storia della Campania



PER LA MAGNIFICA situazione geografica, per la fertilità delle sue terre e per il clima eccezionalmente mite, il territorio corrispondente all'odierna Campania fu abitato fin dai tempi più remoti. Infatti, gli scavi archeologici hanno portato alla luce resti che risalgono all'età paleolitica (circa 500 000 anni fa).
Però, le prime notizie sicure sulla storia che riguarda questa regione risalgono pressappoco a 1000 anni avanti Cristo.
LE PRIME CIVILTÀ
Verso l'VIII secolo avanti Cristo, molti coloni greci sbarcarono lungo le coste del Golfo di Napoli e occuparono buona parte dell'odierna Campania. Essi portarono nella regione la grande civiltà greca: fondarono città (Pesto, Cuma, ecc.) e costruirono grandiosi templi, di cui ancor oggi rimangono imponenti resti. Due secoli dopo si stanziò in Campania un altro popolo assai civile: gli Etruschi. Questi provenivano dalla Toscana, che avevano abbandonata per sfuggire all'invasione dei Celti. Per oltre un secolo, gli Etruschi dominarono pacificamente sulle terre della Campania, poi vennero scacciati verso nord dai Sanniti (popolazione che abitava a oriente dell'attuale Campania). La nuova dominazione durò quasi due secoli: infatti nel 273, dopo una lunga guerra combattuta con i Romani, i Sanniti, sopraffatti, dovettero abbandonare la regione.
IL PERIODO ROMANO
II periodo della dominazione romana, che si protrasse per circa sette secoli, fu particolarmente felice per la Campania. I Romani infatti seppero valorizzare al massimo le meravigliose risorse offerte dal suolo e dal clima incomparabile della regione. Lungo l'incantevole zona costiera e nelle isole che la fronteggiano, vennero costruite stupende ville. In esse soggiornarono alcuni illustri personaggi dell'antica Roma, tra cui l'oratore Cicerone e gli imperatori Augusto e Tiberio.
I Romani svilupparono particolarmente l'attività agricola della regione e crearono un certo numero di industrie. Tra queste fu famosa : a Pesto l'industria dei profumi, ricavati dalla distillazione delle rose.
Ma a partire dal V secolo dopo Cristo, quando l'Impero Romano cominciò ad essere invaso dai popoli barbarici, la Campania fu successvamente invasa da Goti, Bizantini, Longobardi e Normanni, che fecero decadere a poco a poco le prospere condizioni della regione.
ANGIOINI E ARAGONESI
Le condizioni della regione migliorarono soltanto verso l'inizio del XIII secolo, quando la Campania venne a far parte del regno di Federico II di Svevia
Per merito suo fu dato nuovo impulso alle attività agricole ed industriali della regione e Napoli ebbe la sua prima Università. Gli Angioini e gli Aragonesi, che si succedettero nel dominio della Campania, favorirono soprattutto lo sviluppo della cultura e dell'arte.
Le città si abbellirono di nuovi edifìci, vennero ingranditi i porti di Napoli e di Salerno, furono lastricate le strade di quasi tutta la regione. Dal 1442 al 1503, cioè nel periodo in cui governarono gli Aragonesi,
Napoli divenne sede di una delle più sfarzose corti di tutta l'Europa.
TRE SECOLI DI DOMINAZIONI STRANIERE
Dal 1503 ebbe nuovamente inizio per la Campania un tristissimo periodo. La regione si venne a trovare successivamente sotto la dominazione degli Spagnoli (1503-1707) e degli Austriaci (1707-1734). Entrambi i dominatori pretesero dagli abitanti della Campania fortissime tasse, suscitando un grande malcontento specialmente fra le popolazioni della campagna.
Nel 1734, durante la guerra di successione polacca, Carlo di Borbone (imparentato con la Casa regnante di Spagna) riusciva a sostituirsi agli Austriaci nel dominio della regione.
Il sovrano borbonico abbelli di nuovi e sontuosi edifìci la città di Napoli, fece costruire a Caserta una splendida reggia, ma ben poco si curò delle gravi condizioni in cui si trovavano soprattutto gli abitanti della campagna. Neppure i suoi successori cercarono di porre rimedio a questo stato di cose.
Poco per volta, le popolazioni della campagna affluirono nelle città, dove le condizioni erano un po' migliori e così le terre rimasero incolte. Dal 1806 al 1815; la Campania si venne a trovare sotto la dominazione napoleonica. Ma il Congresso di Vienna (1815), seguito alla caduta di Napoleone, assegnò nuovamente la Campania ai Borboni. Questi seguirono fedelmente la politica dell'Austria, che mirava a togliere agli Italiani ogni libertà. Fu così che in Campania scoppiarono parecchi moti rivoluzionari, i quali però non ebbero successo. La dura dominazione borbonica ebbe fine soltanto nel 1861, in seguito all'esito vittorioso della spedizione dei Mille. In quell'anno la Campania venne a far parte del Regno d'Italia e da allora la sua storia si identifica con quella della nazione italiana.

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aggiornato il 21-05-2012
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