarono prendere in inganno. Lo storico Tito Livio ci tramanda questo fatto nel quale appare come, un'antichissima popolazione dell'Emilia, quella dei Galli Boi, si sia mostrata per una volta più geniale dei Romani nell'arte bellica. Una mattina, verso l'anno 235 avanti Cristo, una triste notizia passava di bocca in bocca fra i passanti, per le vie di Roma :
— Un'intera foresta è caduta addosso ai nostri legionari d'Emilia '
— Ne sei proprio certo?
— Così afferma il messaggero giunto or ora dalle nostre legioni per conferire col Senato.
— Come è potuto accadere un fatto simile?
— È stato un inganno dei nemici. Essi hanno segato alla base tutti i tronchi di un'intricata foresta, attraverso la quale dovevano passare le nostre legioni. Quando i nostri militi vi si furono ben bene addentrati, i Galli fecero crollare alcuni dei tronchi segati; questi, abbattendosi, trascinarono nella loro rovinosa caduta tutti gli altri alberi. Moltissimi legionari sono periti!
L'inganno col quale i Galli fecero perire molti legionari di Roma non servì però a far loro vincere la guerra. Negli anni successivi, infatti, essi furono completamente sconfitti dai Romani, i quali poterono annettere ai loro territori anche l'Emilia (circa 190 a. C).
Con la caduta dell' Impero Romano l'Emilia venne divisa in 2 parti:
— una ad est, con capitale Ravenna, che era una dipendenza dall'Imperatore di Bisanzio (Impero Romano d'Oriente);
— una a ovest che annoverava le città di Reggio, Parma e Piacenza, dominata dagli Eruli prima, poi dagli Ostrogoti , ed in ultimo dai Longobardi.
Quando, finalmente, i Longobardi furono sconfitti dai Franchi, l'Emilia venne governata da
Feudatari.
Ben presto, però, parecchie città pensarono di darsi un governo proprio : elessero i Consoli ed il Podestà e si eressero a liberi Comuni. Bologna fu uno dei più antichi Comuni d'Italia, tanto che già nel 1116 la sua indipendenza era riconosciuta dall'Imperatore.
Come in ogni regione d'Italia, anche in Emilia, col passar del tempo, i Comuni si trasformarono in Signorie. Alcune di queste durarono molto a lungo, come quella degli Estensi che governò fino al 1800, altre, invece, si estinsero prima, lasciando i loro domini al governo del Papa.
All'inizio del XVIII secolo la regione era così suddivisa :

—Ducato di Parma e Piacenza (Borboni)
— Ducato di Modena e Reggio (Estensi)
— Romagna (Stato della Chiesa).
Nel 1796 Napoleone I scese col suo esercito in Italia, cacciò gli antichi Signori dell'Emilia e aggregò questo territorio alla nuova Repubblica Cispadana.
Caduto, però, Napoleone, la regione venne nuovamente suddivisa tra lo Stato della Chiesa (che riebbe i suoi antichi possessi), Maria Luisa d'Austria, moglie di Napoleone (che ebbe il Ducato di Parma e Piacenza) e Francesco IV di Borbone (che ebbe il Ducato di Modena e Reggio). La situazione della regione rimase pressoché immutata per un periodo di circa 50 anni, e cioè fino al 18 marzo dell'anno 1860; allora, in seguito alla vittoria ottenuta nella II Guerra d'Indipendenza (1859), un unanime plebiscito popolare decretò l'annessione dell'Emilia al Regno d'Italia.

LE CITTÀ ROMANE
I principali centri dell'Emilia all'epoca romana furono : Ariminum (l'odierna Rimini). Forum Li vii (Forlì), Fa-ventia (Faenza), Forum Cornelii (Imola), Bononia (Bologna), Mutina (Modena), Regium (Reggio), Parma, Fidentia, Florentia (Fiorenzuo-la), Placentia (Piacenza), Ravenna.
Al suggestivo aspetto del borgo medioevo-'te di Grazzano Visconti, vicino a Piacenza..

LA VIA EMILIA
La bella, diritta strada, che attraversa diagonalmente tutta la regione, da Piacenza a Rimini, è a tutti più nota col nome di via Emilia. Essa fu costruita ben 187 anni prima della nascita di Gesù dal console romano Emilio Lepido. Fino allora, non esisteva una strada diritta e sicura per chi, da Roma, volesse recarsi nelle regioni settentrionali d'Italia. L'opera di costruzione della strada fu veramente imponente, dati i mezzi meccanici allora a disposizione: vennero appianate asperità del terreno, furono eseguiti enormi trasporti di pietre di terriccio, si costipò con palificazioni il terreno, ove questo si presentava pantanoso e cedevole.
La larghezza deila strada risultò strabiliante per quell'epoca in cui solo cavalieri e carri percorrevano le strade: essa era larga ben 32 piedi romani, corrispondenti a 10 metri di oggi! (Si pensi che le altre strade romane avevano, generalmente, una larghezza non superiore ai 4 metri).

LA COLONNA DELL'OSPITALITA'
Il carattere degli Emiliani e dei Romagnoli è, in genere, cordiale ed espansivo. Ciò li rende molto ospitali: le laboriose massaie emiliane sono sempre orgogliose di offrire all'ospite della loro casa i succolenti cibi che sanno preparare con insuperabile pazienza ed abilità. A questo proposito si narra un gustoso episodio. Nella piazza di Bertinoro (in provincia di Forlì) si erge ancor oggi un'antica colonna che reca infissi molti anelli di ferro. Qual è l'origine di questa colonna? Nel Medioevo le famiglie abitanti a Bertinoro tenevano in così grande onore l'ospitalità che, a volte, disputavano fra loro per avere l'incarico di ospitare un forestiero. Questo desiderio era anche causato dalla scarsità dei mezzi di comunicazione, per cui un forestiero era molto ricercato come
fonte di nuove notizie. Poiché questi interminabili litigi fra famiglie si concludevano a volte in modo cruento, venne deciso di innalzare una colonna con infìssi tanti anelli quante erano le famiglie desiderose di ospitare un forestiero. Ad ogni famiglia apparteneva un anello e fu stabilito che lo straniero sarebbe stato ospite della famiglia all'anello della quale egli avesse legato il proprio cavallo. Oggi, l'usanza è caduta, però nel giorno della Festa dell'Ospitalità i bertinoresi invitano ancora festosamente a cena tutti i forestieri.

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aggiornato il 21-05-2012
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