NEW YORK, sull'Atlantico, fu fondata
nel 1624; San Francisco, sul Pacifico, fu raggiunta dagli
Americani nel 1848: quasi due secoli e mezzo per « attraversare » il
Continente Americano da est ad ovest. Tutti sappiamo
che la penetrazione dall' Atlantico verso l'interno,
la marcia all'Ovest, fu lentissima e faticosa.
Come mai, dato che le terre a occidente erano ricche
e fertili, e gli uomini audaci e forti? La ragione ce
la spiega molto chiaramente la carta fìsica: l'America è un
continente «verticale».
A differenza dell' Europa in cui i grandi elementi della
struttura del terreno, catene sontuose, pianure e fiumi,
sono disposti nel senso dei paralleli, da est ad ovest,
l'America ha questi elementi disposti da nord a sud,
nel sanso dei meridiani: perciò è naturale
che essi ostacolino la marcia diretta da un oceano all'altro.
Da ciò si vede ancora una volta come la geografìa
spieghi la storia.
TRE GRANDI ZONE VERTICALI
Continuando a esaminare questo continente, salta subito
all'occhio la sua struttura che, a grandi linee, è piuttosto
semplice: tre grandi zone che si estendono da nord a
sud e sono:
1) le catene montuose orientali, che vanno praticamente
dalla Groenlandia alla Georgia, nel sud degli Stati Uniti;
2) la conca pianeggiante centrale, che va dal Mare Glaciale
Artico fino al Golfo del Messico;
3) le grandi catene occidentali, che hanno un andamento
parallelo.
Se proprio si vuole essere precisi, nel Continente Nordamericano
si può riconoscere una quarta regione, e precisamente
lo « Scudo canadese », che si estende dal
fiume San Lorenzo, ad est, fino alla foce del fiume Mackenzie,
a ovest, passando per i Grandi Laghi.
A grandi linee, la struttura del Continente Nordamericano è abbastanza
semplice: esso si innalza andando « da est verso
ovest e da sud verso nord ».
Lo dimostra il fatto che le zone più basse si
trovano nella Florida, che è l'angolo sud-orientale
del continente; le vaste zone di territorio sono praticamente
a livello 0, allo stesso livello del mare e formano infatti
le « Everglades », vaste zone paludose abitate
ancora da coccodrilli.
D'altra parte le zone più alte si trovano nella
parte diagonalmente opposta, nell'Alaska, dove si trovano
le cime più alte del continente: il Mac Kinley,
6187 metri e il Logon, 5965 metri.
LE CATENE MONTUOSE ORIENTALI
Considerando la parte orientale dell'orografìa
del Nordamerica, non bisogna guardare solo alle Montagne
degli Appalachi negli Stati Uniti; occorre cominciare
molto più a nord, dove c'è un enorme assieme
di catene montuose poco elevate, in parte sommerse dal
mare, che comincia praticamente dalle terre polari.
Questo complesso comprende t'« Altipiano della
Groenlandia» (altitudine media metri 2000), la
enorme « Terra di Baffin » (che prende nome
dall'esploratore inglese William Baffin che vi sbarcò nel
1616), la quale in realtà è un'isola (la
quinta del mondo per estensione); la « penisola
del Labrador », costituita da un tavolato roccioso
esteso cinque volte l'Italia, e infine il grande sistema
montuoso degli « Appalachi »: esso si estende
per 2400 chilometri dalla penisola di Gaspé sulla
foce del San Lorenzo, fino al fiume Alabama, nel meridione
degli Stati Uniti.
LE PIANURE CENTRALI
Tutta la zona centrale del Continente Nordamericano è una
immensa zona di pianura (o quasi). Si può circolare
da nord a sud, dal Mare Artico al Golfo del Messico,
attraverso un « campionario » di pianure
diverse senza trovarsi quasi mai ad altitudini superiori
ai 300-350 metri.
Questa zona pianeggiante, a nord, degrada nel mare e
forma un grande numero di isole, penisole e golfi. Il
mare ha formato anche l'immensa Baia di Hudson (cosi
chiamata dal nome dell'inglese Henry Hud-jon che la scoprì nel
1611 e morì sulle sue sponde), che ha una superfìcie
di 1 200 000 chilometri quadrati: più del doppio
del Mare del Nord. Questa grande pianura contiene il
più esteso complesso lacuale del mondo, che comprende
i più grandi laghi della Terra (escluso il Caspio).
In totale si tratta di oltre 400 000 chilometri quadrati.
CORRIDOIO DI VENTI
Spesso, in inverno, sulle grandi città canadesi
e degli Stati Uniti, su Quebec, Montreal, Ottawa, New
York, Chicago si abbattono improvvise bufere di vento
e di neve. La temperatura scende di colpo, la neve paralizza
la vita della città e ricopre le auto fino al
tetto. Quelli sono i « regali del Nord » dicono
i cittadini.
