Le Dolomiti descrizione formazione curiosità

CHI, PROVENENDO da Verona, dalla pianura padana sale lungo la strada statale da Rovereto verso Trento, entra in uno dei luoghi più belli della Terra, in una zona di monti meravigliosi: le Dolomiti. Le Alpi Dolomitiche sono formate da un insieme di gruppi montuosi, compresi all'incirca fra i corsi dell'Adige, dell'Isarco, della Rienza, del Piave e del Brenta: occupano una superfìcie di circa 6500 chilometri quadrati. Appartengono alle tre province di Trento, Balzano e Belluno.
I massicci dolomitici sono disposti a gruppi isolati; tutto il complesso poi è frazionato e diviso in una parte occidentale e una orientale dal profondo solco, lungo circa 100 chilometri, formato dalla Val Badìa e dalla valle del torrente Cordévole. Nelle Dolomiti occidentali si trovano il gruppo della Marmolada, con la vetta più alta delle Dolomiti, la Marmolada (m 3342), quello delle Pale di San Martino, il più vasto, quello del Sella, del Sassolungo, del Catinaccio. Nelle Dolomiti orientali si trova la seconda cima, l'Antelao (m 3265), i gruppi del Civetta e delle Tofane. Nelle Dolomiti non esistono grandi ghiacciai, sia perché i gruppi molto frazionati permettono l'afflusso di venti caldi e umidi dall'Adriatico, sia perché non vi sono cime molto alte.

COME SI FORMARONO LE DOLOMITI
Le Dolomiti sono celebri in tutto il mondo per la loro forma stupenda : dai prati, dai pascoli si alzano di netto colossali muraglioni con pareti verticali alte anche 1000 metri, torrioni massicci, creste frastagliate, campanili e guglie.
Questo tipico aspetto delle Dolomiti è dovuto alla costituzione delle rocce di cui sono composte. Le Dolomiti si formarono tra 230 e 175 milioni di anni fa, durante il periodo del Trias (era mesozoica o secondaria). In quel periodo avvennero sui fondi marini grandiose sedimentazioni di gusci, molluschi, crostacei, protozoi, alghe, coralli, scheletri
di spugne, vermi marini, vertebrati ecc. Questi sedimenti calcarei, cioè contenenti calcio (scheletri e gusci), sotto l'azione delle acque marine contenenti magnesio, in parte si trasformarono in dolomite. Ecco perché la dolomite è un carbonato composto di calcio e magnesio. In seguito poi a terremoti e ad altri movimenti della crosta terrestre, le rocce dolomitiche furono spinte fuori dal mare in blocchi massicci. Poiché le dolomie erano compatte e non elastiche, invece di rimanere piegate come molte altre rocce delle nostre Alpi, si infransero a spaccature nette, verticali, che crearono le caratteristiche torri e le pareti vertiginose.
Struttura di montagna dolomitica.

PERCHÉ SI CHIAMANO DOLOMITI
Nel 1789, il mineralogista e scrittore francese Deodato de Dolomieu, scoperse, durante le sue peregrinazioni nelle Alpi, una roccia che gli sembrò calcio. In seguito, analizzandola meglio, scoprì che conteneva anche magnesio. Egli fece conoscere per primo agli studiosi questa combinazione di carbonato di calcio e magnesio; perciò, nel 1795, lo scienziato Teodoro de Saussure la chiamò Dolomia, in onore al Dolomieu.

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aggiornato il 9-03-2012
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