Turchia dati generali

 
   

Fuso orario

1 ora in più dell' Italia

Indirizzi internet

.tr

Ordinamento

Repubblica parlamentare

Città Principali

Istambul, Izmir, Smirne, Adana, Antalya, Bursa,
Konya, Kayseri.

Superficie

780.576 km² 

popolazione

74.000.000 abitanti circa

religioni

Mussulmana.

densità

94,8 ab./ km²

Lingua Ufficiale

Turco

Prefisso telefonico Turchia

+90

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viaggio in Turchia

Valuta Turca

nuova lira turca 1 euro = 1,59 try 11.2005

 

monete e banconote in circolazione
 
 

Aspetto fisico morfologia

Aspetto Morfologia - La Turchia è un paese dell'Asia occidentale, e confina con: Grecia, Bulgaria, Georgia, Armenia, Iran, Iraq, Siria. Le sue coste sono bagnate dal mar Mediterraneo, a sud e dal mar Nero a nord.
La Turchia occupa per intero la massiccia penisola anatolica, vero ponte che dall'Asia occidentale si protende verso l'Europa balcanica, fra il mar Nero, il mar Egeo e il Mediterraneo. Dalla penisola balcanica la separa il mar di Marmara, che si restringe alle sue estremità negli esili canali del Bosforo e dei Dardanelli, oltre i quali il territorio turco si estende alla provincia della Tracia, unico avanzo dei possedimenti europei dell'Impero ottomano. I celebri canali mettono in comunicazione il mar Nero col Mediterraneo e hanno sempre costituito un nodo strategico nella storia dei rapporti fra Europa e Asia, suggellato dalla presenza di Istanbul, l'antica Costantinopoli, estesa sulle duerive del Bosforo.cartina turchia
II territorio turco disegna la forma di un rettangolo, che si estende per circa 1.500 km da ovest a est e per 500-600 km da nord a sud, con una superficie di quasi 780.000 km2, dei quali meno di 24.000 spettano alla parte europea (Tracia). Le coste si sviluppano per oltre 7.000 km e sono particolarmente articolate sul versante occidentale, dove fronteggiano le numerose isole egee, fisicamente turche ma politicamente ed etnicamente greche. La penisola anatolica ha l'aspetto di un vasto altopiano contornato e attraversato longitudinalmente da grandi fasci di catene montuose, che si sviluppano in direzione longitudinale. Il margine settentrionale è formato dalle catene dei monti Pontici, con altitudini massime comprese fra i 2.000 e i 3.000 metri (3.937 nel monte Kackar), mentre quello meridionale si eleva nei monti del Tauro, con altitudini che superano frequentemente i 3.000 metri per raggiungere i 3.756 nel Demirkazik. I due fasci di catene convergono poi all'estremo orientale dell'Anatolia nel nodo orografico dell'acrocoro armeno, dove si elevano le massime culminazioni: il Sùphan dagi (4.434 metri) e il biblico Ararat, al nodo confinario con Armenia e Iran, che raggiunge i 5.165 metri. I poderosi fasci montuosi marginali talora si aprono in ampi altipiani e bacini interni, che formano il cuore della penisola anatolica, talora si avvicinano dando luogo a serie di dorsali, per lo più anch'esse con andamento longitudinale, che racchiudono valli anche profonde. Nella sezione occidentale le catene si frantumano e si abbassano verso l'Egeo, riaffiorando nelle numerose isole di questo mare. A nord-ovest i monti Pontid continuano oltre gli Stretti, saldandosi, con modesti rilievi, al sistema orografico dei Balcani. Dal punto di vista geologico, i rilievi anatolici sono il prodotto delle spinte dell'orogenesi alpina sui massicci cristallini archeozoici che ancora ne formano il basamento e sulle formazioni sedimentarie cenozoiche a essi soprastanti. Le spinte orogenetiche hanno prodotto fratture e dislocazioni verticali (innalzamenti, sprofondamenti di zolle), piegato e sollevato gli strati sedimentari, e favorito, lungo le fratture, fuoruscite di lave che hanno dato luogo a edifici vulcanici anche imponenti, specialmente nel Tauro orientale, attivi ancora in tempi storici. L'instabilità geologica della regione è testimoniata del resto anche dai periodici sismi. Come conseguenza di queste vicende geologiche, la morfologia della regione è alquanto varia, specie lungo le zone marginali della penisola. I rilievi scendono ripidi ai mari circostanti, dando luogo a coste alte, che si interrompono solo allo sbocco delle valli maggiori dove si aprono pianure costiere, in genere non ampie. Nell'interno prevalgono estese superfici d'erosione, che hanno messo a nudo l'antico imbasamento cristallino, e non mancano zone depresse, dove si sono formati bacini lacustri. Più elevata è la sezione orientale dell'Anatolia, l'acrocoro armeno, dove i rilievi danno luogo a paesaggi di tipo alpino.

