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STORIA
DELLA CAMPANIA | LOCALITA'
TURISTICHE |
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DATI
FISICI DELLA CAMPANIA |
DURANTE
L'EPOCA di Augusto, molti ricchi Romani si
facevano costruire sontuose ville su alture
o promontori affacciantisi sul Golfo di Napoli.
Fin da allora il litorale campano era conosciuto
e apprezzato per la sua meravigliosa bellezza.
In suo onore, una di quelle antiche ville venne
battezzata dal proprietario, certo Vedio Pollone, « Pausilypon » un
nome greco che significa « ciò che
calma il dolore, scaccia la noia e le preoccupazioni ».
Un luogo, dunque, veramente invidiabile.
Che cosa fa tanto belle le coste della Campania?
Anzitutto il colore luminoso e intensamente azzurro
del mare, la mitezza del clima e il variare del
paesaggio. Si alternano pianure e alture, golfi,
baie, promontori, laghi costieri dalle acque
salate e... sbuffi di fumo provenienti da un
vulcano, una solfatara, una stufa (fumarola che
esala vapore acqueo). Inoltre il terreno è straordinariamente
fertile ed è coperto per quasi tutto l'anno
da una rigogliosa vegetazione.
POSIZIONE CONFINI DIMENSIONI DELLA CAMPANIA
La Campania confina con quattro regioni : Lazio
(prov. di Latina e Frosinone), Molise (prov.
di Campobasso), Puglia (prov. di Foggia), Basilicata
(prov. di Potenza). I confini terrestri, spesso,
non seguono linee naturali (fiumi, passi ecc),
cioè divagano per colli, valli, monti,
senza seguire linee chiaramente distinguibili
sul terreno. Anticamente la Campania (nome probabilmente
derivante da « campo » = piano) comprendeva
soltanto la pianura costiera, quella che, per
l'ubertosità del territorio, i Romani
chiamavano « Campania felix » (Campania
felice) e poi, in tempi più recenti, « Terra
di lavoro ». Successivamente i confini
compresero anche le montagne appenniniche dell'interno,
ma furono modificati parecchie volte. L'attuale
disposizione venne definita nel 1927, allorché parte
del territorio della provincia di Caserta passò alle
province di Latina e di Frosinone.
LE PIANURE
Le principali pianure della Campagna, si trovano
lungo la costa ed hanno considerevole estensione.
Esse sono in gran parte pianure alluvionali,
formate cioè coi sedimenti portati dai
fiumi. Al centro di esse possiamo infatti notare
il corso di un fiume.
Alla loro formazione contribuì anche l'enorme
quantità di materiale vulcanico eruttato
da numerosi crateri. Si ebbe così la pianura
di colmamento vulcanico attorno ai Campi Flegrei
e attorno al Vesuvio. L'origine geologica di
queste pianure, formate da terreno alluvionale
e vulcanico, è la causa della loro grande fertilità.
LA COSTA DELLA CAMPANIA
Sul Mare Tirreno si affacciano tre grandi golfi
campani: i golfi di Gaeta, di Napoli e di Salerno;
In quello di Napoli c'è la maggior concentrazione
di baie e insenature più piccole. Quasi
al centro vi è il grande porto artificiale
di Napoli. Le coste del Golfo di Gaeta sono piatte
e orlate da una serie di dune. Quelle del Golfo
salernitano si presentano piatte in corrispondenza
della piana del Sele; sono invece alte e ricche
di piccole e pittoresche insenature lungo a montuosa
penisola. La massiccia Penisola de! Cilento presenta
coste inospitali con rive scoscese, alte, talora,
500 metri sul mare. L'unico approdo sfruttato è quello
di Palinuro.
I MONTI DELLA CAMPANIA
L'Appennino campano non è costituito da
catene, ma si spezza in numerosi e disordinati
massicci. A nord si eleva il Matese con la vetta
del Monte Miletto (m 2 050), la più alta
della regione. Verso sud vi sono i monti del
Sannio, i monti dell'Irpinia ed il Cilento con
le vette dell'Alburno (m 1 742) e del Cervati
(m 1 899).
Tra i massicci montuosi si trovano spesso conche
e bacini un tempo occupati da laghi (Vallo di
Diano) ; queste conche sono regioni riccamente
coltivate e ospitano centri per lo più di
origine antica (Benevento, Avellino).
I FIUMI DELLA CAMPANIA
II maggiore fiume della Campania, il Volturno
(km 175), nasce fuori casa, nel Molise. In compenso
iniziano in Campania il loro corso montano alcuni
notevoli fiumi pugliesi (Òfanto, Fortóre).
