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Calabria


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STORIA DELLA CALABRIA | LOCALITA' TURISTICHE

DATI FISICI DELLA CALABRIA

UNA PENISOLA LUNGA 250 CHILOMETRI
Osservando una carta geografica dell'Italia, possiamo facilmente notare che la Calabria è una penisola. Essa ha inizio dai massicci del Monte Pollino ed è lunga 250 chilometri tra il Mare Ionio e il Mare Tirreno. Ha una larghezza massima di 96 chilometri (da Fiumefreddo Bruzio alla Punta dell'Alice) e una larghezza minima di 30 chilometri (tra i golfi di Sant'Eufemia e di Squillace).
QUATTRO MASSICCI MONTUOSI
Si può dire che il territorio della Calabria sia interamente montuoso. L'Appennino, che attraversa la regione per la sua lunghezza, forma quattro massicci montuosi, separati fra loro da strette valli: il massiccio del Pollino, nella parte settentrionale; l'altipiano della Sila, nella parte centrale; i monti del Pecoraro e dell'Aspromonte, nella parte meridionale della regione. Il monte più alto della regione è il Pollino (m 2271); nei gruppi della Sila e dell'Aspromonte ci sono vette che arrivano quasi ai 2000 metri.
Il nome stesso di questo altipiano, che deriva dal vocabolo — legno, definisce l'aspetto di questa zona montuosa. Sulla Sila si esstendono infatti per chilometri e chilometri boschi secolari. Parecchi corsi d'acqua, che scendono lungo i pendii della Sila, formano un gran numero di cascate. Il massiccio della Sila occupa un'area di kmq 3300 ed ha un'altitudine media di 1000 metri. Il punto più alto corrisponde al monte Botte Donato (m 1929).
LE «FÌUMARE» - Poiché la Calabria è quasi completamente occupata da montagne, corsi d'acqua che da essi scendono non hanno la possibilità di diventare veri e propri fiumi. La gran parte rimangono solo brevi torrenti che percorrono i ripidi versanti delle montagne e arrivano subito al mare. Questi torrenti sono chiamati « fìumare ». Durante l'estate, essi sono generalmente asciutti, in inverno invece vanno soggetti a via lente piene che trascinano verso la costa grandi quantità di detriti. L'unico corso d'acqua che può essere considerato un fiume è il Crati, che attraversa lo Piana di Sìbari.
POCHE ZONE DI PIANURA
Le pianure calabre sono tutte formate dai materiali trasportati a valle dalle fìumare. Di conseguenza, sono tutte costiere. Tra queste, soltanto quattro hanno una certa estensione. Esse sono le piane di Sìbari, di Sant'Eufemia, di Gioia Tauro e la pianura chiamata il « Marchesato ». Fino a poco tempo fa queste pianure erano acquitrinose e malariche. Attualmente, il « Marchesato » è quasi de! tutto bonificato, mentre la Piana di Sìbari è ancora in parte paludosa. Le piane di Gioia Tauro e di Sant'Eufemia, bonificate in questi ultimi anni, sono coltivate a oliveti e agrumeti.
COSTE FRASTAGLIATE
Le coste calabre, hanno uno sviluppo di 680 chilometri, sono molto frastagliate. Esse formano parecchie insenature, le più profonde delle quali sano i Golfi di Sant'Eufemia e di Gioia, sul versante tirrenico, il Golfo di Squillace sui versante ionico.

Economia

La Calabria ha il reddito pro-capite più basso d'Italia e ha fatto registrare anche nel recente passato un elevatissimo tasso di emigrazione; l'80% della popolazione si addensa lungo le coste, nelle zone di media montagna e nei centri urbani. L'agricoltura, che si può praticare con risultati soddisfacenti solo in pianura, da frumento, ortaggi, barbabietole da zucchero e patate. Buona la tradizionale produzione di olive, agrumi (arance, bergamotti) e uva da vino. L'industria conta per lo più piccole imprese. Notevole, ai fini del reddito procapite, l'importanza del pubblico impiego. Il porto di Gioia Tauro incrementa ora l'economia della regione.



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aggiornato il 15-02-2012
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