Idrografia - Lo sviluppo idrografico dell'Asia Minore è piuttosto povero: mancano fiumi e bacini fluviali di un certo rilievo, rispetto almeno all'estensione della penisola. Ciò dipende, oltre che dalla povertà delle precipitazioni sull'altopiano, dalla presenza, specie nella parte meridionale a ridosso del Tauro, di vaste zone endoreiche, la cui esistenza è determinata proprio dalla catena costiera. Ma anche a nord i Monti Pontici si oppongono come un ostacolo al deflusso delle acque; tuttavia è proprio su questo lato che i fiumi anatolici riescono a giungere al mare, in seguito all'erosione regressiva esercitata dai fiumi del versante pontico che, aprendo dei varchi nella catena, hanno catturato alcuni dei grandi fiumi interni. Il maggiore di questi è il Kizihrmak o Fiume Rosso, anticamente chiamato Halys. Simile andamento ha il secondo fiume per lunghezza dell'Anatolia, il Sakarya. anticamente Sangarius. Un tempo il Sakarya sfociava nel Mar di Marmara; in tempi recenti, per l'innalzamento della piana alluvionale in cui scorreva, ha dovuto cercarsi un passaggio più veloce. Piuttosto corti sono i fiumi (Biiyùk Menderes, Gediz) che scendono nel Mar Egeo: sono anch'essi assai poveri d'acqua, specie d'estate. Le vallate in cui scorrono costituiscono naturali vie di penetrazione nell'altopiano e i loro nomi d'origine antica (Meandro, Ermo) dicono quanta importanza avessero anche in passato. Sul lato meridionale della penisola non si hanno fiumi importanti, data la ripidità con cui il Tauro scende al mare. Però in corrispondenza del gomito formato dalle coste dell'Asia Minore e della Siria giungono al mare due fiumi gemelli: il Seyhan e il Ceyhan, che nascono dalle montagne del Tauro Orientale (Antitauro) e sfociano nel Mediterraneo attraverso una larga piana deltizia. Quasi a delimitare l'Asia Minore ad est scorre l'Eufrate (in turco Firat), che però attinge le sue acque dall'altopiano armeno. Il fiume scorre dapprima in direzione est-ovest lungo le valli che scendono parallele sino all'Antitauro; qui il suo corso muta direzione e, attraverso uno stretto varco, supera le montagne del Tauro armeno, entrando cosi nella Mesopotamia settentrionale e correndo parallelamente al Tigri (in turco Dicle), che nasce invece sul versante meridionale dello stesso Tauro armeno.

