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Africa dati generali paesi e capitali

SUPERFICE

L' Africa si estende per 30.286.170 km², e' lungo circa 8000 km largo circa 7500 km

 

CLIMA

In Africa il clima e' mediamente piu' caldo degli altri continenti le medie annue oscillano tra i 20 e i 25 gradi C° con punte nei deserti in estate di 50 C°
La fascia equatoriale presenta un clima caldo-umido con piogge durante tutto l'anno. Le zone desertiche hanno l'assenza quasi totale di precipitazioni, e temperature molto elevate con una forte escursione termica tra il giorno e la notte.
Nelle fasce subequatoriali le precipitazioni diminuiscono rispetto alla fascia ecuatoriale con l'alternarsi di stagioni secche e stagioni piovose.
Gli estremi (nord e sud) il clima e' piu' temperato di tipo mediterraneo.

 

ECONOMIA

Nelle zone in cui gli europei si sono stabiliti perché hanno trovato condizioni migliori di clima e ambiente (Sudafrica, Zimbabwe, Kenya), l'agricoltura viene praticata in modo più funzionale e vario, così come succede anche in Algeria e Tunisia, dove sono molto diffusi vite, olivo, agrumi ecc. Le zone più colpite dal problema della fame, che negli ultimi trent'anni è cresciuto in maniera vertiginosa, sono quelle dell'Africa centrale e occidentale; la fascia del Sahel è quella che risente maggiormente della siccità. L'allevamento, soprattutto nelle zone della savana e della steppa predesertica, è basato sulla transumanza stagionale, propria della pastorizia nomade; nei periodi di siccità questo trasferimento provoca spesso la morte di migliaia di capi. Immense sono le risorse minerarie che servono però a rifornire i paesi industrializzati: bauxite (Guinea), ferro (Liberia, Mauritania, Repubblica sudafricana), rame (Zambia, Zaire). Il primato nel settore minerario è detenuto dalla Repubblica sudafricana che è il maggior produttore mondiale di cromo (di cui è ricco anche lo Zimbabwe) e di oro. Insieme allo Zaire, è tra i maggiori produttori mondiali anche di diamanti; inoltre, è al secondo posto nel mondo (primo in Africa) per la produzione di manganese (che si trova in grande quantità anche in Gabon), e di uranio (insieme a Niger e Namibia, fornisce oltre un terzo della produzione mondiale). Marocco e Tunisia sono grandi produttori di fosfati; Niger e Libia sono tra i produttori mondiali di petrolio, seguiti da Egitto e Algeria. Accanto alle mediocri industrie di trasformazione dei prodotti agricoli e di raffinazione dei minerali, hanno visto la luce le prime installazioni meccaniche, metallurgiche, chimiche e petrolchimiche, gli oleodotti per il trasporto del petrolio dai pozzi dell'interno ai porti, i gasdotti e numerose raffinerie costiere. Le industrie non sono ripartite in modo uniforme sul territorio: a parte il Sudafrica, i quattro quinti sono concentrati in dieci paesi, tra cui Egitto (25 % della produzione africana, escluso il Sudafrica), Algeria, Marocco, Nigeria, Kenya, Tunisia, Zambia.

 

POPOLAZIONE

La popolazione in Africa è stimata in oltre 800000000 di abitanti, con una densità media di 26 ab./km². La distribuzione presenta forti squilibri: in meno di un quarto della superficie totale si concentra l’80% della popolazione. Le aree più popolate sono la bassa valle del Nilo, le regioni centro-orientali, le coste del Mediterraneo, del golfo di Guinea e quelle sud-orientali; le meno popolate, oltre ai deserti e alle foreste, sono le steppe orientali e quelle del Sahel. I tassi di incremento annuo sono tra i più elevati e oscillano tra il 2 e il 3% nonostante l’alta mortalità infantile, la bassa speranza di vita (da 37 fino a 55-60 anni) e le precarie condizioni alimentari e igienico-sanitarie di molte regioni. Devastanti gli effetti della pandemia di AIDS nelle regioni centro-meridionali del continente. Le principali etnie sono costituite da gruppi bianchi di derivazione camitico-semitica quali i berberi e gli arabi a nord del Sahara, da gruppi misti come gli etiopidi e da gruppi neri, sudanesi e bantu, quali i nilotici, i congolesi e, tra i più antichi, gli ottentotti, i boscimani e i pigmei nelle regioni centro-meridionali; nei paesi bagnati dall’oceano Indiano vi sono cospicui stanziamenti asiatici (indiani, pakistani, arabi, cinesi); i malgasci del Madagascar derivano dalla commistione di gruppi neri e malesi-indonesiani; nella regione sudafricana sono concentrati ca. 5 milioni di discendenti di boeri e inglesi. Nella maggior parte del continente prevale l’insediamento sparso, di tipo tradizionale, ma la tendenza all’inurbamento porta a una continua espansione delle poche grandi città, con la formazione di estesi agglomerati.

