La
lunghezza degli Appennini dal Colle di Cadibona, sopra
Savona, alla Punta dell'Armi, in Calabria, è di
circa kml200, la larghezza va da un minimo di 30 a un massimo
di km 200 circa.
UN PAESAGGIO vario e sempre mutevole, ora aspro e desolato,
ora armonioso e ridente, caratterizza il sistema montuoso
della parte peninsulare dell'Italia: gli Appennini.
Vi sono lunghe catene montuose, altre che improvvisamente
si interrompono e cambiano direzione, valli che seguono le
catene principali o le tagliano trasversalmente, dossi e
altipiani, pianure e ameni colli. Questa varietà di
aspetti, in contrasto con l'uniforme maestosità delle
Alpi, è dovuta alla grande varietà di rocce
che costituiscono il Sistema Appenninico: nellAppennino Settentrionale
si trovano tenere arenarie e argille, sulle quali le alluvioni
hanno scavato profondi solchi {calanchi); nell'Appennino
Centrale vi sono calcari e dolòmie ; nell'Appennino
Meridionale si trovano graniti e altre rocce cristalline
antiche.
ORIGINE DEL SISTEMA DEGLI APPENNINI
Anche il Sistema Appenninico, come quello delle Alpi, sorse
dal mare alcune decine di milioni di anni fa. Durante l'ultimo
grande spostamento di continenti, allo inizio dell'Era Terziaria,
parte dell'Europa meridionale di allora sprofondò nell'acqua
del mare (il Massiccio Sardo-Corso è un resto di antiche
terre emerse che occupavano una maggiore estensione) ; contemporaneamente
si sollevò dal mare (naturalmente a poco a poco, in
milioni di anni) quell'immensa striscia di terre che dalla
catena africana dell'Atlante va fino all'Himalaya. Si ebbe
cioè il cosiddetto « corrugamento alpino »,
che portò alla formazione delle Alpi e degli Appennini.
Dalle onde increspate del mare s'innalzò sempre più il
dorso dell'Appennino. Dapprima esso si presentò diviso
in tanti tronconi che gli davano l'aspetto di un grande arcipelago
; poi, altri movimenti tellurici e l'opera continua delle
alluvioni colmarono i numerosi bracci di mare libero fra
le « isole », saldando il tutto e creando piccole
pianure, dossi e altipiani.
STRUTTURA E MISURE DEL SISTEMA DEGLI APPENNINI
Complessivamente, il Sistema Appenninico si estende per una
lunghezza di 1 490 chilometri, dal Colle di Cadibona fino
alla Sicilia e alle isole Egadi. Anche la Sicilia, infatti,
si può considerare
' terra appenninica ; lo dimostrano la brevità e la
scarsa profondità dello Stretto di Messina, nonché la
somiglianzà dei Peloritani coi monti della Calabria.
L'arco appenninico al centro si sposta verso l'Adriatico,
mentre ai due estremi (Liguria e Calabria) si avvicina alle
coste del Tirreno calando quasi a ridosso del mare. Più che
da un'unica catena,l'Appennino è costituito da fasci
di catene parallele. Specialmente nell'Appennino Centrale
e Meridionale le catene sono numerose e talvolta sono divise
fra loro da depressioni profonde e ampie.
Un'altra caratteristica del Sistema Appenninico è la
differenza tra i due versanti. Il versante tirrenico è costituito
da una serie di catene parallele, costituenti il cosiddetto
Anti-Appennino. Lungo gli avvallamenti fra lo spartiacque
e i rilievi scorrono, in senso longitudinale, i fiumi. Il
versante adriatico degrada dolcemente con una fascia continua
di colline. Questa I zona collinare, detta Sub-Appennino,
si compone di terreni sabbiosi e argillosi che si sono aggiunti
al corpo principale del sistema per sollevamenti recenti.
In questo versante i fiumi corrono direttamente al mare ;
I il loro alveo è cioè sempre perpendicolare
al sistema.
Nella parte meridionale, l'Appennino si presenta con una
serie di massicci isolati, per assumere di nuovo in Calabria
l'aspetto di catena semplice che caratterizza anche l'Appennino
Ligure.
La larghezza media del sistema è di circa 60-70 chilometri
ai due estremi e di 130-140 chilometri nel centro.
Nessuna montagna degli Appennini raggiunge i 3000 metri.
La vetta più alta, il Monte Corno nel Massiccio del
Gran Sasso, tocca i 2914 metri.
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Due stadi di formazione della penisola
italiana durante il Pliocene, l'ultimo periodo
dell'era terziaria.
La riga nera indica la forma attuale |
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