Clima
- Il clima della regione anatolica può in maniera generale definirsi come una degradazione continentale del clima mediterraneo tipico; tale degradazione riguarda sia il regime delle precipitazioni, che tendono a concentrarsi all'inizio della primavera piuttosto che in autunno, sia il regime termico, che presenta escursioni di tipo continentale. Rispetto alla circolazione atmosferica, la penisola si trova sotto l'influenza delle masse d'aria continentali (d'origine siberiana) e tropicale, tra le quali si insinuano le masse d'origine occidentale marittime, tendenzialmente stabili ma responsabili d'inverno della formazione di cellule cicloniche apportatrici di pioggia.
Nei suoi aspetti particolari, legati all'orografia, il clima anatolico è dominato dal contrasto tra altopiano e regioni costiere e cosi, mentre in queste ultime la presenza del mare ha conseguenze dirette sulle condizioni climatiche, all'interno la sua influenza è pressoché trascurabile. La peninsularità, quindi, non giova che in parte al clima dell'Asia Minore. Ciò deriva dal fatto che l'altopiano è rinserrato tra le montagne marginali, che catturano l'umidità portata dai venti marini richiamati dalle depressioni interne; esso ha quindi un clima secco, continentale, con inverni rigidi, estati molto calde, escursione giornaliera molto forte, piovosità ridotta. Anche l'altitudine, la purezza dell'aria e la povertà del mantello vegetale contribuiscono ad esaltare queste condizioni. Solamente verso occidente, di fronte all'Egeo, le larghe vallate, fungendo da corridoi per i venti provenienti dal mare, danno carattere spiccatamente mediterraneo al clima di una larga parte di questa regione. Alla continentalità si sottrae anche in parte la regione a nord e a nord-est del golfo di Iskenderun (Alessandretta), dove si ha una certa discontinuità della catena taurica. Le regioni costiere hanno anch'esse un clima alquanto diverso, anche se sottoposte all'identica meccanica, legata alla presenza dei rilievi. La regione del Mar Nero risente infatti del clima balcanico, mentre nella fascia costiera occidentale e meridionale si hanno caratteristiche climatiche spiccatamente mediterranee. Qui si hanno perciò estati calde e povere di precipitazioni, inverni temperati e piovosi; mentre sul Mar Nero alle estati non eccessivamente calde succedono inverni piuttosto freddi, e le precipitazioni sono abbondanti e distribuite in tutti i mesi dell'anno. La zona più calda della penisola è quella meridionale volta al Mediterraneo; la stessa zona beneficia, però, di una buona piovosità invernale, estesa su tutto il versante meridionale del Tauro. Ma subito, superato lo spartiacque della catena, a nord, il paesaggio si fa più che mai arido, in alcune zone subdesertico, come nella piana di Konya, che fa parte della zona endoreica dell'altopiano. La piovosità è qui la più bassa di tutta l'Asia Minore, spesso non raggiungendo i 200 mm all'anno.
Al centro dell'altopiano è il vuoto, la steppa, la polvere, la nudità del paesaggio. Un vuoto che non è solo climatico e vegetale, ma in certa misura anche umano. Qui insomma, scomparso ogni richiamo al mare, tutto ci riconduce all'Asia arida, con le stesse condizioni che si ritrovano nel cuore dell'altopiano iranico e nell'Asia Centrale.

Flora e fauna - Complessivamente la Turchia è assai povera di foreste (13,5%). Queste rivestono i versanti meglio esposti dei monti Pomici e del Tauro e le alte montagne della sezione orientale, dove assumono caratteri tipicamente alpini. Le coste sono ricche di vegetazione mediterranea, mentre gli altipiani dell'interno, quando non assumono aspetti sub-desertici, sono rivestiti di steppe e di pascoli di montagna, con formazioni arbustive tipiche. La fauna comprende ancora, nell'Anatolia orientale, l'orso e il lupo, oltre ad altri selvatici, come la iena e la linee. Cervi e caprioli sono presenti sui monti del Tauro. Il dromedario, addomesticato, è diffuso sugli altipiani. Varia è l'avifauna (aquile, falchi, astori), diffusi anche i rettili.

 

Posizione della Turchia in asia

posizione turchia
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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 7-11-2013