SE
SORVOLASSIMO a bassa quota con un elicottero le coste della
Penisola Italiana, noteremmo che esse presentano aspetti
diversissimi. Qui, coste alte e frastagliate; là,
basse e sabbiose; altrove, lagunose o paludose.
Questa grande varietà di aspetti è il risultato
di trasformazioni avvenute lungo i secoli nelle zone costiere.
Le acque del mare, che corrodono incessantemente la costa,
i fiumi, che depositano detriti alla loro foce, e i movimenti
della crosta terrestre sono le cause di tutte le trasformazioni.
COSTE ITALIANE - ALTE E FRASTAGLIATE
Un susseguirsi di promontori a strapiombo sul mare e di insenature
più o meno profonde : ecco la caratteristica delle
coste liguri, dal confine con la Francia fino al Golfo diLa
Spezia. In Liguria, gli Appennini si trovano a così breve
distanza dalla costa che la spiaggia è stretta e a
volte mancante del tutto.
Si ritiene che le insenature della costa ligure siano valli
appenniniche sprofondate e invase dal mare. Anche il Golfo
diLa Spezia avrebbe la stessa origine. Le numerose insenature
hanno permesso la costruzione di molti porti. I maggiori
sono quelli di Genova, La Spezia e Savona.
Tutta la riviera ligure gode di un clima mite anche durante
l'inverno : ciò è dovuto all'azione del mare,
che penetra notevolmente nella terraferma e alla catena degli
Appennini, che arrestano i venti freddi provenienti dal nord.
Molto simili a quelle liguri sono le coste della Calabria.
Infatti, da Punta Licosa (che chiude a sud il Golfo di Salerno)
fino a Capo Spùlico (nel Golfo di Taranto, sul Mar
Ionio), la costa strapiomba quasi ovunque a picco sul mare.
Solamente in alcuni tratti è interrotta da strette
spiagge sabbiose. Esse sono formate dai detriti che le « fiumare » (torrenti
brevi e impetuosi) hanno depositato alla loro foce. La Piana
di Sìbari, per esempio, è un antico golfo eeknato
dal materiale depositato dal fiume Crati e dal suo affluente
Coscile.
Del tutto particolari sono le coste abruzzesi e marchigiane
: esse sono costituite da un altipiano alto in media 100-150
metri. In alcuni tratti esso termina a strapiombo nell'Adriatico.
Questo altipiano è un'antica pianura costiera che
in seguito a movimenti tellurici si è sollevata al
di sopra del livello marino.
Erti promontori (Capo Cònero, Punta Penna, Promontorio
di Ortona) interrompono questa zona costiera. Il più ripido è Capo
Cònero.
COSTE ITALIANE - BASSE E PALUDOSE
Basse, sabbiose, a volte paludose e orlate da dune : ecco
come si presentano le coste della Toscana e del Lazio. Prive
di insenature, queste coste non si prestano affatto alla
formazione di porti. L'unico è quello artificiale
di Livorno, costruito nel XVI secolo. Lungo alcuni tratti
di queste coste, si trovano cordoni di dune paralleli alla
spiaggia. Queste dune vengono chiamate « tomboli » in
Toscana e « tumuleti » nel Lazio. Spesso, tra
un cordone e l'altro di queste dune si possono vedere paludi
e acquitrini. Fino a un secolo fa, le zone paludose della
Maremma Toscana e della Campagna Romana erano malariche.
Solo da alcuni decenni grandiose opere di bonifica hanno
migliorato notevolmente le condizioni di queste regioni.
Le coste della Toscana e del Lazio presentano alcune sporgenze.
Esse sono costituite o da antiche isole ormai unite alla
terraferma (Promontorio Argentario, Promontorio di Piombino,
il Circeo) o da spuntoni di roccia molto dura che ha resistito
all'erosione marina (Capo Miséno formato da roccia
vulcanica; Promontorio di Gaeta formato da roccia calcarea).