In quella specie di grande vallata disposta nel senso
dei meridiani, i venti circolano infatti liberamente;
le ondate di freddo che si formano nella gelata Baia
di Hudson avanzano verso sud « raffreddando » milioni
di Americani, e arrivano persino a distruggere i raccolti
nel basso Mississippi e nella Florida.
LE CATENE MONTUOSE OCCIDENTALI
Andando verso l'Ovest, cento anni fa, i carri dei pionieri
cominciavano a salire verso i monti appena oltrepassato
il Mississippi; come salgono ora le strade e le ferrovie
che negli Stati Uniti e nel Canada puntano verso il Pacifico.
Si deve superare l'immenso bastione montuoso che occupa
tutta la parte occidentale del Continente Nordamericano.
Le « Rocky Mountains », come vengono chiamate
in inglese, hanno inizio nell'Alaska da un intrico di
complessi montuosi posti attorno alle foci del fiume
Yukon, e nell'Alaska raggiungono le massime altezze di
tutta la catena (Mac Kinley). Subito, scendendo verso
il Sud, si aprono a ventaglio. In territorio canadese
si sono già sdoppiate in due catene principali:
le Rocciose vere e proprie che tendono verso l'interno
del continente e le Catene della costa, che procedono
parallele al litorale del Pacifico fino alla California
messicana.
Nel territorio degli Stati Uniti, nuova divisione e il
fascio si allarga in tre catene principali, le vere Montagne
Rocciose a est (Punta Bianca, m 4386); la Catena delle
Cascate, seguita dalla Sierra Nevada (Monte Whitney,
m 4418) al centro; la Catena Costiera (Monte Olympus,
m 2424), che prosegue nella desertica e montuosa penisola
della Bassa California. Tra queste grandi catene si estendono
altipiani aridi e spesso molto vasti, come il Gran Bacino,
che ha un'altitudine media di 1300 metri. In territorio
messicano, avviene una specie di ricongiungimento: le
catene più occidentali infatti si riuniscono e,
dopo la grande vallata del Colorado, proseguono con la
Sierra Madre occidentale; le Montagne Rocciose hanno
la loro continuazione con la Sierra Madre orientale,
ricca di vulcani. Dei monti del Messico ci siamo occupati
dettagliatamente a pag. 1074. E con questo, il panorama
orografico è concluso: noi abbiamo visto che il
Continente Nordamericano è un immenso corridoio
naturale aperto verso il nord e verso il sud.
I FIUMI
In quale direzione andranno i fiumi? Non è diffìcile
capirlo: nel senso dei meridiani. I quattro grandi sistemi
idrografici della America settentrionale (Mississippi-Missouri,
San Lorenzo, Yukon e Mackenzie) e tutti gli altri fiumi
più grossi (il Nelson, il Colorado, il Rio Grande)
hanno infatti più o meno questa direzione.
LO SPARTIACQUE - Non è difficile capire che lo
spartiacque del Continente Nordamericano è rappresentato
dalle Montagne Rocciose; è segnato cioè da
una linea abbastanza regolare che ha inizio al Capo Principe
di Galles, sullo stretto di Bering, prosegue con le cime
più elevate delle Montagne Rocciose e, attraverso
gli altipiani del Messico, giunge sul mezzo dell'istmo
dell'America centrale.
LE VIE DEI FIUMI -
I fiumi che si versano nel Mar Glaciale Artico e nell'Oceano
Atlantico non incontrano ostacoli e quindi possono formare
corsi d'acqua lunghi e con ampio bacino; i fiumi che
si versano
nel Pacifico, invece, non possono fare ciò perché scendono
da monti molto vicini alla costa; si sono formati fiumi
grossi solo dove essi, provenendo dall'interno, sono
riusciti ad aprirsi il passaggio attraverso le catene
costiere (Sacramento, Colorado, Snake R.). I maggiori
fiumi che si versano nel Mar Glaciale Artico sono; il
Mackenzie, che nasce sulle Montagne Rocciose canadesi
e con il suo affluente Athabaska raggiunge i 4045 chilometri;
il Nelson, che con l'affluente Saschatkewan è lungo
km 2300. Nasce anch'esso sulle Montagne Rocciose e si
getta nella Baia di Hudson. I maggiori fiumi che si gettano
nell'Oceano Atlantico sono: il San Lorenzo, il Mississippi,
il massimo fiume americano, l'Hudson, che scende dagli
Allegheni ed è lungo km 520; il Pòtomac
(km 640), sulle cui sponde si trova Washington; il Rio
Grande del Nord, che scende dall'altipiano del Colorado
e per un lungo tratto segna il confine tra Stati Uniti
e Messico. È lungo km 2800. I maggiori fiumi che
invece sfociano nell'Oceano Pacifico sono:
Lo Yukon, uno dei maggiori dell'America del Nord. Nasce
in territorio canadese e dopo km 3200 di corso sfocia
con un poderoso delta nel Mare di Bering; Il Columbio,
il Sacramento e il Colorado.
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