STORIA DELL'AFRICA

La storia del continente africano, a eccezione di quella relativa alla fascia costiera mediterranea e alla valle del Nilo, non si è direttamente intersecata con quella europea fino al sec. XVI, principalmente per inaccessibilità di gran parte del continente (deserti, foreste impenetrabili, climi ostili). La ricostruzione della storia africana è dunque un fatto recente. Secondo studi antropologici, proprio in Africa sarebbe avvenuto il lento processo di differenziazione che avrebbe portato dalle scimmie antropomorfe agli australopiteci, e da questi ultimi (2,5-3 milioni di anni fa) alle diverse specie del genere Homo. Testimonianze fossili di Homo habilis sono state trovate in Tanzania e nella regione dell’Afar (Etiopia). In molte zone del continente sono stati rinvenuti manufatti attribuibili alle diverse culture del paleolitico. Al IX mill. a.C. risalgono le manifestazioni culturali sahariane (principalmente graffiti e pitture rupestri), che testimoniano l’antica fertilità del Sahara. Con il suo progressivo inaridimento (che raggiunse il culmine verso il IV mill.), si andò formando il deserto, barriera geografica quasi impenetrabile, da cui dipese il differente corso storico delle regioni mediterranee rispetto a quelle subsahariane. Durante il IV millennio, lungo la valle del Nilo si andò sviluppando la civiltà egiziana, che nel primo periodo ebbe intense relazioni con i popoli dell’interno, della Nubia e dell’Etiopia. Nel I millennio a.C. l’Egitto cominciò a risentire di influssi culturali diversi (Mesopotamia, Persia, penisola ellenica e, più tardi, Roma). Sino al sec. III a.C., la restante fascia mediterranea subì gli influssi della presenza fenicia (colonia di Cartagine), per poi passare, dopo le guerre puniche, sotto il controllo romano (provincia Africa). Fra il sec. V e il VII si succedettero le dominazioni dei vandali, dei bizantini e degli arabi. Questi ultimi, fondendosi con le popolazioni berbere, formarono forti stati (Egitto, Cirenaica, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco) che passarono sotto il dominio ottomano nel sec. XVI. Nell’area sudanese, nel corso del I millenni, si succedettero potenti unità politiche, in conseguenza dell’aumentato volume dei traffici transahariani di sale, oro e schiavi: imperi carovanieri (Mali, Ghana, Haussa, Kanem-Bornu, Songhai) e, in seguito, regni musulmani (Darfur, Kordofan, Sennar). Lungo le coste del golfo di Guinea, non raggiunte dall’influenza araba, si svilupparono invece civiltà di artigiani (ashanti, yoruba, nupe, benin). Nell’Africa equatoriale e centro-meridionale, sorsero i regni manikongo, bakuba e lunda, la cui economia si basava sull’agricoltura e la metallurgia (oro e rame). L’Etiopia è l’unico paese africano che ha mantenuto la propria integrità storica e culturale a partire dal sec. III (regno di Axum). I tentativi di penetrazione islamica si scontrarono con la forte identità cristiana copta dell’impero d’Etiopia che, pur tra alterne vicende, rimase indipendente fino alla conquista italiana (1936-41). L’Africa sud-orientale, lungo le sponde dell’oceano Indiano, fu colonizzata, probabilmente prima del sec. IX, da popolazioni di origine indonesiana, che si fusero in parte con arabi e genti bantu, dando origine a una civiltà mercantile (zengh), in rapporto commerciale con India e Cina. Nel S del continente, tra i sec. XI e XVIII, si verificò una progressiva espansione dei popoli bantu, che dal bacino del Congo si spinsero fino allo Zambesi, oltre il quale vivevano popolazioni di cacciatori boscimani. Si può affermare che la scoperta dell’A. subsahariana da parte degli europei ebbe inizio nel sec. XIII (spedizione dei genovesi U. e G. Vivaldi), consolidandosi soprattutto nel sec. XV a opera di navigatori portoghesi (B. Diaz, che nel 1488 raggiunse il capo di Buona Speranza e V. de Gama che, dieci anni più tardi, compì il primo periplo del continente). Nel corso dei sec. XVII e XVIII gli europei limitarono il loro controllo ad alcune zone costiere occidentali dove venivano fatti affluire i prodotti minerari e gli schiavi (necessari per la colonizzazione delle Americhe e delle Antille) provenienti dall’entroterra. Solo a partire dalla 2ª metà del sec. XVIII iniziò l’esplorazione sistematica dell’interno: il britannico M. Park esplorò il corso del Niger, il tedesco J.H. Speke scoprì i laghi Tanganica e Vittoria, il tedesco H. Barth il lago Ciad, i britannici H.M. Stanley e D. Livingstone fornirono le prime conoscenze sull’A. centrale e australe. Si distinsero anche esploratori italiani: G. Miani risalì il Nilo, G. Massaia (1852-83) e V. Bottego (1892-97) esplorarono a fondo l’Etiopia. La colonizzazione, già presente dal sec. XVII a opera soprattutto di compagnie commerciali, ebbe il suo culmine a partire dal sec. XIX in conseguenza dell’intervento diretto dei governi europei: alle già esistenti colonie (Angola e Mozambico) il Portogallo aggiunse la Guinea, la Francia il Maghreb, l’Africa occidentale e parte di quella centrale (Africa Occidentale Francese, Africa Equatoriale Francese). La Gran Bretagna conquistò la porzione orientale del Maghreb e la fascia che dall’Egitto si spinge fino all’Africa australe, compresi i territori popolati da coloni olandesi. La conquista europea continuò per opera di Belgio (Congo), Germania (Togo, Camerun, Tanganica, Ruanda, Urundi) e, da ultima, Italia (Eritrea, 1889; Somalia, 1890; Libia, 1912; Etiopia, 1936). La penetrazione coloniale generò contrasti tra le potenze europee che si risolsero anche in conflitti locali per la conquista delle grandi risorse, specie minerarie. La fine della 1ª guerra mondiale portò alla redistribuzione delle colonie tedesche, ma vide anche il sorgere dei primi movimenti indipendentisti, soprattutto nelle colonie francesi. Al termine della 2ª guerra mondiale il sorgere di una coscienza nazionale e panafricana, la penetrazione dell’ideologia marxista, l’indebolimento dell’Europa rispetto alle superpotenze, portarono a una rapida decolonizzazione. Fra gli anni ’50 e ’60 ottenne l’indipendenza la maggior parte delle colonie francesi, belghe e britanniche, anche attraverso cruente rivolte (Kenya, Algeria, Congo, Guinea). Negli anni ’70 tramontarono gli imperi coloniali di Portogallo e Spagna, in seguito alla caduta dei regimi fascisti iberici. Attualmente, se si escludono alcuni possedimenti insulari, l’intero continente africano è costituito da stati indipendenti, tra i quali sono sorti diversi organismi associativi a carattere politico ed economico, come l’Organizzazione per l’unità africana (OUA), fondata nel 1963. In gran parte degli stati africani indipendenti si sono formati dei regimi autoritari, spesso corrotti e sostenuti dalle ex potenze coloniali o dall’URSS, che assicuravano l’ordine interno e la regolarità della fornitura delle materie prime. La fine dell’equilibrio bipolare (1989-91) ha determinato una generale trasformazione istituzionale verso il multipartitismo sotto la tutela di organismi finanziari internazionali (FMI, Banca mondiale) che hanno imposto politiche di riaggiustamento strutturale con effetti spesso drammatici per le condizioni di vita della popolazione (svalutazione del franco CFA, 1994). La fine del regime dell’apartheid nella Rep. Sudafricana ha fatto di questo paese una potenza regionale che influenza profondamente gli equilibri del continente scossi dal riemergere delle tensioni interetniche sfociate in cruenti conflitti (Ruanda, Burundi, Congo, Sierra Leone, Nigeria, Liberia, Somalia).