Bassi e in parte paludosi sono anche alcuni tratti delle
coste dei golfi di Salerno e di Taranto. Opere di bonifica,
iniziate nei primi anni del XIX secolo, stanno facendo scomparire
del tutto queste zone malsane.
COSTE ITALIANE - PIATTE E LAGUNOSE
Attualmente sono pochissime le città d'Italia che
si trovano su una laguna. Tra queste, là più pittoresca è certamente
Venezia. Anticamente, numerose altre città (Aquileia,
Adria, Ravenna, ecc.) sorgevano su lagune. Infatti tutta
la zona costiera compresa, tra Trieste e Rimini era fiancheggiata
da lagune. Esse sono scomparse tutte, perché i fiumi
che sfociano nell'Adriatico le hanno man mano « interrate » con
i loro detriti.
L'unica laguna che ancora rimane oltre a quella veneta è costituita
dalle Valli di Comacchio. Essa si estende per oltre 400 chilometri
quadrati. I Veneziani sono riusciti a conservare la loro
laguna perché hanno provveduto a deviare con dighe
e canali il corso dei fiumi (Po, Piave e Brenta) che vi sarebbero
sfociati.
Anche il Tavoliere delle Puglie ha coste piatte, sabbiose
e lagunose. A settentrione del Tavoliere, però, la
costa cambia aspetto. Qui, il promontorio del Monte Gargàno
si protende in mare con coste alte e dirupate.
COSTE A « VALLONI »
Un aspetto del tutto particolare hanno le coste istriane.
Esse presentano strétte e profonde insenature chiamate « valloni ».
Anticamente queste insenature erano valli scavate dai fiumi.
In seguito a movimenti tellurici, esse sono sprofondate di
alcune decine di metri e le acque del mare vi sono penetrate.
LE COSTE SICULE
Le coste della Sicilia sOno diversissime di aspetto su ognuno
dei tre versanti (tirrenico, mediterraneo e ionico). Lungo
tutta la costa tirrenica corre una catena montuosa, che termina
sul mare con erti sproni. Essa è solcata da impetuose « fiumare »,
che depositano ai suoi piedi una grande quantità di
detriti. Questi hanno formato estese pianure costiere. La
costa tirrenica della Sicilia è la più fertile,
la più popolosa e la più pittoresca. La costa
mediterranea è piuttosto bassa ed è incisa
da insenature larghe, ma poco profonde.
Sul versante ionico invece, a nord della grande Piana di
Catania, si erge l'imponente cono dell'Etna. La base di questo
vulcano giunge fino alla costa.
LE COSTE SARDE
Sulle coste della Sardegna si trovano quattro ampie insenature
: i golfi di Cagliari, Orosei, Oristano e dell'Asinara. A
nord-est, le aspre montagne della Gallùra terminano
sul mare con erti sproni rocciosi.
Le isole di Caprera, della Maddalena e altre minori sono
un prolungamento di questi sproni costieri.
A sud è ad ovest, i golfi di Cagliari e di Oristano
sono piatti e paludosi. Tra questi due golfi si stendeva
anticamente un braccio di mare. Colmato da depositi alluvionali,
esso si è trasformato in un'estesa pianura: il Campidàno.
Ma lungo le coste dei golfi sono rimasti ancora laghi e acquitrini
non del tutto colmati. |
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ALCUNE CIFRE
Sviluppo costiero
della penisola:
km 4315
Sviluppo costiero
della Sardegna:
km 1340
Sviluppo costiero
della Sicilia:
km 1115
I GOLFI PIU'
IMPORTANTI
Sul Mar Ligure:
Golfi di Genova e di La Spezia.
Sul Mar Tirreno:
Golfi di Gaeta, di Napoli, di Salerno, di
Policastro,
di Sant'Eufemia, di
Cagliari.
Sul Mar Ionio:
Goffi di Squillace,
di Taranto, di Catania.
Sul Mar Adriatico:
Golfi di Manfredoriia, di Venezia, di
Trieste. |
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