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Ankara capitale della Turchia, si trova nel centro nord del paese al centro dell'Anatolia ed è posta fra due piccoli fiumi, Ankara e Çubuk,e conta circa 4.400.000 abitanti. La struttura urbana è articolata su tre nuclei distinti, la città antica, la città moderna verso sud, e le bidonville sorte nella periferia per ospitare la popolazione inurbata. Nel 1923, divenuta sede delle istituzioni politiche e amministrative della repubblica turca, Ankara fu dotata di un piano urbanistico che prevedeva l'espansione nel rispetto della planimetria originale e la costruzione di edifici in stile moresco destinati alle sedi di rappresentanza. Nelle zone di periferìa si è invece verificata una espansione incontrollata dei quartieri
residenzial-popolari degli immigrati.
La città sorge a 851 metri di altitudine nel cuore dell'Anatolia, in una regione arida dall'aspro clima continentale, sul fiume Ankara (tributario del Sakarya) presso la sua confluenza con il Cubuk. Consta di un nucleo antico, arroccato su uno sperone trachitico, e della più vasta città nuova (Yenìsehir) che si estende in direzione nord-sud ai lati dell'ampio Ataturk Bulvari, lungo 5 km; le due zone sono congiunte dall'animata piazza della Nazione (Ulus Meydani). Il nucleo moderno, spazioso, edificato su progetto dell'urbanista austriaco Hermann Jansen, è caratterizzato da ampi viali e numerosi spazi verdi: al centro della città sorge un grande ankara quartieri perifericiparco (Genclik Parki) intitolato alla giovinezza.
Quando Ankara, dopo il congresso di Erzurum (1919) nel quale fu decisa la formazione di un governo provvisorio in contrapposizione a quello di Istambul, troppo ossequiente alle potenze vincitrici della prima guerra mondiale, divenne la capitale della nuova Turchia, non era che un'insignificante cittadina di provincia con meno di 30.000 abitanti. Oggi, a novant'anni di distanza, si presenta come una grande e moderna città, con larghi viali alberati, vasti parchi, grandiosi edifici e una popolazione di oltre 4 milioni di abitanti. Se non si può parlare di una vera e propria città-fungo, dato che le sue radici affondano in un passato ricco di storia, si resta tuttavia sorpresi dalla rapidità del suo recente sviluppo in un ambiente per più versi ostile. La proclamazione della nuova capitale nel 1923, allorché venne raggiunta la piena indipendenza del paese, non fu che il riconoscimento legale di una situazione di fatto. Se, ai sensi dell'assunto giustificativo della proposta di legge, gli avvenimenti avevano già fatto di Ankara città situata quasi al centro dell'Anatolia la capitale spontanea del paese, fu la ferrea volontà di un dittatore illuminato a sostenere concretamente la scelta, ad avere ragione dell'arida steppa e delle bassure infestate dalla malaria.
Il primo quartiere della nuova Ankara sorse intorno a Ulus Meydanì (Piazza della Nazione) e ai piedi della Cittadella, sul lato ovest della vecchia città. Il quartiere fu concepito con funzioni soprattutto amministrative e commerciali. La modesta estensione dei vecchi quartieri, confrontata all'ampiezza che si prospettava per la nuova capitale, permise di accostare, con estrema libertà, il nuovo all'antico e di impostare il piano di costruzione secondo i più recenti princìpi urbanistici e con un'architettura europea, senza imitazione di arte locale: a questo compito fu chiamato nel 1927 l'urbanista tedesco H. Jansen, che prospettò uno sviluppo articolato in quartieri autonomi collegati ad un grande asse nord-sud (Ataturk Bulvari) con funzione di spina dorsale della città e in particolare il raccordo tra Ulus, sul fianco della città vecchia, e Yenìsehìr, la «città nuova».
Secondo il desiderio di Ataturk, Yenisehir è stata concepita come una città-giardino, con larghe zone verdi create artificialmente; tutte le strade sono fiancheggiate da file di alberi ben curati; ogni isolato di abitazioni è largamente arieggiato: acacie e roseti formano dei recinti attorno ai palazzi di cemento armato e alle villette di pietra bianca o di granito. Il centro direzionale è rappresentato da Piazza Kizilay (Mezzaluna Rossa, corrispondente alla nostra Croce Rossa). Quartieri squisitamente residenziali si sono sviluppati dopo l'ultima guerra con vie larghe e regolari tutte alberate; non vi mancano quegli elementi che sono connaturati allo spirito turco: il bahge, giardino alberato dove gli uomini trascorrono interminabili ore d'ozio, bevendo té e giocando a tric-trac; l'hamam o bagno pubblico; e soprattutto la moschea e l'antistante vasca in cui si raccoglie l'acqua necessaria per le abluzioni di rito.
Eppure Ankara, che da quanto s'è detto potrebbe sembrare un modello di pianificazione urbana, presenta alla periferia il triste fenomeno delle bidonville. L'immigrazione dalle regioni rurali dell'interno, sempre viva e in progressivo aumento, è divenuta massiccia dagli anni 70, con un surplus incontenibile di uomini giunti prima che questa città senza industrie fosse preparata ad accoglierli e capace d'impiegarli. L'Altindag, che si erge di fronte al lato nord della Cittadella, al di là dell'avvallamento del Beni deresi, ha visto le sue pendici — costituite da rocce vulcaniche e da terreni vaghi del tutto spogli di qualsiasi essenza vegetale — coprirsi di casupole fatte con pietre, con fango, con qualche pezzo di lamiera e qualche tavola di legno: sono le cosiddette «case di una notte» (gecekondu), addossate al ripido pendio senza alcun ordine, nelle quali dormono decine di migliaia di immigrati che si riversano ogni mattina a gruppi compatti in città alla ricerca di un lavoro occasionale o per esercitare i servizi più umili (lustrascarpe, facchini, addetti al lavaggio delle auto ecc).
Attivo mercato di prodotti agricoli e dell'allevamento (le cosiddette capre d'Angora producono lana de tipo mohair). Ankara possiede industrie tessili, alimentari, chimiche. del cemento, della gomma, del vetro e della carta. Ma la città è soprattutto importante nodo stradale e ferroviario, collegata con Istanbul, Smirne, Adana e tutte le altre maggiori città turche e servita dall'aeroporto internazionale di Esenboqa.

ZONE DA EVITARE E ZONE SICURE AD ANKARA

La città è relativamente sicura, evaitare comunque le aree periferiche.

 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 15-11-2014