CITTA' PIU' POPOLOSA

La citta' più popolosa dell' africa è il Cairo, con circa 13.000.000 milioni di abitanti


FIUME PIU' LUNGO

 

il fiume più lungo è il Nilo, che con i suoi 6.670 km è anche il più lungo del mondo


MONTE PIU' ALTO

 

Il monte più alto è il kilimangaro, alto 5.895 mt slm

 

 

CAPITALI E PAESI DELL'AFRICA

 
Algeri Algeria Luanda Angola Porto Novo Benin
Gaborone Botswana Ouagadougou Burkina Faso Bujunbura Burundi
Yaoundè Camerun Praia Capo verde Bangui Rep centrafricana
N'Djamena Ciad Moroni Comore Brazzaville Rep. Del Congo
Kinshasa Rep. dem. Del congo Adjdian Costa d'avorio Il Cairo Egitto
Asmara Eritrea Addis Abeba Etiopia Libreville Gabon
Banjul Gambia Accra Ghana Gibuti Gibuti
Conakry Guinea Bissau Guinea bissau Malabo Guinea Equatoriale
Nairobi Kenia Maseru Lesotho Monrovia Liberia
Tripoli Libia Antananarivo Madagascar Lilongwe Malawi
Bamako Mali Rabat Marocco Nouakchott Mauritania
Port louis Maurizius Maputo Mozambico Windhoek Namibia
Niamey Niger Abuja Nigeria Kigali Ruanda
Sao Tomè sao tomè e principe Victoria Seicelle Dakar Senegal
Freetown Sierra leone Mogadiscio Somalia Pretoria Rep. Sudafricana
El Khartum Sudan Mbabane Swaziland Tanzania Dodoma
Lomè Togo Tunisi Tunisia kampala Uganda
Lusaka Zambia Harare Zimbabwe  


 
DIPENDENZE
Britanniche Ascension, Sant' elena, Tristan da Cunha capitale Jamestown
Francesi Mayotte capitale Dzaoudzi, La Réunion capitale Saint-Denis
portoghesi Madeira
Spagnole Canarie, Ceuta, Melilla
Yemenite Socotra
Marocchine Sahara Occidentale
 

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aggiornato il 19-01-2012
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