Il secondo fiume della Campania per lunghezza è il
Sele (km 74). Su quasi tutto l'Appennino campano
vi è grande scarsità d'acqua; ciò nonostante
i fiumi della Campania sono sempre alimentati.
Ciò dipende dal fatto che le precipitazioni
vengono quasi totalmente assorbite dal terreno
calcareo di cui sono ricche le montagne; l'acqua,
attraverso grotte, caverne, inghiottitoi, sparisce
nell'interno della montagna per poi riapparire
per mezzo di sorgenti che si trovano alle pendici
dei monti. Il suo percorso è talvolta
notevolmente lungo. Sul massiccio del Matese
vi è un fiume, il Lete, che scompare ad
un tratto nel terreno, per uscire alla luce molto
più avanti.
Il monte Miletto nel gruppo del Matese col laghetto
sbarrato da una diga idroelettrica.
I LAGHI
Nella Campania non si trovano grandi laghi; i
piccoli esistenti hanno svariate origini.
LAGHI COSTIERI - Sono costituiti da lagune costiere
generalmente comunicanti col mare. Di questo
tipo sono il Lago Lucrino o Mari-cello, il Lago
del Fusàro, il Lago di Patria.
LAGHI CRATERICI - Si sono formati nei crateri
di antichi vulcani. Di questo tipo è il
Lago d'Averno, profondo 36 metri.
LAGHI CARSICI - Sono laghi senza emissari che
scaricano^ le loro acque attraverso inghiottitoi
sotterranei. Di questo tipo sono il Lago del
Matese e di La-ceno.
IL VULCANISMO
La Campania, specie nella parte costiera, fu,
in epoche lontane, caratterizzata da intense
manifestazioni vulcaniche. Una sparsa moltitudine
di bocche e di crateri tonanti eruttava lava,
lapilli, cenere e pomici. Se questo materiale
proveniva dal fondo marino, si ammonticchiava
oltre il livello dell'acqua e andava a formare
nuove terre e isole (i Campi Flegrei, l'isola
d'Ischia e alcune altre). Questa attività non
si è ancora totalmente spenta. Nei Campi
Flegrei, ad esempio, si hanno le cosiddette fumarole
(es. Solfatara di Pozzuoti che emette vapore
acqueo e gas a 162 gradi); ad Agnano si ha l'emissione
di acque termali. Lo stesso Vesuvio (m 1 277),
a pochi chilometri da Napoli, si può considerare
un vulcano attivo.
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Economia |
Dopo
la Lombardia la Campania è la regione
più popolata d'Italia. La popolazione,
la cui densità è doppia rispetto
a quella nazionale, si concentra prevalentemente
lungo la costa. Questa distribuzione rivela
uno squilibrio che si riflette in tutte le
attività economiche; basti pensare che
mentre nella provincia di Napoli il reddito
procapite si avvicina alla media nazionale,
in quelle di Avellino e Benevento scende quasi
alla metà. L'agricoltura, praticata
con i migliori risultati soprattutto intorno
a Napoli, si basa sulle colture specializzate
e da: pomodori, patate, primizie, frutta, uva
da vino e da tavola, olive, tabacco ecc. Le
zone più interne producono stentati
raccolti di frumento e mais. Importanza minore
hanno l'allevamento del bestiame, lo sfruttamento
forestale e la pesca. Le industrie più importanti,
concentrate nel napoletano e lungo la costa,
operano nei settori, cantieristico, meccanico,
petrolifero, del cemento, chimico e dell'abbigliamento.
: Molto importante è la lavorazione
': del corallo. Una notevole fonte di reddito è costituita
dal turismo, favorito dalla bellezza del paesaggio
e dalla mitezza del clima. | Infine, Napoli
ha il porto più importante ! del Mezzogiorno
(9 milioni di tonnellate : annue di merci). |
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Cartina
Campania |
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Capoluogo della
Regione |
| Napoli |
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Le provincie e i
capoluoghi |
Avellino (AV)
Benevento (BN)
Caserta (CE)
Napoli (NA)
Salerno (SA)
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Altre
Città
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Acerra
Afragola
Avellino
Aversa
Battipaglia
Casoria
Castellammare di Stabia
Cava de' Tirreni
Ercolano
Giugliano in Campania
Marano di Napoli
Marcianise
Nocera Inferiore
Portici
Pozzuoli
Torre Annunziata
Torre del Greco
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Dati
generali |
Superficie
13.595 kmq
Popolazione
5.770.000 Circa
Densità
425 ab. per kmq
Fiumi principali
Volturno (175 km)
Sele (64 km)
Sarno (24 km)
Monti principali
Monte Miletto (2050 mt)
Monte Cervati (1899
mt)
Alburno (1742
mt)
Vesuvio (1279 mt) |
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